Inps: il punto su pensionati, importi ed età di uscita nel 2025

L’Inps ha presentato il XXV Rapporto annuale giovedì 9 luglio a Roma, facendo il punto su pensionati, assegni e contributi. I numeri fotografano un sistema che cambia: in Italia ci sono 16,4 milioni di pensionati, con una spesa complessiva per le pensioni che arriva a 371 miliardi di euro. Il rapporto mostra anche come sta evolvendo l’età effettiva di pensionamento e il peso delle differenze di genere sugli importi.

Quanti sono i pensionati e quanto prende in media chi ha l’assegno Inps

Secondo i dati dell’Inps, i pensionati sono 16,4 milioni: 8 milioni sono uomini e 8,4 milioni sono donne. Le pensionate rappresentano quindi il 51% del totale. Il 96% dei pensionati percepisce una prestazione erogata direttamente dall’Istituto, con un importo medio pari a 1.906 euro. Il restante 4% riceve rendite Inail, pensioni dalle casse professionali, da fondi pensione o da enti minori. Il quadro conferma il ruolo centrale dell’Istituto nel sistema previdenziale italiano.

Il divario di genere negli assegni: uomini e donne a confronto

Gli assegni di pensione degli uomini restano più alti del 34% rispetto a quelli delle donne: 2.166 euro contro 1.619 euro al mese. Anche se le donne sono la maggioranza tra i pensionati, il 56% dell’ammontare complessivo delle pensioni va agli uomini. Il dato si spiega con carriere contributive più corte per le donne. In media, le lavoratrici arrivano alla pensione con oltre 300 settimane di contributi in meno rispetto agli uomini, pari a quasi 6 anni. Questo gap pesa direttamente sull’importo dell’assegno.

Età di pensionamento e anni di contributi: cosa cambia nel 2025

L’età effettiva di pensionamento continua a salire. Per le pensioni di vecchiaia e anticipate, il totale passa da 61,7 anni nel 2012 a 64,7 anni nel 2025, mentre nel 2024 era 64,5 anni per i lavoratori dipendenti. La pensione di vecchiaia si è allineata al requisito ordinario di 67 anni, in vigore dal 2019: nel 2025 l’età media è di circa 67,1 anni per gli uomini e 67,3 per le donne. Aumentano anche le settimane contributive. Per le pensioni anticipate si passa da 1.830 settimane nel 1995 a oltre 2.220 nel 2025, cioè da poco più di 35 anni a oltre 42 anni di contributi.

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