Impagnatiello

La moglie del fratello d’Impagnatiello, compra l’auto dell’assassino, il giudice: al “fine di sottrarre il predetto bene, alle ragioni creditorie dei familiari di Giulia Tramontano”.

Ennesimo colpo per la famiglia Tramontano, che dopo aver subito l’uccisione della figlia e del nipote, avvenuta a Maggio del 2023, per mano di Alessandro Impagnatiello, già condannato all’ergastolo, scopre che la moglie del fratello dell’assassino di Giulia, un paio di mesi dopo il delitto, avrebbe acquistato fittiziamente, la vettura in cui l’assassino aveva trasportato il corpo senza vita di Giulia, una Volkswagen T-Roc, al fine di fare apparire Impagnatiello nullatenente, e poter così sottrarre dai risarcimenti dovuti alla famiglia della vittima, il suddetto bene.

Secondo i giudici del Tribunale civile di Milano, l’operazione è stata compiuta all’esclusivo fine di far apparire Impagnatiello nullatenente e sottrarre i suoi beni ai risarcimenti dovuti alla famiglia della vittima.

Prima avevano denunciato il furto della vettura in questione

Agli atti del procedimento civile è emerso anche un dettaglio ulteriore: ad ottobre 2024 era stato denunciato il furto della vettura. Tuttavia, la compagnia assicurativa si era rifiutata di liquidare il risarcimento, per il furto proprio a causa dell’evidente opacità e della pendenza giudiziaria, legata alla proprietà del mezzo.

La sentenza civile del tribunale: revoca della compravendita dell’auto, manovra “fraudolenta”, al fine di diminuire il reale patrimonio del killer.

La moglie di Omar Impagnatiello fratello del killer, condannata a pagare circa 25.000 euro alla famiglia Tramontano.

La cifra corrisponde al reale valore commerciale dell’auto (circa 20.000 euro) più le spese legali, dato che il veicolo era stato formalmente ceduto per soli 10.000 euro. 

I giudici del processo penale

Hanno stabilito che Impagnatiello debba versare pesanti provvisionali alla famiglia: 200.000 euro a testa per i genitori e 150.000 euro ciascuno per il fratello e la sorella di Giulia.

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