Locazione salata. Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, i canoni di locazione nella seconda parte del 2024 hanno messo in evidenza un aumento del 4,7% per i monolocali, del 5,0% per i bilocali e del 5,1% per i trilocali.

La domanda di locazione è decisamente sostenuta, alimentata da chi non riesce ad acquistare perché non ha accesso al credito, da chi non desidera acquistare e da chi si sposta per motivi di lavoro e studio. L’offerta di immobili in affitto si riduce perché i proprietari temono di incontrare eventuali problemi di morosità da parte dell’inquilino. Nelle località con elevati flussi turistici si continua a ricorrere a short rent e, di conseguenza, il numero di immobili in affitto sul mercato si riduce. Nelle metropoli osserviamo un ridimensionamento del fenomeno anche a causa della saturazione del mercato. A Milano è aumentato il ricorso al canone concordato.


 

Locazione. Affitti in Italia: domanda sostenuta, offerta in calo e il ruolo del canone concordato

 

Il mercato degli affitti in Italia mostra una dinamica complessa. La domanda di locazione è decisamente sostenuta. È alimentata da chi non riesce ad acquistare casa. Questo per via delle difficoltà di accesso al credito. Anche chi non desidera acquistare contribuisce a questa domanda. E chi si sposta per motivi di lavoro e studio cerca casa in affitto.

L’offerta di immobili in affitto, però, si riduce. I proprietari temono problemi di morosità da parte degli inquilini. Questo frena la disponibilità di immobili. Nelle località turistiche, il ricorso agli “short rent” (affitti brevi) è in aumento. Di conseguenza, il numero di case in affitto sul mercato degli affitti si riduce ulteriormente.

Nelle metropoli, si osserva un ridimensionamento del fenomeno degli affitti brevi. Questo è dovuto anche alla saturazione del mercato. A Milano, in particolare, è aumentato il ricorso al canone concordato. Una soluzione per bilanciare le esigenze di domanda e offerta.


 

La crescente domanda di locazione e i suoi fattori

 

La domanda nel mercato degli affitti è in forte crescita. Diverse ragioni spingono le persone verso la locazione. Una delle principali è la difficoltà di accesso al credito per l’acquisto di una casa. Con tassi di interesse variabili e requisiti bancari più stringenti, molte persone non riescono a ottenere un mutuo. O a sostenerne il costo. L’affitto diventa così l’unica opzione abitativa praticabile.

Non tutti, però, cercano una casa in affitto per necessità economica. Una parte della popolazione preferisce non acquistare. Magari per scelta di vita. O per flessibilità. Non volendo legarsi a un immobile a lungo termine. Questa categoria include spesso giovani professionisti. O persone che preferiscono la libertà di cambiare città. O abitazione più frequentemente. Senza gli oneri della proprietà.

Un altro fattore significativo è la mobilità. Molte persone si spostano per motivi di lavoro o studio. Grandi città e centri universitari attirano studenti e lavoratori da ogni parte d’Italia e dall’estero. Queste persone hanno bisogno di soluzioni abitative temporanee o a medio termine. E il mercato degli affitti è l’unica risposta adeguata a questa esigenza. La domanda è quindi strutturalmente elevata e diversificata.

 

La contrazione dell’offerta e i timori dei proprietari

 

Parallelamente all’aumento della domanda, si assiste a una contrazione dell’offerta di immobili in affitto. Questa dinamica crea uno squilibrio. Che si traduce spesso in prezzi più alti e meno scelta per gli inquilini. La principale ragione di questa riduzione è il timore dei proprietari. Essi temono di incontrare problemi di morosità. O di avere difficoltà nel recuperare l’immobile in caso di inadempienze.

Le procedure di sfratto in Italia possono essere lunghe e complesse. Questo scoraggia molti proprietari dal mettere i propri immobili sul mercato degli affitti a lungo termine. Preferiscono lasciare gli appartamenti vuoti. O cercare alternative. Anche le incertezze normative e la percezione di una scarsa tutela legale contribuiscono a questa ritrosia.

Nelle località con elevati flussi turistici, il fenomeno è ancora più accentuato. Qui, si continua a ricorrere agli “short rent” o affitti brevi. Questa modalità offre ai proprietari rendimenti più elevati. E una maggiore flessibilità. Gestire un immobile per brevi periodi turistici è spesso meno rischioso. E più redditizio. Di conseguenza, un numero significativo di immobili viene sottratto al mercato delle locazioni tradizionali. Riducendo ulteriormente l’offerta per chi cerca una casa stabile.

 

Il ruolo del canone concordato nelle metropoli

 

Nelle grandi metropoli, la situazione è ancora più tesa. Tuttavia, si osservano alcune dinamiche diverse. Nelle grandi città, il fenomeno degli affitti brevi sta mostrando un ridimensionamento. Questo è dovuto, in parte, alla saturazione del mercato. Ma anche a una maggiore consapevolezza. E forse a qualche intervento normativo locale. Molte piattaforme di short rent hanno raggiunto un picco. E l’offerta tende a stabilizzarsi.

A Milano, in particolare, si registra un aumento del ricorso al canone concordato. Questo tipo di contratto di locazione prevede canoni di affitto più bassi rispetto al mercato libero. Ma offre benefici fiscali ai proprietari. E maggiore stabilità per gli inquilini. È un tentativo di mediare tra le esigenze delle due parti.

Il canone concordato è un accordo tra le associazioni di proprietari e inquilini. Fissa dei limiti massimi e minimi per l’affitto. A seconda delle caratteristiche dell’immobile. E della zona. Questa soluzione può rappresentare una via d’uscita per il mercato degli affitti teso. Offre un equilibrio. Tra la necessità dei proprietari di avere garanzie e incentivi. E quella degli inquilini di trovare abitazioni a prezzi accessibili.

 

Sfide e prospettive per il mercato delle locazioni

 

Il mercato degli affitti in Italia si trova di fronte a sfide importanti. La discrepanza tra domanda e offerta è un problema strutturale. Che richiede soluzioni mirate. Incentivare i proprietari a mettere a disposizione immobili per il lungo termine è cruciale. Magari attraverso maggiori garanzie per la morosità. O semplificando le procedure di sfratto.

La diffusione del canone concordato può essere una parte della soluzione. Soprattutto nelle grandi città. Dove la pressione abitativa è maggiore. Questa formula contrattuale, se ben promossa e incentivata, può contribuire a rendere il mercato degli affitti più equo. E più accessibile.

La politica abitativa deve considerare tutti questi fattori. Per creare un equilibrio sostenibile. Che risponda alle esigenze di tutti i cittadini. Sia proprietari che inquilini. E che garantisca il diritto all’abitare in un contesto di mercato stabile e trasparente.


Cosa ne pensi del canone concordato come soluzione per il mercato degli affitti?

I canoni di locazione sono in aumento in tutte le grandi città ma, in modo particolare, a Bari, Bologna e Roma dove è ancora elevato il ricorso agli affitti brevi. Il capoluogo romano ha risentito dell’effetto del Giubileo. Anche nei capoluoghi di provincia i canoni di locazione sono aumentati: +2,8% per i monolocali, +2,9% per i bilocali e +3,6% per i trilocali.

Se guardiamo agli ultimi dieci anni i canoni di locazione sono cresciuti del 41,7% nelle grandi città, del 26,6% nei capoluoghi di provincia.

In diminuzione dal 61,2% a 60,2% i contratti di locazione per motivi di scelta abitativa, in aumento la percentuale di chi va in affitto per motivi lavoro che passa da 26% a 28,7%.

I contratti a canone transitorio registrano un aumento da 32,7% a 33,4%.

Questi ultimi sono sempre più praticati dai proprietari che li preferiscono ai contratti di lunga durata.

 

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

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