Ilva, maxi condanne per Vendola ed i Riva.

Maxi condanne per il disastro ambientale provocato dall'azienda siderurgica Ilva.

Ilva, maxi condanne per Vendola ed i Riva.
chesini garden
chesini garden
chesini garden

Ilva, maxi condanne per Vendola ed i Riva.

31 Maggio nell'ambito del processo chiamato Ambiente Svenduto sull'inquinamento ambientale provocato dallo stabilimento siderurgico IIva la Corte d'Assise di Taranto ha condannato a 22 e 20 anni di reclusione Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell'Ilva, insieme all'ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, detto Nichi, politico italiano di Sinistra Ecologia Libertà, condannato a 3 anni e mezzo di reclusione, accusato di concussione aggravata in concorso, in quanto, secondo la tesi degli inquirenti, avrebbe esercitato pressioni sull'allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per manovrare la posizione della stessa Agenzia, nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall'Ilva. 

Il Presidente Giuseppe Criseo  del Movimento politico, CASA DEGLI ITALIANI dichiara : "bisogna smetterla di pensare che il lavoro e la sicurezza siano alternativi, anzi i due aspetti devono viaggiare parallelamente, i lavoratori devono lavorare in sicurezza, nel rispetto dei protocolli definiti dalla Legge, e l'ambiente che è fondamentale,  non feve risentirne pesantemente.

Sono morte tante persone tra cui anche bambini, che continuereanno a morire di tumore a casua dell'incuria e della sottovalutazione, dei rischi connessi a quell'impianto".

nell'ambito del processo chiamato Ambiente Svenduto sull'inquinamento ambientale provocato dallo stabilimento siderurgico IIva la Corte d'Assise di Taranto ha condannato a 22 e 20 anni di reclusione Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell'Ilva, insieme all'ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, detto Nichi, politico italiano di Sinistra Ecologia Libertà, condannato a 3 anni e mezzo di reclusione, accusato di concussione aggravata in concorso, in quanto, secondo la tesi degli inquirenti, avrebbe esercitato pressioni sull'allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per manovrare la posizione della stessa Agenzia, nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall'Ilva. 

Un processo che vede implicati 47 imputati di cui 44 persone e 3 società, accusati di concorso in associazione per delinquere, finalizzata al disastro ambientale, all'avvelenamento di sostanze alimentari, all'omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.

Nonostante la regione abbia abolito i vitalizi nel 2013, il Vendola è andato in pensione il primo settembre 2021.

La pubblica accusa aveva chiesto 28 anni per Fabio Riva e 25 anni per Nicola Riva, anche in riferimento alle relazioni dei periti da cui emergevano “eventi di malattie e morte”, causati dall'inquinamento prodotto dalla siderurgica Ilva.

La pubblica accusa aveva chiesto 28 anni per Fabio Riva e 25 anni per Nicola Riva, e 5 anni per Vendola.

Inoltre dovrà scontare 21 anni e 6 mesi di carcere l'ex responsabile delle relazione istituzionali Girolamo Archinà, 21 anni anche per l'ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, e condannato a 17 anni e sei mesi di reclusione anche l'ex consulente della procura Lorenzo Liberti.

Sono stati confiscati inoltre, gli impianti dell'area a caldo, sottoposti a sequestro già il 26 luglio 2012, facenti parte delle tre società Ilva spa, Riva fire e Riva Forni Elettrici. 

Una condannato a 2 anni anche per l'ex direttore generale dell'Agenzia per l'ambiente (Arpa) della Puglia, Giorgio Assennato, accusato di favoreggiamento nei confronti di Vendola, occultando le pressioni subite da Vendola, affinché manipolasse le relazioni dell'Arpa, a seguito dei controlli ispettivi ambientali nello stabilimento siderurgico.

Il Vendola si considera addirittura vittima d'ingiustizia queste sono le sue dichiarazioni :  "Mi ribello ad una giustizia che calpesta la verità - ha detto Nichi Vendola dopo la sentenza.

E' come vivere in un mondo capovolto, dove chi ha operato per il bene di Taranto viene condannato senza l'ombra di una prova. Una mostruosità giuridica avallata da una giuria popolare colpisce noi, quelli che dai Riva non hanno preso mai un soldo, che hanno scoperchiato la fabbrica, che hanno imposto leggi all'avanguardia contro i veleni industriali.

Appelleremo questa sentenza, anche perché essa rappresenta l'ennesima prova di una giustizia profondamente malata"