Giudici e Diritto: tra Creatività e Tutela dei Diritti Fondamentali.

Il ruolo del giudice nel sistema giuridico contemporaneo è un tema di acceso dibattito, spesso al centro di riflessioni sul confine tra applicazione della legge e creazione del diritto. Mimmo Leonetti, nel suo saggio “Aule di Giustizia”, sottolinea come il potere dei giudici rappresenti un’enorme fonte creativa di nuovo diritto.

Questa espansione del potere giudiziario, al di là della stretta interpretazione della norma, è legittimata da diverse scuole di pensiero, tutte accomunate dal riconoscimento del primato della giurisdizione sulla legislazione come fonte di diritto. Si abbandona l’idea di una subordinazione rigida, ponendo al centro il caso concreto non solo nella fase probatoria, ma anche nell’interpretazione stessa della legge.

Questo fenomeno si manifesta quando il giudice applica norme inesistenti o ignora quelle presenti, invadendo, di fatto, il campo d’azione del Parlamento. In altre parole, è quando il giudice “fa il fenomeno”, come si suol dire oggi, superando il suo mandato tradizionale.

La Tutela della Salute: Priorità Incomprimibile del Giudice

Un punto cruciale evidenziato è la necessità che il giudice anteponga la tutela della salute e della vita a qualsiasi altro interesse, inclusi quelli legittimi del Ministero di Grazia e Giustizia, richiamati dall’articolo 97 della Costituzione italiana. Quest’ultimo, infatti, richiede che la pubblica amministrazione operi in modo efficiente, efficace, economico e nel rispetto delle procedure. Tuttavia, di fronte a un “vuoto normativo”, il giudice ha il dovere di colmarlo, riconoscendo la natura sostanziale dell’interesse legittimo, che si correla a un interesse materiale del cittadino a un “bene della vita”. La lesione di tale interesse può concretizzare un danno.

L’articolo 32 della Costituzione italiana è perentorio: “La Repubblica Italiana riconosce la salute come un diritto fondamentale, sia per l’individuo che per la collettività”. Questo sancisce una priorità inequivocabile per il giudice chiamato a decidere su questioni che coinvolgono la salute e la vita dei cittadini.

Nuovi Diritti e Imparzialità del Giudizio

Il compito del giudice include anche l’individuazione di nuovi diritti, immediatamente garantiti in quanto ritenuti rilevanti, emergenti, opportuni, giusti, condivisi e necessari. Questo avviene spesso attraverso letture dell’ordinamento giuridico nell’ottica dei principi costituzionali che, essendo generali, possono prestarsi a interpretazioni contrastanti. L’obiettivo è un’estensione delle garanzie riconosciute, seppur con il rischio di un “cortocircuito da tutele”.

L’imparzialità del giudizio è un pilastro fondamentale. Come sottolinea Leonetti, essa può essere compromessa quando, specialmente nei processi considerati minori, il giudice si sente distante, non partecipe dei fatti della vita che è chiamato a giudicare. Pigrizia, superficialità o conformismo possono prendere il sopravvento, minando un giudizio equilibrato. Le motivazioni delle sentenze sono cruciali, poiché è in esse che può celarsi un non equilibrato giudizio.

L’imparzialità ha un duplice volto: riguarda sia l’attività dell’ordine giudiziario nel suo complesso sia quella del singolo magistrato. Essa si traduce nella non dipendenza dagli altri poteri dello Stato, come recita l’articolo 104 della Costituzione: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Ma è anche richiesta nello svolgimento dell’attività processuale da parte del magistrato giudicante, affinché essa sia conforme ai “canoni” della legge, valutati in base all’esperienza giuridica. L’articolo 101 della Costituzione ribadisce: “i giudici sono soggetti soltanto alla legge”. La mancanza di imparzialità da parte del giudice rappresenta un serio rischio per la democrazia e per l’indebolimento della tutela dei diritti umani fondamentali.

Giustizia e Verità: Il Legame Indissolubile

Al giudice spetta il compito di custodire il legame tra giustizia e verità, fedele ai valori umani fondamentali. Non si deve dimenticare che il beneficiario ultimo della giustizia è l’uomo. Senza questo slancio morale, che può essere considerata la ragione stessa del diritto, l’applicazione della legge si riduce a una vuota operazione.

L’indipendenza del giudice è un’espressione della sua credibilità, un valore essenziale in uno Stato democratico che non riguarda solo le caratteristiche personali del magistrato, ma il sistema giudiziario nel suo complesso.

Specializzazione e Funzione del Giudice

Il riferimento a Platone e al suo concetto di specializzazione, tratto dalla “Politeia”, è emblematico. Se al calzolaio si impediva di essere anche agricoltore o architetto, perché la calzoleria riuscisse bene, e a ciascuno veniva assegnato un unico ufficio a cui era nato, da esercitare per tutta la vita senza perdere tempo, si pone una riflessione sulla funzione del giudice.

Questa analogia platonica suggerisce che anche il giudice, pur nella sua autonomia e creatività interpretativa, dovrebbe mantenere un focus chiaro sulla sua funzione primaria: applicare la legge per garantire giustizia. Tuttavia, la complessità del diritto moderno, unita alla necessità di tutelare diritti emergenti e di colmare lacune normative, rende il ruolo del giudice ben più dinamico e articolato di quello di un semplice “applicatore”. Il bilanciamento tra la fedeltà alla legge scritta e la capacità di adattare il diritto alle mutevoli esigenze sociali è la vera sfida che il giudice contemporaneo è chiamato ad affrontare.

Altre news

 

Condividi sui social