Italia sarà la prossima Ceuta? I partner europei: rispedire migliaia di migranti in Italia, a fronte di 80.000 richieste teoriche, fonti governative austriache hanno già confermato l’esecuzione dei trasferimenti.
Si accende il confronto diplomatico tra l’Italia e i governi di Germania e Austria sul dossier dei cosiddetti “migranti dublinanti”.
A fronte di dichiarazioni politiche che paventano il ritorno imminente di migliaia di migranti, richiedenti asilo verso il primo paese di approdo, i dati reali e i vincoli tecnici delineano una realtà complessa.
Il nodo delle 80.000 di migranti: li vogliono mandare in Italia
Al centro della contesa vi è il bacino di circa 80.000 richieste di riammissione avanzate all’Italia, dagli altri Stati membri negli ultimi tre anni.
L’impatto economico della “macchina” dell’accoglienza
Le stime ufficiali indicano che la spesa media giornaliera pro capite per l’accoglienza di un migrante nei centri governativi oscilla tra i 35 e i 45 euro, a seconda dei servizi di assistenza linguistica e psicologica erogati.
L’Italia indebolita economicamente dalla gestione dei flussi provenienti dalle rotte del Mediterraneo centrale.
Un eventuale sblocco incontrollato dei rientri comporterebbe un incremento di spesa immediato per le casse dello Stato valutabile in milioni di euro al mese, aggravando un budget ministeriale già fortemente sollecitato dalla gestione dei flussi provenienti dalle rotte del Mediterraneo centrale.
La pressione del Nord Europa e il nuovo Patto UE
La tensione è tornata a salire con l’avvio operativo delle procedure legate al nuovo Patto UE sulla migrazione e l’asilo (Regolamento AMMR).
I governi di Germania, Austria, Svizzera e Svezia spingono per la piena riattivazione dei canali di rimpatrio verso l’Italia.
Fonti governative austriache hanno già confermato l’esecuzione di trasferimenti di alcuni gruppi di migranti (fonte RaiNews).
La posizione italiana
Fino a quando non saranno garantiti equilibri strutturali, i rientri ci saranno ma limitati, così il governo prende tempo cercando di ridurre “l’ondata di ritorni”, continuando a farli entrare nel nostro paese, ma con un flusso strettamente controllato e numericamente marginale.
In sintesi, l’Italia dal punto di vista legale è obbligata a riprenderli, ma per ora sta cercando di convertire gli ingressi di questi migranti in aiuti economici o in crediti di solidarietà, lasciando i migranti dove sono, ricevendo fondi finanziari europei circa 20.000 euro a migrante, che serviranno per mantenerli.
L’Italia, sta applicando una sospensione tecnica temporanea legata a “cause di forza maggiore”, ma quanto potremo resistere ?
Intanto la “spada di Damocle” resta sopra le nostre teste, gli italiani sono stanchi, per le condizioni in cui versa il paese, e non vogliono un’ennesima “invasione” di migranti.
RIMANI AGGIORNATO ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE TELEGRAM :
https://t.me/news24oggi














