15 Gennaio 2026 05:18
La retrospettiva allestita a Palazzo Reale di Milano, aperta al pubblico fino all’11 gennaio 2026, invita a ripercorrere la vita e la carriera di Man Ray. Considerato uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento, Man Ray fu tra i primi a riconoscere nella fotografia un vero medium creativo, capace di generare opere diventate icone della storia dell’arte moderna.
Attraverso un ricco nucleo di materiali originali – stampe vintage, negativi, collage e documenti – la mostra segue il percorso dell’artista dalla nascita a Philadelphia nel 1890, agli anni newyorkesi in cui entra in contatto con le avanguardie europee e stringe amicizia con Marcel Duchamp, fino all’arrivo a Parigi nel 1921. Qui viene accolto da André Breton, Louis Aragon e Paul Éluard. Negli anni successivi si dedica anche alla fotografia di moda e alle sue celebri sperimentazioni tecniche: “rayografie” e “solarizzazioni”. Dopo un periodo negli Stati Uniti durante la guerra, rientra definitivamente a Parigi nel 1951, dove vivrà fino alla morte nel 1976.
Organizzata per nuclei tematici – autoritratti, muse, nudi, rayografie e solarizzazioni, moda – la mostra restituisce l’immagine di un artista inclassificabile, pioniere e inventore.

Ritratti, autoritratti, rayografie
Per Man Ray, il ritratto è un terreno di ricerca, trasformazione e gioco. Che si tratti di se stesso, dei suoi amici artisti o di oggetti quotidiani, ogni immagine nasce come un dialogo tra realtà e immaginazione. A Palazzo Reale sono esposti autoritratti, ritratti emblematici e rayografie che testimoniano l’evoluzione di un linguaggio visivo sempre in movimento. Dalle prime prove sperimentali agli intensi ritratti degli artisti e intellettuali delle avanguardie, la sua fotografia si fa atto poetico e performativo. Nell’autoritratto, in particolare, Man Ray costruisce identità molteplici: travestito, enigmatico, camaleontico. I celebri scatti in cui si mette in scena come un personaggio teatrale rivelano la sua attitudine ludica e sovversiva.
Negli anni Venti, a Parigi, si afferma come ritrattista di figure chiave dell’avanguardia: Picasso, Dalí, Miró, Stravinskij, Éluard, Breton. In mostra compaiono preziose fotografie vintage, stampate all’epoca e capaci di restituire l’intensità psicologica dei soggetti ritratti. Lo sguardo di Man Ray coglie l’attimo in cui il modello lascia affiorare un pensiero, un’intuizione, un sogno. Accanto ai volti, le sue “rayografie” mostrano un genio sempre pronto a reinventare il linguaggio fotografico.

Le donne di Man Ray
Nell’universo di Man Ray, le donne non sono semplicemente modelle, ma compagne, muse e interlocutrici creative. Nudi, ritratti e pose sospese raccontano relazioni profonde e complesse. Le figure di Kiki de Montparnasse, Lee Miller, Meret Oppenheim, Ady Fideline, Nusch Éluard e Juliet Browner emergono come protagoniste di un immaginario sensuale e modernissimo. Le fotografie restituiscono volti, corpi e gesti con una sensibilità che unisce ironia, libertà ed eleganza. Kiki appare carnale e giocosa; Lee, enigmatica nelle immagini solarizzate; Meret Oppenheim incarna un equilibrio magnetico tra erotismo e intelligenza creativa. Anche nei nudi, mai ridotti a pura forma, la donna diventa composizione, luce, ritmo.

Man Ray tra cinema e moda
Tra il 1923 e il 1929 Man Ray realizza quattro film che occupano un posto unico nella storia del cinema d’avanguardia. Come nella fotografia, rifiuta ogni struttura narrativa tradizionale e costruisce un linguaggio fatto di associazioni poetiche, simboli e immagini libere. In mostra sono presenti le proiezioni integrali di questi film: Le Retour à la raison (1923), Emak Bakia (1926), L’Étoile de mer (1928), Les Mystères du Châteaudu Dé (1929).
A partire dagli anni Venti, la fotografia di moda diventa per lui un ulteriore terreno di sperimentazione. Lavora con stilisti come Paul Poiret ed Elsa Schiaparelli, la cui immaginazione onirica risuonava perfettamente con la sua. Le immagini pubblicate sulle riviste “Vogue” e “Harper’s Bazaar” testimoniano come, anche in questo ambito, Man Ray trasformi la moda in visione: non semplici cataloghi, ma ritratti, invenzioni e raffinati giochi di stile.
Un consiglio: non perdetevi questa importante mostra, perché grazie a questa potrete comprendere a fondo la prossima mostra a Palazzo Reale di un erede di Man Ray ed altro pionere quale è stato Mapplethorpe.
Informazioni
Da martedì a domenica ore 10:00-19:30, giovedì chiusura alle 22:30. Ultimo ingresso un’ora prima. Lunedì chiuso.
Paolo Franzato



