Giovanni Brusca, l’uomo della strage di Capaci, libero

ultimo giorno di carcere per Brusca.

Giovanni Brusca, l’uomo della strage di Capaci, libero
Giovanni Brusca
chesini garden
chesini garden
chesini garden

Ultimo giorno di carcere per Brusca, tornato libero dopo 25 anni di carcere, fedelissimo del capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina, prima di diventare un collaboratore di giustizia.

E' vero che si è autoaccusato di avere avuto un  ruolo nella strage di Capaci e nell'uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Nell'ambito legale si precisa; avrà  quattro anni di libertà vigilata, come deciso dalla Corte d'Appello di Milano.

Ricordiamo con una breve biografia chi è stato:

Brusca era uno dei killer piu' spietati dei Corleonesi, tanto da uccidere Vincenzo Milazzo capo della Famiglia di Alcamo per entrare nelle grazie di Totò Riina.
Non contento Riina fece uccidere sempre tramite Brusca, anche la moglie di Milazzo che era incinta.
L'atto però piu' eclatante fu l'organizzazione e la strage di Capaci che portò all'uccisione di Falcone e della sua scorta.

Brusca si occupò anche di collocare un proiettile d'artiglieria nel Giardino di Boboli a Firenze per contrastare l'art.41 bis osteggiato dai carcerati, e pianificò altri attentati: Ministro della Giustizia Claudio Martelli, l'onorevole Calogero Mannino e il giudice Pietro Grasso.

Dopo il '93 prosegui' nella linea dura strategia degli attentati dinamitardi, insieme ai boss Leoluca Bagarella, Matteo Messina Denaro e ai fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, e ideò il sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo come ritorsione verso il padre Santino, divenuto collaboratore di giustizia.

Nel 1996, Giuseppe Monticciolo e Vincenzo Chiodo, pentiti, fecero arrivare gli inquirenti nel covo in cui fu sciolto nell'acido il piccolo  il piccolo Giuseppe Di Matteo e lì venne trovato un vero e proprio arsenale.

Nel 1997 infatti evitò l'ergastolo al processo per la strage di Capaci ed ebbe ventisette anni di carcere e la stessa cosa avvenne nel 1999, quando gli furono comminati trent'anni di reclusione per il sequestro e l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Un personaggio non esattamente affidabile: ricordiamo quanto ha affermato:«aver omesso spudoratamente di riferire di quei beni ai giudici». In precedenza erano stati trovati 190.000 euro a casa della moglie durante una perquisizione, anche se nel 2016 venne assolto...
Silvana Saguto, ex presidente delle Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, aveva avuto sentore di altri beni, si parla di un milione di euro temporaneamente sequestrati nel 2015.

Un criminale che ha scontato la sua pena ma lui è vivo, Falcone no. Ai lettori i commenti del caso.

fonte principale wikikpedia