Giacomo Cossio: la natura risolve i problemi

 La galleria milanese Fabbrica Eos è lieta di presentare il progetto di installazione di Giacomo Cossio “Atto unico”, a cura di Alberto Mattia Martini.

Giacomo Cossio: la natura risolve i problemi
opera di Giacomo Cossio
chesini garden
chesini garden
chesini garden

 La galleria milanese Fabbrica Eos è lieta di presentare il progetto di installazione di Giacomo Cossio “Atto unico”, a cura di Alberto Mattia Martini.

 

"La natura risolve i problemi, l’uomo migra – è questo il pensiero alla base dell’installazione artistica di Giacomo Cossio, - l’uomo perirà e la natura si riprenderà tutto lo spazio di cui avrà bisogno. Sono affascinato e attratto da una pianta che cresce e prospera in un vaso, in uno spazio ridotto. Mi interessa la natura quando è costretta dall’uomo e dalle sue esigenze sociali, a essere decoro o riempitivo o addirittura surrogato o feticcio”.

 

Da queste premesse nasce l’idea della performance/istallazione Atto unico. Utilizzando smalti murali, piante e fiori da vivaio, l’artista esprime simbolicamente l’idea della reazione della natura.

L’OPERA si compone di piante in vaso di svariate dimensioni, che per mezzo di un compressore con una lancia consente di distribuire il colore sulle piante. Il colore è smalto murale dell’azienda tedesca Biofa, che usa prodotti naturali non nocivi (con percentuali bassissime di additivo, 1 grammo per litro). Il colore utilizzato sarà rosa per evidenziare il carattere estremamente artificiale dell’azione, a cui farà contrasto la ricrescita verde delle piante.

A differenza di quanto accade solitamente in una galleria d’arte, la mostra avrà una durata di circa tre mesi: l’installazione verrà infatti compiuta dall’artista nell’arco di poche ore con un’azione apparentemente violenta per la sua rapidità di esecuzione, ma sarà visibile fino alla fine di agosto perché a dettare i tempi dell’esposizione è la natura stessa con i suoi ritmi lenti di crescita; anche l’arte e le sue esigenze organizzative, commerciali e sociopolitiche decadono nel pieno rispetto della Natura.

Una parte dell’azione performativa sarà visibile in diretta web sui canali social della galleria Fabbrica Eos.

 

Con la mostra Atto unico, Giacomo Cossio vuole far entrare la vita, una porzione di contemporaneità sotto forma di natura all'interno dello spazio espositivo- dichiara Alberto Mattia Martini-. Una presentazione che diviene rappresentazione del reale, appartenente al nostro naturale ordinario. Non siamo infatti al cospetto della natura impervia, lontana dal quotidiano, ma ci troviamo innanzi ad un insieme di piante contenute all'interno di vasi, ad una creazione naturale, che fa parte dell'ambiente a noi più vicino, dei luoghi nei quali viviamo, come per esempio delle nostre abitazioni. La pianta, il reale che penetra nella nostra esistenza, "si fa" arte: tuttavia essa vuole uscire dal contorno della cornice, vuole scardinare i limiti del circoscritto, della tela, a favore dell'illusione di ciò che non prevede estremità. Attraverso quest'opera, questo atto unico, Giacomo Cossio vuole sottolineare come la natura, oggi più che mai, viene circoscritta a componenti di arredo, ma nonostante ciò essa non rinuncia a sè stessa, adattandosi e trasformandosi, trovando nella sua conformazione primaria e nel luogo in cui è collocata, la risposta alla conservazione della specie”. Giacomo Cossio una volta posizionate le piante, di varie specie all'interno della galleria, interviene isolando completamente lo spazio, creando una sorta di camera stagna: quella che appunto potrebbe essere concepita come un'ermetica serra contemporanea. Ecco che il colore e la pittura entrano in scena, per un Atto unico indefinito, senza limite e spazio, dove la vernice si traduce in nuvola di pigmento, che avvolge e coinvolge le piante, donandole un'altra identità, pur non stravolgendone o compromettendone l'integrità e la vitalità.

 

 

GIACOMO COSSIO BIOGRAFIA

Nasce a Parma nel 1974 e si laurea in Architettura all’Università di Ferrara.

Dal 2004 espone e collabora con gallerie private e istituzioni pubbliche. Numerose le mostre personali e collettive, tra le più importanti si ricordano:

ControNatura, Performance, Insieme Festival a cura di Andrea Cusumano Palatino Fori Imperiali Roma 2020

ControNatura, Performance, Santarcangelo Festival a cura di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, Sferisterio, Santarcangelo di Romagna 2020

Selvatico14 Atlante dei margini, delle superfici e dei frammenti, Ecomuseo delle erbe Palustri, a cura di Massimiliano Fabbri, Villanova di Bagnacavallo (RA) 2019

ControNatura, OvestLab, a cura di Scuola Archivio Leonardi, Modena 2019

Stati di Natura, Corte Zavattini, a cura di Roberta Bertozzi, Cesena 2018

ControNatura, Performance, Teatro Ferrara Off, Ferrara 2017

NonpotreiusareilverdesenoncifosseMarioSchifano, Galleria San Ludovico, a cura di Chiara Canali, Parma 2017

Un peso cubitale, doppia personale con F. Bocchini, Ala Nuova del Museo della città di Rimini, a cura di Massimo Pulini. Testi in catalogo a cura di Massimo Pulini e Roberta Bertozzi, Rimini 2016

Il pensiero è un abisso, Musas-Museo storico Archeologico, Santarcangelo. A cura di F. Bocchini, R. Bertozzi e C. Ballestracci. Santarcangelo 2015

L’ultima ruota del carro, Galleria Bonioni, a cura di Nicolò Bonechi e Chiara Canali, testi in catalogo di Chiara Canali, Niccolò Bonechi, Reggi Emilia 2014

Corpi Macchine Piante, Le Torri dell’Acqua, a cura di Martina Cavallarin, nell’ambito di Arte Fiera Off, Arte Fiera Bologna. Testi in catalogo di Martina Cavallarin, Giulio Costa, Budrio (Bologna) 2012

Art Jungle, Giardini di Venaria Reale, a cura di Chiara Canali, Torino 2012

Pandora. Macchine+Piante = Ricostruire il mondo, Galleria L’Affiche, a cura Chiara Canali. Testi in catalogo di Chiara Canali e Alberto Reggianini. Milano 2010

Macchina celibe- Installazione Liebherr, Superstudio Più, in collaborazione con Galleria l’Affiche e Liebherr Italia, Milano 2010

Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, Castel Sant’Elmo, Napoli 2005