Loggia Ungheria. Cassazione respinge il ricorso di Davigo: condanna definitiva per rivelazione di segreto d’ufficio

 

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso straordinario presentato da Piercamillo Davigo, confermando la condanna a un anno e tre mesi per rivelazione di segreto d’ufficio. La vicenda riguarda la diffusione dei verbali secretati dell’avvocato Piero Amara sulla presunta “Loggia Ungheria”.

 

 

 

La vicenda dei verbali Amara

 

Nel dicembre 2019 e gennaio 2020, l’avvocato Piero Amara rese dichiarazioni alla Procura di Milano sull’esistenza di una presunta associazione segreta, denominata “Loggia Ungheria”, che coinvolgerebbe magistrati, politici e membri delle forze armate. Questi verbali, coperti da segreto istruttorio, furono consegnati nell’aprile 2020 dal PM Paolo Storari a Piercamillo Davigo, allora consigliere del CSM, al fine di denunciare l’inerzia della Procura milanese nell’indagare sulla questione.

 

 

 

Le motivazioni della condanna

 

La Cassazione ha ritenuto che Davigo, pur essendo consapevole del corretto percorso istituzionale da seguire, abbia scelto di intraprendere una via alternativa, mettendo in pericolo la riservatezza delle informazioni. Invece di consigliare a Storari di rivolgersi al Procuratore Generale di Milano, Davigo ha ricevuto i verbali in modo informale e li ha successivamente condivisi con altri membri del CSM e con il senatore Nicola Morra, allora presidente della Commissione Antimafia.

 

 

 

Le tappe del processo

 

Giugno 2023: Il Tribunale di Brescia condanna Davigo a un anno e tre mesi per rivelazione di segreto d’ufficio.

 

Marzo 2024: La Corte d’Appello di Brescia conferma la condanna.

 

Dicembre 2024: La Cassazione conferma la condanna per la rivelazione iniziale dei verbali, ma annulla con rinvio la parte relativa alla diffusione a terzi, disponendo un nuovo processo d’appello.

 

Maggio 2025: La Cassazione respinge il ricorso straordinario di Davigo, rendendo definitiva la condanna per la rivelazione iniziale.

 

 

 

 

Le reazioni e le implicazioni

 

La conferma della condanna di Davigo ha suscitato diverse reazioni nel mondo giudiziario e politico. Molti hanno sottolineato l’importanza del rispetto delle procedure istituzionali e della riservatezza nelle indagini. Altri hanno evidenziato la necessità di trasparenza e di contrasto alle eventuali deviazioni all’interno delle istituzioni.

 

Il caso ha anche riacceso il dibattito sull’opponibilità del segreto istruttorio ai membri del CSM e sulle modalità di gestione delle informazioni sensibili all’interno delle istituzioni giudiziarie.

 

 

 

Conclusioni

 

La vicenda di Piercamillo Davigo rappresenta un caso emblematico delle tensioni esistenti tra la necessità di trasparenza e il rispetto delle procedure istituzionali. La conferma della condanna per rivelazione di segreto d’ufficio sottolinea l’importanza di attenersi ai canali ufficiali e di preservare la riservatezza delle indagini, anche quando si ritiene che vi siano delle inadempienze da parte delle autorità competenti.

 

Il nuovo processo d’appello, relativo alla diffusione dei verbali a terzi, sarà determinante per chiarire ulteriormente le responsabilità e le eventuali implicazioni penali delle azioni di Davigo.

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