Giornata Mondiale dei Fiumi, Palermo, sulle tracce del Papireto e del Kemonia alla scoperta delle acque nascoste
Palermo nascosta quando i fiumi scorrevano a cielo aperto – Sulle tracce del Papireto e del Kemonia il percorso dalla Cala al cuore storico – Perché Papireto e Kemonia hanno fatto nascere Palermo – Cosa vedremo durante la passeggiata storico geologica – Chi guida la passeggiata e perché partecipare – Una città che ritrova la sua memoria d’acqua
Dove e quando appuntamento in Piazza Fonderia alla Cala – Papireto e Kemonia storia geologica di due fiumi dimenticati – Cosa portare e come partecipare alla visita gratuita
Giornata Mondiale dei Fiumi Palermo Papireto Kemonia è l’appuntamento che riporta alla luce una città che non si vede più. Domenica 27 settembre 2026, a Palermo, si terrà una passeggiata speciale dal titolo Sulle tracce del Papireto e del Kemonia, una ricerca delle acque nascoste della città. Un percorso alla scoperta degli antichi corsi d’acqua che hanno attraversato Palermo e che oggi scorrono nascosti sotto strade, piazze e palazzi.
L’iniziativa nasce in occasione della Giornata Mondiale dei Fiumi. Un’occasione per guardare Palermo con occhi diversi. Non solo monumenti e mercati, ma anche fiumi sepolti, valli colmate, dislivelli che raccontano acqua. Il percorso parte dall’antico porto della Cala e attraversa il cuore storico seguendo le tracce della valle del Papireto e del percorso del Kemonia.
L’appuntamento è previsto alle ore 9.30 in Piazza Fonderia, alla Cala a Palermo. Dopo la presentazione di Cinzia Carraro, del Consiglio Direttivo di BCsicilia Palermo, e Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia, inizierà la passeggiata storico geologica guidata da Antonio Bommarito, biologo, e Davide Bommarito, geologo. La partecipazione è libera e gratuita. Si raccomandano scarpe comode.
L’iniziativa è promossa da BCsicilia e dall’Università Popolare. Un’alleanza tra tutela culturale e divulgazione scientifica. L’obiettivo è semplice e potente. Far riconoscere ciò che non appare immediatamente allo sguardo. I fiumi sepolti dalla città, ma ancora presenti nella sua memoria e nella sua forma urbana.
Palermo nascosta quando i fiumi scorrevano a cielo aperto
Palermo è nata sull’acqua. Prima delle strade c’erano i fiumi. Il Papireto e il Kemonia hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione del paesaggio urbano. Hanno favorito lo sviluppo del primo insediamento. Hanno accompagnato per secoli la vita della città. Hanno disegnato valli, creato difese naturali, portato vita.
Con il passare del tempo i due corsi d’acqua sono stati incanalati, coperti e inglobati nella città moderna. Un processo comune a molte città europee.
A Palermo è avvenuto lentamente, per necessità igieniche, per allargare strade, per costruire palazzi. Ma il loro antico percorso è ancora leggibile. Basta saperlo guardare.
Si legge nei dislivelli delle strade. Si legge nei nomi dei luoghi. Si legge nelle architetture, nelle cantine umide, nelle antiche testimonianze e nelle tracce lasciate nel sottosuolo. Il Papireto, che prende il nome dal papiro che cresceva lungo le sue rive, scendeva da nord e sfociava alla Cala. Il Kemonia attraversava la città da sud. Due fiumi che abbracciavano l’antica Panormos.
Oggi non li vediamo, ma ci sono. Scorrono sotto l’asfalto. Continuano a muovere acqua. In caso di piogge intense, tornano a farsi sentire. La storia degli allagamenti di Palermo è anche la storia di questi fiumi dimenticati.
Sulle tracce del Papireto e del Kemonia il percorso dalla Cala al cuore storico
La passeggiata parte da un luogo simbolico. Piazza Fonderia, alla Cala. L’antico porto della città. Qui arrivava il Papireto. Qui si capisce perché i Fenici scelsero questo approdo. Un’insenatura protetta, alimentata da acque dolci, riparata dai venti. Da qui inizia il viaggio nella Palermo invisibile.
Il percorso attraverserà il cuore storico. Non è una semplice camminata turistica. È una lettura geologica del territorio.
Antonio Bommarito e Davide Bommarito guideranno i partecipanti a riconoscere le trasformazioni del paesaggio. Le antiche canalizzazioni. Le modifiche idrauliche. Gli episodi alluvionali. Il rapporto tra la città e le sue acque.
Si parlerà di come la valle del Papireto sia stata colmata. Di come il Kemonia sia stato deviato e coperto. Di come, sotto via Maqueda o corso Vittorio Emanuele, esistano ancora cavità e condotti che ne conservano la memoria. Di come le mappe storiche mostrino un reticolo idrografico oggi scomparso dalle carte moderne.
La piantina con i due antichi fiumi, allegata dagli organizzatori, aiuta a visualizzare questo passato. Una mappa che sovrappone la città antica a quella moderna. Un documento prezioso per capire perché certe strade salgono e scendono senza apparente motivo. Perché certe piazze si allagano prima di altre.
Perché Papireto e Kemonia hanno fatto nascere Palermo
Senza Papireto e Kemonia, Palermo non sarebbe nata qui. I fiumi garantivano acqua potabile, difesa, collegamento con l’interno. La città punica e poi romana si sviluppò proprio tra questi due corsi d’acqua. Un istmo naturale, facilmente difendibile, ricco di risorse.
Il Papireto era il fiume più grande. Scendeva dalle colline a nord. La sua valle era ampia e paludosa.
Per questo i Normanni la bonificarono in parte. Il Kemonia era più torrentizio. Scendeva da sud, con piene improvvise. Entrambi hanno modellato il suolo su cui oggi camminiamo.
Con la crescita urbana, i fiumi sono diventati un problema. Portavano malattie, occupavano spazio, ostacolavano l’espansione. Così sono stati coperti. Prima con volte in pietra, poi con cemento. Un destino condiviso con molte città italiane. A Milano è successo con il Seveso, a Roma con diversi fossi, a Napoli con corsi d’acqua collinari.
Ma coprire non significa cancellare. L’acqua continua a cercare la sua strada. E la città continua a portarne i segni. Studiare Papireto e Kemonia significa capire le fragilità attuali. E immaginare un futuro più consapevole.
Cosa vedremo durante la passeggiata storico geologica
Durante la passeggiata si imparerà a leggere la città con altri occhi. Un avvallamento diventa una valle fluviale. Un muro umido diventa traccia di una falda. Un toponimo come Papireto o Kemonia diventa memoria viva. Non serve scavare. Serve osservare.
Si parlerà delle antiche canalizzazioni.
Di come i fiumi venivano usati per mulini, concerie, orti. Di come le acque del Papireto alimentassero giardini e canneti.
Di come il Kemonia fosse legato a zone artigianali. Un’economia dell’acqua che è scomparsa, ma che ha lasciato nomi e forme.
Si affronteranno le modifiche idrauliche moderne. Tombature, deviazioni, collettori fognari che hanno inglobato i fiumi. Si discuterà degli episodi alluvionali che hanno colpito Palermo negli ultimi decenni. Eventi che mostrano quanto il reticolo nascosto sia ancora attivo.
Il rapporto tra città e acque è al centro della Giornata Mondiale dei Fiumi. Non è solo ecologia. È urbanistica, storia, sicurezza. Riconoscere i fiumi nascosti aiuta a progettare meglio. A non costruire dove l’acqua vuole passare. A valorizzare ciò che resta.
Chi guida la passeggiata e perché partecipare
La passeggiata sarà guidata da due esperti complementari. Antonio Bommarito, biologo, e Davide Bommarito, geologo. Uno sguardo che unisce vita e pietra. Biologia ed evoluzione del paesaggio. Geologia e trasformazione del suolo. Una combinazione ideale per raccontare Papireto e Kemonia.
Ad aprire l’incontro ci saranno Cinzia Carraro, del Consiglio Direttivo di BCsicilia Palermo, e Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia.
BCsicilia è da anni impegnata nella tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali della Sicilia. L’Università Popolare condivide lo stesso obiettivo. Divulgare, coinvolgere, rendere accessibile la conoscenza.
Partecipare è semplice. Appuntamento alle 9.30 in Piazza Fonderia, alla Cala. Partecipazione libera e gratuita. Si raccomandano scarpe comode. Non serve prenotazione. Serve curiosità. La passeggiata è adatta a tutti, famiglie, studenti, appassionati, cittadini che vogliono scoprire una Palermo diversa.
È anche un’occasione per fare comunità. Camminare insieme, ascoltare, fare domande. La Giornata Mondiale dei Fiumi nasce proprio per questo. Ricordare che i fiumi non sono solo altrove. Sono anche sotto i nostri piedi. Anche in città.
Una città che ritrova la sua memoria d’acqua
Palermo ha un rapporto contraddittorio con l’acqua. La cerca e la nasconde. La celebra alla Cala e la dimentica sotto via Roma. Questa passeggiata prova a ricucire il legame. A far tornare visibile ciò che è stato reso invisibile.
Conoscere Papireto e Kemonia non è nostalgia. È strumento per il futuro. Le città che ricordano i loro fiumi sono più resilienti. Gestiscono meglio le piogge. Progettano parchi lineari. Riqualificano aree degradate. Trasformano un problema in opportunità.
La visita mette al centro una Palermo nascosta che merita di essere raccontata.
Quella dei fiumi che non si vedono più ma che continuano a raccontare la storia e la trasformazione del territorio. Un viaggio nella Palermo invisibile, per imparare a riconoscere ciò che non appare immediatamente allo sguardo.
Se abiti a Palermo o sei in visita in città, domenica 27 settembre hai un’occasione rara. Vedere la città come non l’hai mai vista. Seguire l’acqua dove oggi c’è asfalto. Ascoltare il racconto di due fiumi che hanno fatto la storia.
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