Pomarance, geotermia, conferenza a Larderello sull’energia rinnovabile: dove è nata la storia che oggi alimenta il mondo
Geotermia, conferenza a Larderello sull’energia rinnovabile: è il cuore dell’evento che si è svolto lo scorso sabato 20 giugno a Pomarance, in provincia di Pisa, a cura del comitato Ecowave – forum per l’energia sostenibile e di Avanti Psi Toscana, con il patrocinio del Comune di Pomarance, dal titolo “Sulla geotermia e le altre fonti rinnovabili”. Un convegno che ha scelto non a caso il luogo simbolo di questa energia pulita.
Geotermia. Pomarance, per chi non lo sapesse, è un piccolo Comune della Val di Cecina che ha un primato internazionale. Ospita il sito in cui, per la prima volta al mondo, è stato sviluppato un impianto geotermico. Qui la terra respira, sbuffa, regala calore. Un paesaggio unico che ha cambiato la storia dell’energia.
La geotermia, cioè il calore che viene dalle profondità della Terra, è sfruttata da sempre dagli esseri umani. I Romani usavano le acque calde per le terme, gli Etruschi conoscevano i soffioni. Tuttavia, è stato solo a Pomarance, nel 1827, che un industriale livornese di origine francese, Francois Jacques de Larderel, ebbe l’idea di creare un impianto industriale per l’estrazione di acido borico dai cosiddetti lagoni, giacimenti di acqua caldissima che si trovavano a poca distanza dalla superficie terrestre.
Da lì, a pensare di utilizzare il calore della terra per produrre energia elettrica, il passo fu abbastanza breve. L’impianto venne creato in una località che fu battezzata Larderello in onore dell’industriale visionario che per primo aveva creduto nel potenziale di questa forma di energia che la natura ci offre in maniera pulita, rinnovabile e praticamente inesauribile. Oggi quell’intuizione vale il 10% della geotermia mondiale.
Larderello, l’uomo che accese la terra nel 1827
La storia inizia con un francese che diventa livornese. Francois Jacques de Larderel arriva in Toscana e vede quello che gli altri consideravano un problema, i lagoni ribollenti della Val di Cecina, come un’opportunità. Erano pozze di acqua a oltre 100 gradi, con vapore che usciva dal suolo, con acido borico disciolto.
Nel 1827 costruisce il primo impianto per estrarre l’acido borico senza bruciare legna, usando direttamente il calore del vapore.
È la prima volta al mondo. Risparmia boschi, crea lavoro, inventa un’industria. Per questo il Granduca di Toscana gli dà il titolo di Conte e il borgo prende il suo nome, Larderello.
Il 4 luglio 1904 un altro pioniere, il Principe Ginori Conti, accende cinque lampadine usando il vapore di Larderello. È la prima energia elettrica geotermica della storia. Da quelle cinque lampadine nasce tutto. Oggi l’impianto di Larderello, che è gestito dall’Enel, produce gran parte dell’energia geotermica italiana ed il 10% di quella mondiale. Un record che parte da Pomarance e arriva ovunque.
La conferenza di Pomarance, cosa è emerso dal forum Ecowave sulla geotermia.
La conferenza dal titolo Sulla geotermia e le altre fonti rinnovabili ha messo intorno allo stesso tavolo tecnici, amministratori, ambientalisti e cittadini. Organizzata dal comitato Ecowave – forum per l’energia sostenibile e da Avanti Psi Toscana, con il patrocinio del Comune di Pomarance, ha avuto un obiettivo chiaro, fare chiarezza senza slogan.
Al centro del dibattito, il presente di Larderello. Le centrali Enel in Val di Cecina producono oltre 900 megawatt, sufficienti per un milione di famiglie toscane, in modo continuo, 24 ore su 24, senza dipendere da sole e vento. Una stabilità che le altre rinnovabili non hanno.
Ma si è parlato anche di futuro.
Della geotermia a bassa entalpia, quella che permette di riscaldare e raffrescare case e aziende con pompe di calore che scendono pochi metri sotto terra. Una tecnologia che può essere usata a Milano, a Roma, a Palermo, non solo dove ci sono i soffioni. E del teleriscaldamento geotermico che già a Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina e Monterotondo scalda scuole, piscine e serre.
Geotermia non solo soffioni, la nuova frontiera invisibile
Se il paesaggio e le caratteristiche delle Colline Metallifere, l’area toscana in cui si trova Larderello, sono quasi uniche al mondo, tuttavia questo non significa che l’energia geotermica sia limitata a luoghi simili, con soffioni boraciferi ed emissione di vapore caldo direttamente dal sottosuolo. Anzi.
Negli ultimi anni c’è stata una vera esplosione dell’energia geotermica nel mondo, che ha portato a moltiplicare sia gli impianti che la produzione di quella che è una delle fonti energetiche più pulite e più promettenti.
Oggi si perfora più in profondità, fino a 3-4 mila metri, e si trova calore ovunque.
È la geotermia profonda, il cosiddetto Egs, Enhanced Geothermal System. Si inietta acqua in profondità, si riscalda a contatto con rocce calde, si riporta in superficie sotto forma di vapore. Così anche un territorio senza soffioni può produrre elettricità. Un potenziale enorme per tutta Italia, dalla Pianura Padana alla Sicilia.
Il boom mondiale della geotermia, dall’Islanda al Kenya passando per l’Italia
Dall’Islanda alla Norvegia, dall’Italia alla Turchia, dagli Stati Uniti d’America al Canada, e poi ancora Giappone, Nuova Zelanda, Indonesia, Kenya ed altri ancora. La lista dei Paesi attivi nella geotermia, a livello mondiale, si allunga sempre più.
L’Islanda produce il 25% della sua elettricità con la geotermia e riscalda il 90% delle case. Il Kenya ha raddoppiato la produzione negli ultimi cinque anni nella Rift Valley. L’Indonesia, con i suoi vulcani, punta a diventare il primo produttore al mondo. Gli Stati Uniti hanno la più grande centrale geotermica del pianeta, The Geysers in California.
Ed il potenziale è enorme, secondo l’Agenzia Onu che si occupa di energie rinnovabili, l’Irena. L’Irena stima che la geotermia possa coprire fino al 15% della domanda elettrica mondiale entro il 2050, se si investe in perforazioni e tecnologie. Un’energia che non emette Co2, che occupa poco spazio, che crea lavoro locale e non si compra dall’estero.
Perché e la geotermia di Pomarance resta un modello per l’Italia
Pomarance non è solo storia, è modello. Qui Enel Green Power gestisce il più antico complesso geotermico al mondo, con 34 centrali, ma ha creato anche un indotto di turismo, agricoltura e cultura. Le serre geotermiche producono basilico e fiori tutto l’anno, il Museo della geotermia di Larderello accoglie 50 mila visitatori, le aree di manifestazione naturale come le Biancane sono un parco naturale unico.
Il Comune ha usato i canoni geotermici per abbattere le bollette dei cittadini, per finanziare scuole e strade.
Un patto tra energia e territorio che altrove manca. Durante la conferenza del 20 giugno, il sindaco di Pomarance ha ricordato proprio questo, la geotermia funziona se la comunità ci guadagna.
Una lezione per le nuove aree dove si vuole perforare. Non basta la tecnologia, serve trasparenza, controlli sulle emissioni di acido solfidrico e mercurio, monitoraggio sismico, partecipazione. Ecowave ha insistito su questo, sostenibilità vuol dire anche accettabilità sociale.
Cosa cambia per famiglie e imprese, bollette e lavoro
Per una famiglia toscana che vive in Val di Cecina, la geotermia significa teleriscaldamento a 70 euro al megawattora contro i 110 del gas, aria più pulita, lavoro stabile. Per un’azienda agricola significa serre riscaldate gratis per 8 mesi l’anno.
Per l’Italia significa meno gas importato. La geotermia toscana evita ogni anno l’emissione di 400 mila tonnellate di Co2 e l’importazione di 100 milioni di metri cubi di gas. Numeri che pesano sulla bolletta nazionale.
La sfida ora è portare la bassa entalpia in tutta Italia. Una pompa di calore geotermica costa più di una caldaia, ma in 5 anni si ripaga con il risparmio e dura 25 anni. Il forum di Pomarance ha chiesto incentivi semplici, come quelli per fotovoltaico e solare termico, e un albo dei perforatori qualificati.
Una rivoluzione silenziosa che parte da sotto i piedi. Da quel vapore che nel 1827 un industriale francese vide per primo a Larderello e che oggi, a Pomarance, torna a far parlare il mondo.
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