22 Luglio 2026 03:13
Dopo un intervento medico o chirurgico, il classico e pesante gesso ortopedico (quello bianco in solfato di calcio) viene oggi sostituito molto spesso da materiali più leggeri, igienici e confortevoli.
Le alternative principali dipendono dal tipo di intervento, dalla stabilità dell’osso e dalla fase della guarigione.
1. Il Gesso Sintetico (Vetroresina o Poliestere)
È l’evoluzione diretta del gesso tradizionale. Viene applicato dal medico modellando delle bende bagnate che si induriscono in pochi minuti.
Materiale: Maglia di fibra di vetro o poliestere impregnata di resina poliuretanica.
Perché si usa: È estremamente leggero, resistente e non si sbriciola. È molto più sottile del gesso tradizionale, quindi si adatta meglio sotto i vestiti. Se combinato con una speciale imbottitura idrorepellente, può diventare completamente impermeabile, permettendo di fare la doccia.
2. I Tutori Ortopedici Amovibili (Termoplastici o Rigidi)
Molto utilizzati nel post-operatorio perché consentono al medico di ispezionare la ferita chirurgica o rimuovere i punti senza dover distruggere l’immobilizzazione.
Materiali: Plastica rigida, leghe di alluminio leggero, accoppiati a tessuti tecnici ipoallergenici e chiusure in velcro.
Esempi comuni:
Stivale Walker: Sostituisce il gesso alla gamba o al piede. Permette (se il chirurgo lo autorizza) il carico parziale e si toglie facilmente per lavarsi.
Tutori Exos o termoplastici: Materiali che vengono scaldati per essere modellati perfettamente sull’arto del paziente e si fissano con cerniere o velcri.
3. Tutori e Immobilizzatori in Resina Espansa (es. Neofrakt)
Una via di mezzo tecnologica tra il gesso e il tutore.
Materiale: Una calza riempita di resina espansa che viene modellata sul corpo del paziente e si indurisce rapidamente.
Perché si usa: Pesa pochissimi grammi, è impermeabile e può essere predisposto per essere rimosso e riapplicato (amovibile), molto apprezzato anche in ambito sportivo.
4. Esoscheletri in Stampa 3D
È la tecnologia più recente e personalizzata.
Materiale: Plastica rigida ipoallergenica e biocompatibile (come il PLA o l’ABS).
Perché si usa: Viene eseguita una scansione 3D millimetrica del braccio o della gamba. Il tutore stampato ha una struttura “a rete” (visivamente simile a un esoscheletro): è traspirantissimo, non fa sudare, elimina il prurito ed è totalmente impermeabile.
Nota di sicurezza: La scelta del materiale non è solo una questione di comfort, ma dipende strettamente dal tipo di stabilità che l’osso o i tendini richiedono dopo l’intervento. Sarà sempre l’ortopedico o il chirurgo a stabilire se l’arto è pronto per un tutore amovibile o se necessita della rigidità fissa di un gesso sintetico.
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