Oggi nella nostra redazione abbiamo il piacere di avere ospite di nuovo Ennio P., uno dei massimi esperti di sicurezza nazionale.

Editore:

Ciao Ennio, grazie di essere sempre disponibile per la nostra testata, cosa pensi del fronte iraniano?

Ennio P.:

L’ attacco all’Iran più che di strategia sembra dettato da un impulso, probabilmente non consono al periodo storico e gli impulsi uccidono però, quindi è necessario riflettere su quanto segue.

In base alle attuali capacità militari dell’Iran (aggiornate a marzo 2026), la possibilità di colpire direttamente le basi americane in Italia è considerata limitata ma tecnicamente possibile per alcune aree della penisola.

Editore:

Quindi quali sono i rischi, considerando la Gittata dei Missili e Copertura ?

Ennio P.:

L’arsenale iraniano si concentra principalmente su missili a corto e medio raggio (MRBM) con una gittata massima dichiarata di circa 2.000-2.500 km.

Sud Italia: Alcuni modelli come il Khorramshahr-4 (fino a 2.000-3.000 km) o il Sejil potrebbero teoricamente raggiungere l’estremità sud-orientale dell’Italia e la Sicilia (dove si trova la base di Sigonella) partendo dalle regioni occidentali dell’Iran.
Mentre,
se pensiamo al Nord e Centro Italia, ove insistono Basi come Aviano (Friuli-Venezia Giulia) o Camp Darby (Toscana), ad esempio, le stesse si trovano generalmente oltre la portata operativa dei missili balistici iraniani attualmente schierati.

Alcune analisi rilevano come l’Iran potrebbe minacciare l’Italia o altri alleati NATO attraverso lo spostamento di lanciatori in territori amici (forward deployment) o tramite l’uso di proxy e reti terroristiche.

Editore:

A questo punto, quali sono le Difese ed i livelli di Protezione?

Ennio P.:

L’Italia e le basi USA non sono prive di protezione, per effetto dello Scudo NATO.

Le basi americane in Italia sono integrate nel sistema di difesa missilistica della NATO, progettato specificamente per intercettare minacce provenienti dal Medio Oriente.

Discorso diverso è per le Basi Italiane all’Estero, perché qui Il rischio è molto più alto per il personale italiano impegnato in missioni internazionali.

Recentemente, una base in Kuwait che ospita militari italiani è stata colpita da missili iraniani, fortunatamente senza causare vittime tra i nostri connazionali che si sono rifugiati nei bunker.

Editore:

A questo punto qual’e’ secondo te la Situazione Attuale?

Ennio P.:

Al momento, l’offensiva iraniana si è concentrata su obiettivi in Israele e su installazioni statunitensi nel Golfo Persico (Iraq, Kuwait, Emirati Arabi).

Non sono stati segnalati attacchi o lanci diretti verso il territorio nazionale italiano.

Il governo italiano ha comunque innalzato l’allerta su oltre 4.000 siti sensibili per prevenire ritorsioni asimmetriche.

La situazione nel complesso seppur critica, al momento è sotto controllo e monitorata, per questo è fuori luogo ogni allarmismo mediatico.

Editore:

Seppur siamo comunque preoccupati, ti ringrazio per la lucidità con la quale analizzi sempre contesti ad alto rischio e le rassicurazioni che comunque ci hai fornito.

Note dell’Editore

( Expertise: Ennio P. Information Warfare, Security and Defense
International Risk & S.E.
Terrorism Expert
Intelligence Analyst)

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