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Incendi boschivi.  Palermo: arrestata coppia per rogo di cavi rubati

Due uomini sono stati arrestati dai Carabinieri Forestali a Palermo mentre appiccavano un incendio con cavi di rame rubati. L’operazione ha scongiurato un grave disastro ambientale nel cuore del bosco di Billiemi.

Il caso si inserisce nell’ambito dei controlli straordinari per contrastare gli incendi boschivi a Palermo e i reati ambientali nel territorio siciliano. I due soggetti, entrambi palermitani, sono stati colti in flagrante mentre davano fuoco a 500 chilogrammi di cavi per ricavarne il rame.

Intervento rapido dei Carabinieri Forestali

L’operazione è stata condotta dal Centro Anticrimine Natura dei Carabinieri, Nucleo N.I.P.A.A.F. di Palermo, con il supporto del Nucleo CITES e dei militari della Compagnia di Carini. Il loro intervento ha impedito la diffusione del rogo nell’area boschiva.

La zona interessata si estende tra Palermo e il Comune di Torretta. È un’area naturale che rischiava di subire danni irreparabili a causa dell’incendio.

Fiamme tossiche e pericolo ambientale

La combustione di cavi elettrici rivestiti in plastica produce diossine e fumi tossici. Queste sostanze sono estremamente dannose per l’ambiente e la salute umana. L’obiettivo dei malviventi era rimuovere la guaina esterna per recuperare il rame.

Un gesto che poteva trasformarsi in un disastro ambientale, tipico delle cause di incendi boschivi a Palermo, sempre più frequenti nei mesi estivi.

Tentano la fuga, ma vengono bloccati

Alla vista dei militari, i due uomini hanno tentato la fuga a bordo di un’auto. Inseguiti dai Carabinieri, hanno abbandonato il veicolo pochi chilometri dopo, tentando di scappare a piedi. Inutilmente. Sono stati fermati e arrestati poco dopo.

Entrambi sono già noti alle forze dell’ordine per reati simili. Il loro modus operandi era chiaro: raccogliere cavi rubati, bruciarli in zone isolate e vendere il rame sul mercato nero.

Incendio domato dai Vigili del Fuoco

Grazie all’intervento immediato, è stato possibile limitare i danni. I Vigili del Fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme prima che l’incendio si estendesse al bosco.

La sinergia tra le forze dell’ordine e i soccorsi ha evitato conseguenze ben peggiori, in una zona già a rischio incendi per la siccità e le alte temperature.

Materiale sequestrato e indagini in corso

Durante l’operazione sono stati sequestrati 500 kg di cavi in rame, gli attrezzi usati per il rogo e l’automobile dei fuggitivi. Il valore stimato del materiale è di circa 2.000 euro.

I due arrestati sono ora sottoposti all’obbligo di dimora nel Comune di Palermo. Non potranno uscire di casa dalle 19:00 alle 07:00 e dovranno presentarsi regolarmente alla polizia giudiziaria.

Indagini e presunzione di innocenza

Al momento, gli arrestati sono indagati per ricettazione e combustione illecita di rifiuti. Tuttavia, la loro colpevolezza sarà valutata dall’Autorità Giudiziaria nel corso del processo.

Come stabilito dalla legge, si presume la loro innocenza fino a una sentenza definitiva di condanna.

Incendi boschivi a Palermo: una minaccia continua

Questo episodio dimostra quanto sia importante il monitoraggio del territorio per prevenire gli incendi boschivi a Palermo. I roghi dolosi non solo causano danni ambientali ma rappresentano un pericolo concreto per le persone e la fauna.

Il contrasto ai reati ambientali richiede impegno costante. Le forze dell’ordine, come dimostrato in questa operazione, sono in prima linea nella difesa del territorio e della legalità.

Conclusione

L’arresto dei due incendiari rappresenta un successo nella lotta contro i crimini ambientali. Un segnale forte per chi pensa di poter danneggiare l’ambiente impunemente.

La tutela dei boschi e della salute pubblica passa anche da queste operazioni. Palermo, ancora una volta, mostra la determinazione nel contrastare gli incendi boschivi e chi li provoca deliberatamente.

 

 

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