21 Luglio 2026 07:22
Dalla crisi di coscienza al coraggio di cambiare: Mimmo Leonetti rilegge L’Innominato manzoniano alla luce del tema della scomunica contemporanea
scriveva Manzoni: “La Provvidenza non abbandona mai”. Ma per incontrarla, bisogna prima uscire dal castello.
Mimmo Leonetti mette al centro della sua riflessione un punto che Manzoni aveva già reso eterno con L’Innominato ne I Promessi Sposi la crisi di coscienza. Non è un semplice rimorso. È lo smascheramento di una vita costruita sul potere, sul terrore, sul “si è sempre fatto così”.
La Chiesa di Roma e la scomunica: ieri come oggi.
Qui Leonetti innesta la parte più scomoda. L’Innominato, nel 1600, era fuori dalla comunione ecclesiale finché non ha scelto di rientrarvi con atti, non con formule. E la Chiesa di Roma, nota Leonetti, “ancora oggi scomunica”.
La scomunica, teologicamente, non è una vendetta. È il riconoscimento di una rottura già avvenuta: ti sei messo fuori tu, con le tue scelte. Oggi la parola spaventa meno, ma il meccanismo è lo stesso: ci sono sistemi, poteri, ideologie che “scomunicano” chi ha il coraggio di cambiare rotta. Ti isolano quando non rispondi più alla logica del gruppo, del partito, dell’economia, del consenso.
1. *La crisi di coscienza come evento epistemologico*: intesa non come rimorso psicologico, ma come rottura del paradigma identitario fondato sul potere e sulla coercizione.
2. *Il “ravvedimento” manzoniano*: analizzato quale passaggio dall’auto-giustificazione all’assunzione di responsabilità storica e riparativa, esemplificato dall’incontro con il Cardinale Borromeo e dalla liberazione di Lucia.
3. *La scomunica: continuità istituzionale e sociale*: Leonetti osserva come la Chiesa di Roma abbia storicamente codificato la scomunica quale atto dichiarativo di una separazione già consumata. L’autore estende la categoria al presente, individuando forme di “scomunica laica” operate da sistemi economici, politici e culturali nei confronti di chi esercita il “coraggio di cambiare”.
Manzoni non offre una morale consolatoria, ma una fenomenologia del cambiamento. L’Innominato ci dice che è possibile uscire dal castello del potere solo quando si accetta di essere “scomunicati” dal sistema che lo sostiene. È una lezione decisiva anche per il dibattito pubblico di oggi» dichiara Mimmo Leonetti.
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