Gorgonzola DOP, il segreto è nella muffa: la scienza che custodisce una tradizione di 1.100 anni
Gorgonzola DOP è molto più di un formaggio erborinato. È una storia lombarda di 1.100 anni che il 19 e 20 settembre torna viva a Gorgonzola, alle porte di Milano, con la Sagra Nazionale del Gorgonzola. Dietro le venature blu-verdi che tutti riconoscono c’è un lavoro invisibile di muffe e fermenti lattici selezionati, un equilibrio tra tradizione e ricerca che ogni giorno trasforma il latte in uno dei formaggi più amati e imitati al mondo, e che viene raccontato da Sacco System di Cadorago, in provincia di Como.
Gorgonzola DOP, cosa festeggia la Sagra Nazionale del 19 e 20 settembre
Il 19 e 20 settembre la città di Gorgonzola (MI) celebra il formaggio che porta il suo nome con la Sagra Nazionale del Gorgonzola. Bancarelle, degustazioni e piatti della tradizione animeranno le vie del centro storico per due giorni, un appuntamento che ogni anno richiama migliaia di visitatori attorno a un prodotto la cui origine, secondo la tradizione più accreditata, risale addirittura all’879 dopo Cristo.
Fenomeno fattuale ad alta probabilità: la Sagra Nazionale del Gorgonzola esiste e si svolge a Gorgonzola nel mese di settembre. Fonte ufficiale Comune di Gorgonzola e Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP.
Congettura a media probabilità: la data di nascita nell’879 dopo Cristo. È la tradizione più citata dagli storici locali, legata alla presenza di mandrie che svernavano nella pianura lombarda, ma manca un documento originale unico che la certifichi. È quindi una tradizione accreditata, non un atto di nascita anagrafico.
Il Gorgonzola DOP oggi è tutelato dal Consorzio, riconosciuto dall’Unione Europea, prodotto in un areale definito tra Lombardia e Piemonte, con latte intero pastorizzato. È uno dei formaggi erborinati più conosciuti al mondo e anche uno dei più imitati, proprio perché la sua pasta cremosa e piccante è difficile da replicare senza la selezione corretta di muffe.
Dal latte alla forma: come nasce davvero l’erborinatura del Gorgonzola DOP
Il Gorgonzola nasce da un processo in cui ogni fase prepara la successiva, e in ognuna di queste entra in gioco un ingrediente su cui lavora da anni la ricerca di Sacco System, azienda a conduzione familiare con sede a Cadorago, in provincia di Como, specializzata nella produzione di fermenti lattici, probiotici, muffe ed enzimi per l’industria alimentare. Un’azienda nata nel 1872 e che dal comasco esporta oggi la propria attività in oltre cento paesi, con una parte consistente del lavoro dedicata alla ricerca e a decine di collaborazioni con università e centri studi italiani ed europei.
Il momento decisivo, fermento lattico, lieviti e muffe insieme
Tutto comincia con il latte intero, pastorizzato e portato a una temperatura tra i 30 e i 37 gradi. È a questo punto che vengono addizionati insieme fermento lattico, lieviti e muffe selezionate: un passaggio che sembra un dettaglio tecnico ma è in realtà decisivo, perché da qui dipende già la consistenza che il formaggio avrà nei mesi successivi.
Il fermento acidifica il latte secondo un ritmo preciso: un’acidificazione troppo lenta lascia una pasta debole, che limita lo sviluppo delle muffe. Una troppo rapida provoca una struttura irregolare. È un equilibrio di ore che i casari conoscono bene.
Muffe e lieviti, aggiunti nello stesso momento, lavorano invece in squadra nelle settimane successive.
Sono i lieviti, insieme alla foratura delle forme che avviene più avanti in stagionatura, a creare i piccoli spazi interni attraverso cui l’aria raggiunge il cuore del formaggio: è lì che le muffe trovano l’ossigeno necessario per svilupparsi e disegnare le caratteristiche venature blu-verdi. Dosando con precisione la quantità di lievito, i tecnici possono modulare il grado di apertura della pasta: più lievito significa più spazi e più erborinatura, mentre una quantità inferiore restituisce una struttura più compatta.
Una regolazione che i caseifici adattano stagione per stagione, perché temperatura e umidità cambiano l’esito naturale della lavorazione lungo tutto l’anno. Solo dopo l’aggiunta di queste colture viene inserito il caglio, che fa coagulare il latte.
Il risultato in bocca
Il risultato di questo equilibrio tra fermento, muffe e lieviti è ciò che il consumatore riconosce come il carattere di un buon Gorgonzola DOP: l’aroma di erborinato non troppo debole né dominato dall’amaro, la giusta piccantezza, una pasta né troppo dura né eccessivamente molle. Non è un esito lasciato al caso o alla sola esperienza del casaro, ma anche il frutto di una selezione fatta a monte, nei laboratori di Cadorago.
La sicurezza invisibile: batteri buoni contro la Listeria
Il lavoro sugli ingredienti non si ferma al gusto. Durante la stagionatura, le forme di Gorgonzola DOP possono essere trattate con colture batteriche selezionate in grado di contrastare lo sviluppo di batteri indesiderati sulla crosta, come la Listeria.
Fenomeno fattuale: l’uso di colture bioprotettive in formaggi a pasta molle è documentato da EFSA e da studi universitari. Si tratta di batteri naturali, applicati sulla superficie del formaggio insieme al sale, che non alterano in alcun modo sapore, colore o consistenza del prodotto: agiscono in silenzio, per tutta la durata della stagionatura, contribuendo alla sicurezza di un formaggio che arriva sulla tavola di milioni di famiglie.
Congettura a bassa probabilità da verificare caso per caso: che ogni caseificio utilizzi già queste colture. L’adozione dipende dalle scelte tecniche del singolo produttore, non è obbligatoria per disciplinare.
Sacco System di Cadorago, 153 anni di ricerca dal latte alla forma
Sacco System è un esempio di come una tradizione di 1.100 anni possa vivere grazie a una ricerca continua. Nata nel 1872 a Cadorago, oggi è guidata dalla famiglia Sacco e opera in oltre cento paesi. La sua specializzazione è la banca ceppi: fermenti lattici, muffe del genere Penicillium roqueforti selezionate per il Gorgonzola, lieviti come Kluyveromyces e Debaryomyces per l’apertura della pasta, enzimi.
Ogni caseificio lavora il latte a modo suo, con i suoi tempi e le sue abitudini, dichiara Enea Segala, Technical Sales Manager Italy Food di Sacco System, che segue l’assistenza tecnica ai caseifici italiani per la produzione di Gorgonzola da oltre dieci anni. Il nostro lavoro è trovare, caso per caso, la combinazione di fermenti e muffe che restituisce l’equilibrio giusto tra aroma, piccantezza e struttura della pasta. Non esiste una ricetta unica che vada bene per tutti.
Questa frase spiega perché il Gorgonzola DOP dolce e il Gorgonzola DOP piccante, le due tipologie riconosciute dal disciplinare, possano avere sfumature così diverse da caseificio a caseificio pur rispettando lo stesso regolamento.
Gorgonzola DOP dolce e piccante, le differenze che devi conoscere
Il disciplinare prevede due tipologie. Il dolce ha pasta cremosa, erborinatura meno marcata, stagionatura minima di 50 giorni. Il piccante ha pasta più compatta e friabile, erborinatura più diffusa, sapore più deciso, stagionatura minima di 80 giorni.
In entrambi i casi il segreto è nella muffa, ma è una muffa amica, selezionata, studiata, dosata. Senza Penicillium roqueforti selezionato non c’è Gorgonzola DOP. Senza lievito dosato correttamente non c’è ossigeno al centro della forma. Senza fermento lattico con curva di acidificazione precisa non c’è struttura.
Per questo il Gorgonzola DOP è così difficile da imitare all’estero: non basta copiare la forma, serve la microbiologia.
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