Hanno ridefinito i canoni della serialità noir italiana vestendo i panni di Ciro Di Marzio e Don Pietro Savastano nell’iconica Gomorra – La serie. Oggi, Marco D’Amore e Fortunato Cerlino si ritrovano a Vico Equense per la sedicesima edizione del social world film festival, non più come rivali di un’epopea criminale, ma come autori maturi e profondi, capaci di indagare le pieghe della società attraverso la lente della settima arte. La terza giornata della kermesse campana elegge questi due straordinari interpreti a simboli di un cinema che non rinuncia a raccontare il reale.

IL RITORNO DEI MAESTRI: DA GOMORRA ALLA REGIA IMPEGNATA

La giornata di martedì 7 luglio segna uno dei momenti più alti del festival diretto dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo. Marco D’Amore ritira il Premio alla Migliore Serie Sociale dell’Anno per Gomorra – Le Origini, un progetto fortemente atteso che espande l’universo narrativo della saga originaria con una nuova e urgente prospettiva d’indagine contemporanea.

Fortunato Cerlino riceve invece il Premio alla Migliore Opera Prima Sociale dell’Anno per Avemmaria, il suo felice esordio dietro la macchina da presa. La pellicola, che schiera nel cast Salvatore Esposito e il giovane Mario Di Leva, affronta le complessità delle dinamiche umane con un rigore stilistico asciutto e una rara sensibilità poetica.

Il pubblico ha una doppia occasione per incontrare i due registi. Alle 18.30 il Cinema Aequa ospita due incontri d’autore che permettono di approfondire le tappe dei loro rispettivi percorsi artistici. A partire dalle ore 21.00, i riflettori si spostano sulla suggestiva Arena Fellini per il tradizionale red carpet e il salotto cinematografico condotto da Roberta Scardola, appuntamento che anticipa la proiezione fuori concorso proprio di Avemmaria per la sezione Grande Schermo.

UN CARTELLONE INTERNAZIONALE TRA MAESTRI E RIVELAZIONI

Il programma del social world film festival prosegue nei giorni successivi mantenendo un perfetto equilibrio tra il grande cinema d’autore e i nuovi linguaggi della serialità.

  • Mercoledì 8 luglio: Lo schermo dell’Arena Fellini accoglie Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, opera magistrale insignita del premio come Film Internazionale Sociale dell’Anno. La stessa giornata vede protagonisti l’attore Fabio Balsamo, che presenta il suo esordio letterario Non è quello che ci aspettavamo, e Aurora Venosa, interprete della serie La Preside.

  • Giovedì 9 luglio: La kermesse celebra Micaela Ramazzotti con il prestigioso Premio alla Carriera. L’attrice incontra la platea di Vico Equense prima della proiezione di Felicità, la sua opera prima da regista che ha già convinto la critica internazionale per la lucidità nel ritrarre i traumi delle fragilità familiari.

DA CAN YAMAN AL MITO DI CLAUDIA CARDINALE

I riflettori dei media si accendono venerdì 10 luglio per l’arrivo di Can Yaman. L’attore turco, reduce dal successo planetario di Sandokan, ritira il premio come Attore Internazionale Sociale dell’Anno e tiene una masterclass esclusiva dedicata ai giovani cineasti del festival. Nella stessa serata, Mariasole Pollio, Giovanna Sannino e Anna Gaia Sole presentano l’opera Come Romeo e Giulietta, firmata dallo stesso Giuseppe Alessio Nuzzo.

Sabato 11 luglio la cerimonia di premiazione ufficiale incorona i vincitori di un’edizione ricchissima, forte di ben 142 opere provenienti da 42 Paesi differenti. La serata, impreziosita dalle presenze di Eduardo Scarpetta e Peppe Iodice, offre anche importanti parentesi extra-concorso, come la proiezione di Mi batte il corazon di Francesco Prisco e uno speciale dedicato all’attesissima sesta stagione di Mare Fuori.

La kermesse dedica l’intera edizione 2026 alla memoria della sua storica presidente onoraria, Claudia Cardinale. Il festival sviluppa il tema dell’“Abbraccio” attraverso una splendida mostra fotografica, curata in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, e una retrospettiva speciale in sinergia con Rai Teche. Vico Equense si conferma così, grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Film Commission Regione Campania, un avamposto critico fondamentale per chi crede nel valore civile dell’opera filmica.

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