Il Segreto della scomparsa di Ettore Majorana.

La scomparsa di Ettore Majorana e i risvolti in merito.

Il Segreto della scomparsa di Ettore Majorana.
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Il Segreto della scomparsa di Ettore Majorana.

Secondo le ricostruzioni ufficiali, Ettore Majorana brillante scienziato e fisico, ai livelli di altre eccellenze come Enrico Fermi, Galileo o Newton, scomparve 80 anni fa precisamente il 27 Marzo del 1938.

La storia racconta, che fu costretto a fuggire, durante il periodo fascista, ed in seguito, secondo alcune speculazioni che si suicidò (morte presunta), nella primavera dello stesso anno.

La misteriosa scomparsa di questo celebre fisico, ha sempre destato dubbi, lasciando ancora oggi aperti molti interrogativi.

A questo proposito lo scrittore Alfredo Ravelli, ci ha scritto un libro intitolato "2006 Majorana era vivo!" (pubblicato da Ed.Print srl).

Nel libro si ripercorrono le tappe della vita di Majorana, e si presume che a partire dal 1938 sino al 2006 il celebre fisico, si trovasse in un convento della Calabria.

I suoi studi ed esperimenti sull'antimateria, furono commissionati da Giulio Andreotti, durante il suo terzo mandato a capo del Governo.

Nel 1958 Majorana, incontra l'allora 20enne Rolando Pelizza, che divenne suo allievo.

Majorana istruisce il Pelizza insegnandogli una nuova matematica ed una nuova fisica, ancora sconosciute, mettendolo al corrente della realizzazione di una macchina capace di annichilire la materia, (qualsiasi elemento facente parte della tavola periodica incluse le scorie nucleari), producendo enormi quantità di energia.

Citandone un esempio, dagli studi effettuati da Ettore Majorana si evince la capacità di questa macchina, di produrre 15.000 barili di petrolio, con solo un grammo di ferro.

Tale esperimento fu condotto a Frascati dal Professore Ezio Clementel, allora Presidente del CNEN (Comitato Nazionale per l'Energia Nucleare), Loris Fortuna diretto referente del Presidente Andreotti, gli effetti della scoperta di Majorana descrivendone le energie e le potenze scatenate, come qualcosa che si pone aldilà dei limiti dell’attuale tecnologia.

Nel 1981 si raggiunse il completo successo dell’esperimento, sotto la supervisione del Ministro e console a Nizza Mancini.

Fu proprio Rolando Pelizza, ex allievo del genio Majorana, a mostrare come si potesse scaldare l’acqua, facendola circolare in tubi di pvc, attraverso l’innesco del dispositivo di appena 40 watt di potenza.

Citandone un esempio, dagli studi effettuati dal prof . Ezio Clementel presidente del CNEN(Comitato Nazionale per l'Energia Nucleare) nel 1976, si evince la capacità di questa macchina, di sviluppare energia pari a 15.000 barili di petrolio, con solo un grammo di ferro annichilito dalla stessa.

L’ennesima comprova fu l’esperimento condotto da Pelizza, con alcune monete d’oro, che stravolge la composizione dell’oro in commercio, che possiede una percentuale di oro puro di 999,99%, mentre quello trattato dal Pelizza era oro puro al 100%, in quanto sottoposto a trasmutazione atomica.

Studio documentato anche tramite un video, che venne sottoposto a perizia giurata a cura dell’Ingegnere informatico Michele Vitiello, che ne confermò la non manipolazione.

Ma la scoperta non finisce qui oltre alla trasmutazione atomica, la macchina sarebbe in grado di traslare gli esseri viventi, rendendo possibile il teletrasporto di esseri viventi e non, in altre dimensioni.

Durante gli anni di sperimentazione Rolando Pelizza, però cominciò ad essere vittima di molti soprusi da parte dei servizi segreti, nonché di azioni diffamatoria, dalle quali ne uscì sempre innocente.

Majorana e Pelizza hanno sempre pensato che tale scoperta doveva essere usata per scopi pacifici e civili, ma il Governo Usa, quello Belga ed anche quello italiano, hanno sempre dimostrato di volersi avvalere di questa macchina per utilizzarla come un’arma di guerra.

A comprova di tali bieche intenzioni, sono le richieste rivolte al Pelizza, da parte di alcuni rappresentanti del Governo Usa, di distruggere alcuni satelliti geostazionari, oppure la richiesta avanzata dal Governo Belga, specificamente dal reparto della Difesa, di distruggere un carrarmato, contravvenendo al contratto iniziale stipulato con il Pelizza, che si rifiutò di sottoporre l’esperimento alle mire di questi governi criminali.

La quarta fase dell’esperimento, dimostra il potere di questa tecnologia in grado di ringiovanire un corpo umano, e di poterlo riportare fino all’età di 21 anni, fattore che rese ancora più pressanti i servizi segreti americani.

Negli anni ’70 Majorana fece pervenire tramite il Pelizza, al Ministro Mancini, una dettagliata relazioni, che affrontava il problema climatico attuale, dettagliandone le conseguenze disastrose che sarebbero state visibili dal 2022 al 2024, in cui viene annunciato che intere aree del pianeta saranno distrutte.

Majorana parla della mancanza dello strato di ozono, che modificherà il corso dei venti, causando violenti uragani con venti compresi fra i 400/600 Km/h.

Inoltre il fisico mette al corrente sulle conseguenze della mancanza dello strato di ozono, e delle conseguenti pericolose radiazioni dei raggi ultravioletti, che provocheranno danni irreversibili al dna umano, cambiando anche i nuclei di condensazione dell’acqua piovana, che trasformerà le dimensioni di un’attuale goccia, rendendole grandi come la quantità d’acqua, contenuta in un bicchiere pieno.

I disastri descritti mettono al corrente anche sullo scioglimento di tutte le calotte polari, che causeranno l’allagamento di intere regioni costiere.

Majorana però spiega la possibilità di salvezza, solo per mezzo dell’impiego appropriato della sua macchina, in grado anche di trasformare qualsiasi elemento in ozono.

Ma tornando alla scomparsa di Ettore Majorana, raccontando il tentativo delle autorità giudiziarie di chiarirne le dinamiche, identificando un certo Sig. Bini, in Venezuela come il fisico Majorana, notizia poi smentita, in quanto il signore risultava 15-20 cm più alto del lo scienziato scomparso.

Secondo Rolando Pelizza, un gruppo di uomini armati, si presume dei servizi segreti, fece irruzione nel convento in cui si trovava Ettore Majorana, dove gli fu intimato di seguirli, per essere portato in una destinazione ignota.

Il Pelizza afferma che Majorana li seguì spontaneamente, in cambio della libertà del suo allievo Pelizza appunto, e che gli stessi uomini durante quell’incursione, sequestrarono due macchine.

Pelizza aggiunge che alcuni uomini di potere, non gli permettono di ricostruire un’altra macchina, in quanto lo controllato 24 ore su 24, sette giorni su sette, anche tramite satelliti.