8 Marzo 2026 22:09
Scoperta l’impronta digitale umana più antica: il segno di un Neanderthal di 43.000 anni fa
Un ritrovamento straordinario riscrive la storia dell’uomo. È stata scoperta l’impronta digitale umana più antica mai conosciuta fino ad oggi.
A identificarla sono stati gli scienziati dell’Università Complutense di Madrid, dell’Istituto Geologico e Minerario di Spagna e dell’Università di Salamanca. Il segno è stato trovato su un ciottolo di granito risalente a circa 43.000 anni fa.
Si tratta di una scoperta senza precedenti. L’impronta digitale umana più antica è stata rilevata all’interno del sito archeologico del Riparo di San Lázaro, a Segovia, in Spagna. Un luogo già noto agli archeologi, ma che oggi regala nuove sorprese.
Un’impronta che arriva dal Paleolitico
Il reperto è un semplice ciottolo di granito. Ma la sua superficie ha rivelato qualcosa di eccezionale: un’impronta umana, ben conservata, realizzata da un Neanderthal.
Secondo gli studiosi, il ciottolo era stato dipinto con ocra rossa. Proprio su quella zona è stata individuata l’impronta digitale.
Utilizzando tecniche di imaging multispettrale e strumenti forensi, gli esperti sono riusciti a isolare il segno lasciato dal dito. La precisione del rilievo è sorprendente, tanto da permettere analisi dettagliate.
Un lavoro multidisciplinare
La scoperta è il frutto della collaborazione tra archeologi, geologi e specialisti in analisi forense. Il team ha utilizzato metodi avanzati per studiare la superficie del reperto senza danneggiarlo.
L’impronta è stata riconosciuta grazie all’utilizzo di luce UV, fotografie multispettrali e modelli 3D. Questi strumenti hanno permesso di distinguere chiaramente i solchi delle creste digitali.
Il risultato? La conferma che si tratta di una vera impronta lasciata da un essere umano arcaico. Probabilmente un Neanderthal che abitava la zona migliaia di anni fa.
Il contesto archeologico: il Riparo di San Lázaro
Il Riparo di San Lázaro si trova nella provincia di Segovia, in una zona ricca di testimonianze preistoriche. Il sito è un riparo roccioso, usato come abitazione temporanea o punto di sosta dai gruppi neandertaliani.
All’interno del sito sono stati trovati strumenti in pietra, resti ossei e tracce di pigmenti. Il ciottolo con l’impronta si trovava in un contesto stratigrafico ben datato, appartenente al Paleolitico medio.
Questo ha permesso una datazione affidabile, stimata in circa 43.000 anni fa, poco prima della scomparsa definitiva dei Neanderthal in Europa.
Perché questa scoperta è così importante
Le impronte digitali sono tra le tracce più personali che l’essere umano possa lasciare. Trovare l’impronta digitale umana più antica non è una scoperta di tutti i giorni.







