Tavernerio

L’inchiesta sui presunti maltrattamenti ai danni di bimbi autistici nella struttura Villa Santa Maria a Tavernerio: negli atti dell’inchiesta figurano episodi in cui i piccoli venivano rinchiusi in carrelli metallici portabiancheria o portaspazzatura e nei bagni della struttura

Negli ultimi anni, la cronaca giudiziaria italiana ha dovuto fare i conti con realtà drammatiche e dolorose, capaci di scuotere profondamente l’opinione pubblica.
Tra i casi più complessi e dibattuti vi è l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Como legata alla struttura di Villa Santa Maria a Tavernerio.

Un caso che ha riportato al centro del dibattito i temi dell’isolamento, del contenimento forzato e dei presunti maltrattamenti ai danni di minori affetti da autismo e gravi disturbi neuropsichiatrici.

Le ipotesi investigative e il ricorso a spazi di contenimento

Le indagini condotte dalle forze dell’ordine hanno sollevato il velo su una gestione che, secondo il teorema d’accusa formulato dagli inquirenti, si sarebbe distanziata dagli standard terapeutici richiesti per pazienti affetti da patologie dello spettro autistico.
Nello specifico, le denunce delle famiglie e i riscontri della Procura fanno riferimento a oltre trenta episodi documentati di violenza fisica e verbale. 

L’aspetto più allarmante delle contestazioni riguarda le modalità di coercizione fisica: secondo l’impianto accusatorio, alcuni bambini sarebbero stati indebitamente privati della libertà personale e rinchiusi all’interno di spazi confinati, come bagni della struttura o, in taluni casi, all’interno di carrelli metallici (portabiancheria o portaspazzatura) per impedirne i movimenti.

Tali condotte restrittive, descritte nelle prime denunce come assimilabili a forme di segregazione in “gabbie” improvvisate, costituiscono il fulcro dei presunti maltrattamenti aggravati contestati a carico degli indagati. 

Secondo i riscontri investigativi preliminari, tali condotte si sarebbero acuite sfruttando il periodo di emergenza sanitaria legato alla pandemia da Covid-19.
Con il pretesto delle stringenti restrizioni sanitarie e la conseguente sospensione delle visite in presenza, i contatti con i nuclei familiari sono stati limitati a comunicazioni da remoto, configurando – secondo l’accusa – un isolamento logistico che avrebbe ritardato l’emersione delle lesioni fisiche e la tempestiva segnalazione da parte dei familiari.

Assetto societario, Governance e Finanziamenti Pubblici

La struttura fa capo a un preciso modello organizzativo e di ricerca.

Dal punto di vista istituzionale e scientifico, il centro fa riferimento alla Fondazione VSM di Villa Santa Maria ETS, ente dedicato al supporto metodologico e ai progetti di ricerca clinica sull’autismo, il cui assetto scientifico è guidato dal Prof. Enzo Grossi in qualità di Direttore Scientifico.

La gestione esecutiva, la rappresentanza legale e la direzione strategica della struttura di Tavernerio sono stabilmente affidate alla Dr.ssa Gaetana Mariani, che ricopre la carica di Presidente e Direttore Generale della Villa Santa Maria Società Cooperativa Sociale (S.C.S.).
La direzione strettamente sanitaria e la responsabilità dei protocolli clinici e medici fanno invece capo al Dr. Vittorio Terruzzi, operante in qualità di Direttore Sanitario.
Un aspetto centrale che qualifica il dibattito pubblico e politico attorno alla vicenda riguarda la natura economica dell’ente.

La Cooperativa Sociale che gestisce la clinica è a tutti gli effetti un’importante realtà della sanità privata che muove un fatturato annuo di circa 14 milioni di euro, alimentato prevalentemente da risorse pubbliche.

La struttura opera infatti in regime di accreditamento e sotto contratto con il Servizio Sanitario Regionale della Lombardia, ricevendo dal bilancio pubblico rette giornaliere per ciascun minore ospitato a copertura delle prestazioni mediche, riabilitative e assistenziali.
A queste entrate si affiancano i canali della Fondazione VSM, che attinge a bandi di ricerca scientifica e a donazioni liberali del Terzo Settore.
In merito al procedimento penale, l’impianto difensivo e le note societarie hanno storicamente rimarcato la totale estraneità dell’ente e dei suoi vertici apicali rispetto alle specifiche e autonome condotte materiali ascritte ai singoli operatori, evidenziando come i dipendenti coinvolti nelle indagini siano stati nella quasi totalità dei casi tempestivamente allontanati o non risultino più in servizio presso la struttura.

Chi sono i 14 indagati

I decreti di chiusura delle indagini preliminari emessi dal Procuratore di Como riguardano esclusivamente personale tecnico e dipendenti della struttura: 
    • Nello specifico si tratta di 14 operatori socio-sanitari (OSS) ed educatori.

Le relazioni istituzionali dell’ente (I patrocini e i premi)

La Fondazione e la Cooperativa, essendo un polo di rilievo per la gestione della neuropsichiatria infantile in Lombardia, si muovono da sempre in un ecosistema di forti relazioni con le istituzioni regionali.

Nel 2018 la struttura ottenne un riconoscimento pubblico

Nel 2018 Villa Santa Maria ha ricevuto in passato la Rosa Camuna, la più alta onorificenza ufficiale conferita dalla Regione Lombardia alle realtà del Terzo Settore d’eccellenza sul territorio. 

Patrocini istituzionali

I congressi e i simposi scientifici internazionali organizzati dalla Fondazione VSM sull’autismo ottengono regolarmente il patrocinio formale del Consiglio Regionale della Lombardia.

Tavoli tecnici

 La Presidente Gaetana Mariani è una figura inserita nelle rappresentanze di categoria del territorio (Confindustria), relazionandosi correntemente con gli assessorati regionali alla Sanità e al Welfare per la negoziazione dei budget legati alle rette pubbliche dell’accreditamento.

Il caso sollevato in Parlamento

L’eco della vicenda ha travalicato i confini locali arrivando fino alle istituzioni romane.

Il caso è stato oggetto di una formale interrogazione parlamentare in Senato (Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-02205), presentata per chiedere chiarimenti e richiedere ispezioni ministeriali urgenti in merito alle tutele dei minori ospitati nei centri riabilitativi privati accreditati.

Lo stato dell’inchiesta e gli sviluppi giudiziari

Il percorso giudiziario ha segnato tappe fondamentali: dopo la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini preliminari che vedeva coinvolti inizialmente 14 dipendenti, il Procuratore Capo di Como, Massimo Astori, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per 13 operatori sanitari ed educatori.

Le accuse contestate a vario titolo riguardano l’ipotesi di reato di maltrattamenti aggravati in concorso per condotte risalenti al periodo compreso tra il 2018 e il marzo 2021. 

Il quadro attorno alla struttura è rimasto al centro delle attività di verifica anche in tempi recenti: a settembre 2026 sono emerse ulteriori tre denunce da parte dei familiari di altri giovani ospiti che hanno segnalato presunti episodi di lesioni e maltrattamenti, portando le autorità competenti a disporre il trasferimento immediato dei minori a tutela della loro incolumità.

Le indagini e le conseguenti udienze preliminari dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) rimangono la sede deputata ad accertare la sussistenza delle ipotesi accusatorie e a vagliare gli elementi a difesa degli imputati.

Nota editoriale: Il presente testo è redatto sulla base degli elementi oggettivi emersi dalle indagini preliminari e dai dati societari di pubblico dominio.

Le responsabilità penali sono personali e saranno accertate esclusivamente nelle sedi giudiziarie preposte.

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