“I Grembiuli Bianchi” sventolati come bandiere bianche

“I Grembiuli Bianchi”  Grembiuli bianchi sventolati come bandiere bianche per dire che ci arrendiamo alla DaD

“I Grembiuli Bianchi” sventolati come bandiere bianche
“I Grembiuli Bianchi” sventolati come bandiere bianche
chesini garden
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Veronica Donati amministratrice della pagina Facebook “I Grembiuli Bianchi”  Grembiuli bianchi sventolati come bandiere bianche per dire che ci arrendiamo alla DaD, ci arrendiamo ai ragazzi dimenticati, ci arrendiamo ad una scuola messa all’ultimo posto. Diamo voce al nostro futuro.
Si è ormai stanchi di vedere questi ragazzi diventati degli automi, bloccati ore ed ore davanti ad uno schermo. Non possiamo accettare che proprio la scuola venga trattata con superficialità e trascuratezza. La Didattiva integrata è stata necessaria, all’inizio dell’emergenza unica soluzione, ma ora è un non affrontare il problema e metterlo in stand by.
La didattica a distanza sta condannando i giovani alla solitudine esistenziale, all’isolamento sociale, forti ripercussioni psicologiche. Per non parlare delle famiglie italiane che si trovano in condizioni di povertà assoluta (dati ISTAT 6,3%), e di certo non possiedono un computer o una connessione ad internet stabile. Per le fasce più vulnerabili della popolazione, quindi, la didattica a distanza ha aumentato la diseguaglianza sociale, facendo si che una parte consistente della popolazione scolastica restasse, inevitabilmente, indietro, ledendo oltretutto il suo diritto all’istruzione.
Ci si è “limitati” a spendere 460 milioni di euro per riempire le nostre scuole di banchi monoposto, ma ora basta con i rimpalli, i rimandi di date. Stiamo ipotecando il nostro futuro il futuro dell’Italia.
Gli studenti devono tornare in classe, insieme, ma in sicurezza . Aumentando i trasporti attingendo a pullman privati, ad esempio. Dare l’opportunità ai docenti di aderire alla campagna vaccinale anti-covid dopo gli operatori sanitari...insomma che si faccia qualcosa, ma che non si lasci tutto in mano alle famiglie, alla buona volontà dei docenti e alle capacità organizzative dei dirigenti scolastici come è stato fatto finora.