Hydrogen Valley in Valle Camonica: critiche di Europa Verde sulla Decarbonizzazione

Il progetto dei treni ad idrogeno, noto come Hydrogen Valley, è sotto accusa. Dario Balotta, co-portavoce di Europa Verde Brescia, solleva forti critiche. Il progetto era nato cinque anni fa. L’obiettivo ambizioso era la decarbonizzazione della Valle Camonica. Tuttavia, le cifre e i risultati attesi sembrano non giustificare l’investimento. La riduzione di CO2 stimata sarebbe minima, a fronte di costi esorbitanti. Europa Verde definisce questa decarbonizzazione “impossibile” e “incongruente”.

Inizialmente, il costo preventivato per la Hydrogen Valley era di quasi 400 milioni di euro. Se i lavori dovessero giungere a conclusione, i costi aumenteranno fino a 480 milioni. Questo rappresenta un incremento del 20% rispetto alla previsione iniziale. Ma non è tutto. La Regione Lombardia stima che i costi d’esercizio annuali passeranno da 17,5 milioni a 42 milioni con i treni ad idrogeno. Un aumento di 24,5 milioni di euro all’anno. Questi dati sollevano seri dubbi sull’efficacia economica del progetto.

Il presupposto di base della Hydrogen Valley era l’impossibilità di elettrificare la linea Brescia Iseo Edolo. La presenza di una decina di gallerie, per un totale di 4 km, tra Marone ed Edolo, avrebbe reso complessi i lavori per l’installazione della linea aerea (catenaria). Tuttavia, anche per il transito dei treni ad idrogeno, queste gallerie necessitano di importanti interventi. Devono essere risagomate, con la realizzazione di punti di fuga, marciapiedi per carrozzelle e completa illuminazione, secondo le direttive dell’Agenzia per la sicurezza ferroviaria. Questo rende meno convincente l’argomento dell’elettrificazione impossibile.

Lavori e disagi per i Pendolari

Attualmente, sono in corso interventi significativi sulla linea ferroviaria. Un esempio è il rifacimento del ponte di Niardo, danneggiato dall’alluvione del 2022. Questi lavori hanno causato la chiusura della linea. Dal 1 marzo al 7 settembre 2025, per un totale di 190 giorni, i treni non circoleranno. I passeggeri devono sopportare il disagio dell’interscambio con bus sostitutivi. Questo allunga i tempi di viaggio e impedisce di portare biciclette al seguito.

La tratta interessata dai lavori è di 63 chilometri. Corrisponde al 60% dell’intera linea. Questo impatta notevolmente sulla mobilità dei pendolari e dei turisti. I disagi prolungati mettono in discussione i benefici di un progetto così costoso. La Valle Camonica dipende molto dal trasporto ferroviario per i collegamenti interni ed esterni.

Analisi delle Emissioni e Impronta Ecologica

È importante considerare l’impatto ambientale attuale. Da dieci anni, sono in esercizio i nuovi treni Stadler a diesel. Sulla tratta Pisogne Edolo (49 km per 29 corse al giorno), questi treni emettono 5,1 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Questo è già un passo avanti. Le vecchie Aln 668 diesel della Breda ne emettevano più del doppio, circa 12,9 milioni di tonnellate.

Europa Verde sottolinea che l’inquinamento atmosferico in Valle Camonica non è dovuto principalmente dai pochi treni. Le maggiori fonti di CO2 sono le attività industriali e artigianali, il riscaldamento domestico, l’edilizia e l’agricoltura. Contribuiscono anche l’enorme circolazione di automobili, Tir e furgoni.

La Valle Camonica ha circa 120 mila abitanti. La motorizzazione è elevata, con 600 veicoli ogni 1.000 abitanti. Le automobili emettono in media 0,16 kg/km di CO2. Questo si traduce in circa 115 milioni di tonnellate di CO2 emesse in un anno solo dalle auto. Aggiungendo un altro 20% dai veicoli pesanti (23 milioni), il totale annuale sale a 138 milioni di tonnellate.

Incongruenze e Alternative Possibili

Spenderei quasi 400 milioni di euro per ridurre solo del 3,6% le emissioni di CO2, in rapporto alla sola fonte inquinante dei trasporti, è considerato incongruente. Questa spesa è lontana da una politica di spending review e da una valutazione costi-benefici. Europa Verde evidenzia che un investimento così massiccio dovrebbe portare a risultati ambientali molto più significativi.

Inoltre, l’entrata in servizio dei treni ad idrogeno non prevede una riduzione dei tempi di viaggio. Non è previsto nemmeno un aumento delle corse. Tutto rimarrebbe invariato, compresi i ritardi. Questo rende l’investimento ancora meno giustificabile dal punto di vista del servizio offerto ai passeggeri.

Secondo Europa Verde, questa spesa è inutile sia sotto il profilo tecnico che ambientale. Il modesto risultato di azzerare le emissioni dei soli treni si sarebbe potuto raggiungere con l’elettrificazione, meno costosa. Oppure, se Trenord fosse un’azienda efficiente, puntando sull’aumento del numero dei passeggeri. Questo porterebbe a una conseguente riduzione dell’uso dell’automobile.

L’automobile è il mezzo che molti pendolari e genitori sono costretti a usare. Questo avviene spesso per accompagnare i figli a scuola, a causa dei continui ritardi e soppressioni dei treni attuali. Una politica dei trasporti più efficace dovrebbe incentivare l’uso del trasporto pubblico, rendendolo più affidabile e conveniente.

La questione della decarbonizzazione è cruciale. Tuttavia, gli investimenti devono essere mirati ed efficaci. La Valle Camonica ha bisogno di soluzioni che affrontino le fonti principali di inquinamento, non solo quelle marginali. Una vera transizione ecologica richiede un approccio integrato e una valutazione attenta dei costi e dei benefici di ogni progetto.

Europa Verde invita a riflettere sull’opportunità di investire in progetti alternativi. Questi potrebbero includere incentivi per il trasporto pubblico, potenziamento delle infrastrutture esistenti o promozione della mobilità sostenibile. La riqualificazione energetica degli edifici e il supporto all’industria per processi più puliti sarebbero altre aree di intervento cruciale.

Il dibattito sulla Hydrogen Valley è un esempio. Mostra la complessità della transizione ecologica. Richiede scelte ponderate, basate su dati scientifici e un’analisi costi-benefici rigorosa. Non basta investire in nuove tecnologie. Serve che queste portino a un reale e tangibile miglioramento della qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini. La Valle Camonica merita soluzioni concrete e sostenibili a lungo termine.

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