16 Aprile 2026 00:10
Arrestato il latitante Zuka Allija: fine di una lunga fuga
Il latitante Zuka Allija è stato arrestato a Pisa dopo mesi di indagini serrate e una caccia all’uomo che ha coinvolto diversi reparti speciali dei Carabinieri. La notizia arriva direttamente dalla Procura della Repubblica di Pisa, che ha reso noto il successo dell’operazione nel corso di una conferenza stampa.
L’arresto del latitante, avvenuto il 18 ottobre 2025, segna la conclusione di una vicenda che aveva destato grande preoccupazione in tutto il territorio pisano e in particolare nella zona di Pontedera.
Una latitanza durata più di un anno
Zuka Allija, esponente di spicco di una famiglia di origine Sinti kosovara, era latitante dal 4 luglio 2024. Su di lui pendeva un ordine di carcerazione di nove anni per una violenta rapina commessa nel 2021 a Pontedera, ai danni di una donna di 83 anni.
Dopo essere stato condannato in via definitiva, il latitante aveva violato il regime degli arresti domiciliari, rimuovendo il braccialetto elettronico e rendendosi irreperibile. Da allora era cominciata una lunga indagine per rintracciarlo.
Le indagini coordinate dalla Procura di Pisa
La cattura del latitante è stata possibile grazie a una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa, diretta dalla dottoressa Teresa-Angela Camelio.
La Procura ha delegato le operazioni al N.O.R.M. della Compagnia Carabinieri di Pontedera, che ha lavorato in stretta collaborazione con il Raggruppamento Operativo Speciale (R.O.S.), il Nucleo Investigativo di Pisa e il Gruppo d’Intervento Speciale (G.I.S.) dei Carabinieri.
Le forze dell’ordine hanno seguito piste e contatti fino a individuare il covo dove il latitante si nascondeva, in un’abitazione privata nel comune di Pisa.
Il blitz e l’arresto del latitante
Il blitz è scattato nel tardo pomeriggio del 18 ottobre. Le squadre speciali dei Carabinieri hanno circondato la casa dove si trovava il latitante, sorprendendolo senza possibilità di fuga.
L’operazione si è svolta in modo rapido e coordinato, evitando rischi per la popolazione. Dopo l’arresto, Zuka Allija è stato trasferito in carcere, dove sconterà la pena di nove anni già inflitta con sentenza definitiva.
Un passato di reati violenti
Il latitante non era nuovo a episodi di violenza. La condanna principale si riferisce a una rapina del 2021 in una villa di Pontedera. La vittima, una donna anziana, fu aggredita e picchiata per ottenere le chiavi della cassaforte.
Durante l’assalto, la donna ebbe un infarto che fortunatamente non le costò la vita. Le indagini dei Carabinieri di Pontedera permisero di identificare i responsabili: Zuka Allija e due suoi nipoti.
Dopo l’arresto e la detenzione a Prato, il latitante aveva ottenuto i domiciliari con braccialetto elettronico, ma decise di fuggire quando seppe della conferma della condanna.
I nuovi reati durante la fuga
Durante la sua latitanza, Zuka Allija non smise di delinquere. Secondo quanto riferito dalla Procura, il latitante è ritenuto coinvolto in due episodi criminali avvenuti tra il 2024 e il 2025.
Il primo risale all’11 ottobre 2024, quando a Ponsacco si verificò un’aggressione armata. Tre uomini, tra cui il latitante, spararono contro due persone di etnia rom per motivi ancora da chiarire.
Il secondo episodio avvenne il 22 dicembre 2024, in un night club di Crespina-Lorenzana. Il latitante e i suoi complici, armati di tirapugni, aggredirono brutalmente il gestore del locale. L’uomo riportò gravi ferite.
Per questi fatti, la Procura aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare nel luglio 2025. Tutti i responsabili erano stati arrestati tranne il latitante, rimasto nascosto fino a pochi giorni fa.
L’importanza della collaborazione tra reparti
La cattura del latitante Zuka Allija è il risultato di una sinergia efficace tra diversi reparti dell’Arma dei Carabinieri. La Procura di Pisa ha sottolineato l’impegno del personale del Nucleo Investigativo, del R.O.S. e del G.I.S., che hanno operato in modo coordinato e riservato.
Grazie alla condivisione di informazioni e a un’intensa attività sul territorio, è stato possibile chiudere la lunga parentesi di latitanza. Le autorità hanno anche ringraziato i cittadini che, con segnalazioni e collaborazione, hanno contribuito al buon esito dell’operazione.
Le parole della Procura
Durante la conferenza stampa, la Procuratrice Teresa-Angela Camelio ha espresso soddisfazione per la conclusione delle indagini. Ha ricordato che i procedimenti per i reati ancora oggetto di indagine restano in corso e che per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.
“La cattura del latitante – ha sottolineato la dottoressa Camelio – rappresenta un segnale importante per la sicurezza del territorio e per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.”
La reazione del territorio
La notizia dell’arresto del latitante ha suscitato grande sollievo tra i residenti della provincia di Pisa, in particolare a Pontedera, teatro dei fatti più gravi.
Negli ultimi mesi la sua presenza era percepita come una minaccia, alimentando un senso di paura. Le autorità locali hanno espresso gratitudine alle forze dell’ordine per il lavoro svolto con professionalità e tempestività.
Un caso che resterà emblematico
Il caso del latitante Zuka Allija resterà come esempio di quanto sia complesso e delicato il lavoro di chi opera nella giustizia e nella sicurezza pubblica.
L’operazione dimostra come, anche di fronte a una fuga lunga e ben organizzata, la collaborazione tra i reparti investigativi e la determinazione della magistratura possano portare a risultati concreti.
Con l’arresto del latitante, si chiude un capitolo importante per la Procura di Pisa e per l’Arma dei Carabinieri, ma restano aperti i procedimenti relativi ai reati commessi durante la fuga.
Conclusione
La cattura del latitante Zuka Allija segna la fine di una lunga indagine e il ristabilimento di un senso di sicurezza in un territorio che aveva vissuto mesi di tensione.
Il lavoro congiunto tra Procura e forze dell’ordine conferma quanto la cooperazione sia essenziale per contrastare la criminalità organizzata e riportare la fiducia nei cittadini.
Il messaggio è chiaro: nessun latitante può sfuggire alla giustizia per sempre.







