12 Luglio 2026 14:39
Guardia di Finanza Val Grande escursionisti salvati: operazione impeccabile della Volpe 517
La straordinaria operazione della Guardia di Finanza Val Grande escursionisti salvati ha riportato in salvo quattro persone disperse tra i boschi e i pendii del Monte Faiè, nel territorio di San Bernardino Verbano. L’intervento, avvenuto il 22 gennaio 2026, ha visto impegnati l’equipaggio della Volpe 517 della Sezione Aerea di Varese, le Stazioni del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Domodossola, i volontari del CNSAS piemontese e i Vigili del Fuoco. Una sinergia perfetta che ha permesso di individuare e recuperare gli escursionisti in tempi rapidi, nonostante le difficili condizioni ambientali.
La missione della Guardia di Finanza Val Grande escursionisti salvati è stata resa possibile anche grazie all’utilizzo della tecnologia IMSI–IMEI Catcher, uno strumento avanzato in dotazione agli elicotteri delle Fiamme Gialle, capace di localizzare i telefoni cellulari anche in zone prive di copertura. Una risorsa fondamentale in un’area impervia come la Val Grande, il parco wilderness più esteso d’Italia.
Il successo della Guardia di Finanza Val Grande escursionisti salvati conferma l’importanza del coordinamento tra forze istituzionali, volontari e tecnologie di ultima generazione, elementi che hanno permesso di salvare vite umane in un contesto montano complesso e potenzialmente pericoloso.
La segnalazione e l’avvio delle ricerche
Le ricerche sono scattate nella serata del 21 gennaio, quando tre escursionisti non hanno fatto rientro dalla loro escursione verso il Monte Faiè. L’allarme è stato lanciato dai familiari, preoccupati per l’assenza di comunicazioni e per il ritrovamento dell’auto del gruppo in località Bracchio.
Nelle stesse ore, un quarto escursionista, che si era separato dal gruppo, è stato individuato e soccorso dalle squadre di terra nei pressi di Bracchio. Le sue condizioni erano buone, ma la sua testimonianza ha confermato la necessità di intensificare le ricerche per gli altri tre dispersi.
L’intervento della Volpe 517: tecnologia e competenza
All’alba del 22 gennaio, l’elicottero Volpe 517 della Sezione Aerea di Varese ha iniziato le operazioni di sorvolo. A bordo, oltre all’equipaggio, erano presenti tecnici del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, pronti a intervenire con il verricello in caso di necessità.
La svolta è arrivata grazie all’utilizzo dell’IMSI–IMEI Catcher, un dispositivo in grado di agganciare i segnali dei telefoni cellulari anche in assenza di rete. Lo strumento ha permesso di localizzare i tre escursionisti in una zona particolarmente impervia nei pressi del Monte Faiè.
Una volta individuati, è stato possibile calare i soccorritori con il verricello, effettuare una prima valutazione medica e procedere al recupero in sicurezza.
Il ruolo del CNSAS e dei Vigili del Fuoco
Parallelamente alle operazioni aeree, le squadre del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico piemontese e i Vigili del Fuoco hanno operato da terra, supportati da unità cinofile e droni. Il loro contributo è stato fondamentale per delimitare l’area di ricerca e garantire un coordinamento efficace.
I Vigili del Fuoco hanno messo in campo squadre specializzate e mezzi tecnologici, tra cui droni dotati di telecamere termiche, utili per individuare tracce di calore umano in zone difficilmente raggiungibili.
Il recupero e il trasferimento al campo base
Una volta raggiunti, i tre escursionisti sono stati imbragati e recuperati tramite verricello. Le condizioni fisiche, pur segnate dalla notte trascorsa all’aperto, non destavano particolare preoccupazione. Dopo il recupero, sono stati elitrasportati al campo base avanzato allestito dagli enti intervenuti.
Qui sono stati sottoposti a ulteriori controlli medici e assistiti psicologicamente dopo la forte esperienza vissuta.
Un piano di coordinamento che funziona
Il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Como ha ricordato come, anche per il 2026, sia stato predisposto un piano di coordinamento che prevede la presenza costante di tecnici del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza presso il Reparto di Volo. Questa turnazione permette di garantire interventi rapidi ed efficaci in media e alta montagna.
La presenza di personale specializzato a bordo degli elicotteri consente di intervenire immediatamente in scenari complessi, riducendo i tempi di risposta e aumentando le probabilità di successo.
La tecnologia IMSI–IMEI Catcher: un alleato decisivo
La tecnologia utilizzata durante l’operazione rappresenta uno degli strumenti più avanzati nel campo del soccorso in montagna. L’IMSI–IMEI Catcher permette di:
- localizzare telefoni cellulari anche senza segnale
- identificare la posizione tramite codici univoci
- ridurre drasticamente i tempi di ricerca
- operare in condizioni ambientali difficili
In un territorio come la Val Grande, caratterizzato da assenza di copertura telefonica e orografia complessa, questo strumento può fare la differenza tra la vita e la morte.
Una sinergia istituzionale che salva vite
L’operazione ha dimostrato ancora una volta l’importanza della collaborazione tra:
- Guardia di Finanza
- CNSAS
- Vigili del Fuoco
- unità cinofile
- squadre di terra
Una rete di competenze e professionalità che, lavorando insieme, garantisce interventi rapidi, coordinati e altamente efficaci.
Il valore del soccorso alpino per il territorio
La Val Grande è un’area affascinante ma impegnativa, che ogni anno attira escursionisti esperti e appassionati. Tuttavia, la sua natura selvaggia richiede prudenza, preparazione e consapevolezza dei rischi.
Le operazioni come quella del 22 gennaio ricordano quanto sia fondamentale:
- pianificare accuratamente le escursioni
- informare i familiari del percorso
- portare con sé dispositivi di emergenza
- evitare di avventurarsi in zone isolate senza esperienza
Conclusione: un intervento esemplare che conferma l’eccellenza italiana nel soccorso alpino
L’operazione della Guardia di Finanza , Val Grande escursionisti salvati rappresenta un esempio di efficienza, professionalità e dedizione. Grazie alla sinergia tra reparti specializzati, tecnologie avanzate e volontari esperti, quattro vite sono state salvate in un contesto difficile e potenzialmente letale.
Un intervento che testimonia l’impegno costante delle Fiamme Gialle e degli altri enti coinvolti nel garantire sicurezza, prossimità e protezione ai cittadini, anche nei luoghi più remoti del Paese.
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