11 Marzo 2026 16:11
Arrestato un giovane per terrorismo e propaganda, sui social divulgava materiale a supporto dell’organizzazione jihadista nota come “stato islamico”: fabbricazione di ordigni da azionare a distanza
In data odierna nell’ambito di indagini coordinare dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Trento, i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Bolzano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane, sottoposto ad indagini per attività di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa aggravata, e di addestramenti ed attività con finalità di terrorismo anche internazionale.
Organizzazione terroristica jihadista nota come “stato islamico”.
Il provvedimento scaturisce da una complessa attività investigativa a cura della Polizia giudiziaria, avviata nel settembre 2023 a seguito di un contributo dell’intelligence italiana, nell’ambito della quale si era evidenziato un profilo social attivo, nella diffusione di materiale di matrice nazionalsocialista e di supporto dell’organizzazione terroristica jihadista nota come “stato islamico”.
I Carabinieri del R.O.S. attraverso raffinate attività investigative, hanno identificato il soggetto nonostante si fosse avvalso di molteplici ed avanzati accorgimenti informativi, per non esser identificato.
Le indagini hanno confermato l’intensa attività dell’indagato volta alla diffusione di contenuti multimediali, di propaganda sia di natura jihadista, sia antisemita nonché riscontato un percorsi di apprendimento per il confezionamento di ordigni esplosivi, azionati mediante detonatori wireless.
Il giovane perito elettrotecnico, durate le proprie comunicazioni telefoniche e telematiche, asseriva di essere in procinto di preparare un ordigno artigianale (del tipo TATP), in merito al quale chiedeva istruzioni su come costruire un detonatore a distanza, di cui acquisiva componenti elettroniche, esprimendo una costante opera di indottrinamento ai familiari conviventi tra cui un fratello minore di soli 10 anni, lo stesso discuteva inoltre anche con un altro fratello maggiorenne, destinatario di perquisizione, sull’acquisto di un’arma da fuoco.
Le perquisitone disposte dalla Procura, hanno consentito ai Carabinieri del ROS di sequestrare :
- una maschera antigas, altre 200 unità di polvere pirica;
- componenti elettroniche idonee al rilevamento di microspie e alla fabbricazione di telecomandi a distanza;
- attrezzi per microsaldature;
- materiale informatico e documentale di riscontro.
L’odierna indagine si collega ad un’investigazione precedente, svolta dalla procura per i minorenni di Bolzano, nei confronti della stessa persona, che all’epoca era minorenne.
L’esito delle prime indagini aveva portato la magistratura, ad imporre al ragazzo un programma educativo e riabilitativo, nel contesto di un progetto iter-istituzionale di de-radicalizzazione, finalizzato a depotenziare i fattori di rischio nei soggetti deboli, quale innovativa frontiera di contrasto alla minaccia terroristica.
Il percorso però fu interrotto a causa della sopraggiunta pandemia Covid-19 , pertanto all’epoca non aveva raggiunto i risultati auspicati.
Si evidenzia che il procedimento è in fase preliminare, pertanto vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva e irrevocabile
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