Lira calabrese, uno dei simboli della musica e non solo locale di Bova Marina

 

 

Lira Calabrese: Il cordofono che racconta la Storia e il Suono del Sud

 

La lira calabrese è uno strumento musicale simbolo della tradizione calabrese. Questo antico cordofono ad arco è fondamentale nella musica popolare del Sud Italia. Le sue origini affondano nella storia del Mediterraneo. Capire la lira calabrese significa immergersi nella cultura più profonda della regione.

Origine e Storia della Lira Calabrese

La lira calabrese è un piccolo strumento a tre corde. Appartiene alla famiglia dei cordofoni ad arco. Le sue radici storiche sono antichissime. Gli studiosi fanno risalire l’emergenza degli strumenti ad arco in Europa intorno al IX secolo d.C. La lira stessa ha avuto un ruolo chiave nella loro diffusione. Questo avvenne intorno all’anno 1000 nel bacino del Mediterraneo. L’Impero Bizantino è spesso indicato come l’area di nascita e diffusione della lira. Molto probabilmente è stata importata in Italia meridionale da Greci e Bizantini.

In Calabria, la diffusione storica della lira calabrese si è concentrata in aree specifiche. Principalmente nella Locride (provincia di Reggio Calabria). Alcuni centri chiave includono Agnana, Canolo e la frazione Mirto di Siderno. Altre aree di diffusione sono il Monte Poro e la zona di Vibo Valentia/Nicotera. In passato, era suonata spesso dai mugnai per intrattenere i clienti. Oggi è un simbolo della musica folk e della Tarantella calabrese.

Caratteristiche e Particolarità Uniche

La lira calabrese si distingue per le sue particolarità costruttive e di esecuzione.

  • Struttura: Ha una forma tipicamente piriforme (a pera). Il corpo è scavato da un unico blocco di legno. La tavola armonica (in genere in abete) viene successivamente incollata.

  • Corde e Bischeri: Lo strumento ha tre corde, tradizionalmente di budello, oggi spesso in nylon. I bischeri (piroli) per l’accordatura sono inseriti lateralmente. Il bischero centrale è spesso più alto. Questo fa sì che la corda centrale sia la più lunga.

  • Assenza di tastiera: A differenza di strumenti come il violino, la lira non ha tastiera né capotasto.

  • Esecuzione: Si suona da seduti. Lo strumento viene appoggiato tra le ginocchia o sulla gamba sinistra. L’archetto è ricavato da un legno flessibile. I crini di cavallo sono posizionati a fascio. Non hanno la struttura che li tende tipica degli archetti moderni.

  • Tecnica: La caratteristica più distintiva è la tecnica esecutiva. Le corde vengono tastate, ovvero accorciate, generalmente con il dorso delle unghie o con il polpastrello. Non si usa il polpastrello sulla tastiera, come nel violino.

Costruzione e Materiali Tipici

La costruzione della lira calabrese è un’arte artigianale tramandata. Richiede grande abilità di liuteria.

  • Legno per il Corpo: I costruttori prediligono legni autoctoni e da frutto. I più usati sono il ciliegio, il noce, il castagno, il pero e l’ulivo. In passato è stato usato anche il sambuco. La scelta del legno influisce sulla sonorità.

  • Tavola Armonica: È realizzata in legno più risonante, come l’abete rigatino.

  • Fasi di Lavorazione: La costruzione inizia con il taglio del blocco di legno grezzo. Segue la scavatura manuale della cassa armonica con sgorbie e scalpelli. Poi viene incollata la tavola armonica. Vengono intagliati i fori di risonanza, spesso a forma di cerchio o mezzocerchio. Infine si costruiscono i piroli al tornio.

  • Liutai Attuali: Nonostante sia uno strumento a rischio di estinzione, la tradizione costruttiva rivive. Artigiani e liutai in province come Catanzaro e Reggio Calabria continuano a costruirla.

Modelli, Accordatura e Repertorio

Non esiste un modello unico e standardizzato di lira calabrese. Le dimensioni variano notevolmente tra i diversi esemplari. La lunghezza può andare da circa 390 mm a 650 mm. Anche la forma può variare leggermente.

  • Modelli e Dimensioni: Alcuni costruttori realizzano lire di dimensioni maggiori. Queste vengono chiamate “lironi”. Producono un suono più grave. Esistono modelli denominati “Pera” o a “cassa stretta”.

  • Accordatura: L’accordatura più comune è per quarte e quinte. Un esempio tipico è Sol-Re-La (4-1-5). Altre accordature possibili sono in Fa o in La, a seconda della lunghezza dello strumento (diapason) e del suono desiderato (grave o squillante).

  • Organico: Tradizionalmente la lira suonava da sola. Oppure era accompagnata da altri strumenti tipici. Questi includono il tamburello, la chitarra battente e il doppio flauto (o frischiotti). Oggi è suonata anche con l’organetto.

  • Repertorio: Il repertorio è antico. Comprende musica per la danza (A ballu, come la tarantella), serenate e canti.

La Sopravvivenza della Lira

La lira calabrese ha rischiato l’oblio tra le due guerre mondiali. Negli anni ’70 era quasi del tutto scomparsa dall’uso pubblico. Le ricerche storiche e l’impegno di musicisti e artigiani hanno permesso di riscoprirla. Oggi è valorizzata come un’importante eredità culturale della Calabria.


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