Il caso del consigliere Luca Bannò: tra rigore ideale sul caso Roggero e la vicinanza pubblica al Team Daba del fratello Davide.
Una netta separazione delle responsabilità associative
È necessario premettere, a tutela della trasparenza e della corretta informazione, che questo approfondimento non intende in alcun modo alimentare una caccia alle streghe di stampo familiare. Il consigliere comunale di Sciolze, Luca Bannò, è un soggetto del tutto estraneo alle note vicende giudiziarie che hanno coinvolto il fratello Davide, ma in Sciolze quest’ultimo colpito da misure restrittive definitive per reati di cui abbiamo parlato nel precedente articolo. La condotta personale e amministrativa del consigliere è specchiata. Tuttavia, la sua doppia veste — di rappresentante delle istituzioni sul territorio e di appassionato sostenitore del marchio di famiglia DABA — solleva un evidente e legittimo dibattito di interesse pubblico.
Il bivio ideale: la certezza della pena ed il caso Roggero
Il cortocircuito emerge con forza analizzando le recenti ed accorate prese di posizione che Luca Bannò ha affidato ai propri canali social ufficiali. Il consigliere ha sposato apertamente la causa di Mario Roggero, il gioielliere condannato per l’uccisione di due rapinatori, invocando per lui la concessione della Grazia presidenziale e promuovendo una manifestazione a Torino. Nei suoi interventi, Bannò traccia una linea di pensiero legale molto rigorosa, affermando che lo Stato debba garantire «pene certe e una tutela effettiva delle vittime», affinché «chi sceglie di delinquere non veda i benefici superare i rischi delle proprie azioni». Una dottrina di assoluto rigore che contrasta, sul piano simbolico, con la vicinanza pubblica a una realtà aziendale familiare, nata da chi ha subito condanne proprio dallo Stato.


Nessun segreto sulle immagini e sulle presenze del Team Daba
Questa vicinanza non è un mistero e non deriva da indiscrezioni – è lo stesso consigliere a rivendicare sui social, con orgoglio, la partecipazione agli eventi del Team Daba. Le immagini pubbliche lo ritraggono sorridente sotto i gazebo ufficiali della scuderia di drifting durante le manifestazioni ufficiali al Lingotto di Torino o nelle scuole di pilotaggio. Negli stessi scatti compaiono le vetture da gara ed i volti noti del team, tra cui Martina Santonocito, figura già al centro delle nostre cronache, per la gestione della comunicazione e delle attività economiche connesse al marchio. Un legame sportivo ed affettivo legittimo, che però si muove parallelamente alla carriera di un uomo delle istituzioni.

L’enigma ecologico: la tutela del territorio a tutto campo
Accanto alla passione per i motori e per le eccellenze locali come i tartufi, Luca Bannò si distingue a Sciolze per una lodevole e marcata sensibilità ambientale. Più volte ha denunciato pubblicamente lo sfregio dei rifiuti abbandonati nelle scarpate di Tetti Sachero, ergendosi a paladino del decoro e della salute del suolo sciolzese. Proprio in virtù di questo encomiabile zelo ecologico, la nostra inchiesta intende porre un quesito di natura puramente amministrativa e precauzionale – nell’ottica di una tutela dell’ecosistema che non conosca zone d’ombra o confini di proprietà, ha mai valutato l’opportunità di promuovere o richiedere accertamenti specifici, come ad esempio dei carotaggi preventivi sui terreni che ospitano le storiche officine ed i depositi del Team Daba?

Un’attenzione che, specialmente in presenza di attività legate al rimessaggio di veicoli sportivi da competizione, auto da corsa e mezzi industriali, rappresenterebbe il massimo suggello di garanzia per la trasparenza di tutta la comunità – Proprio la memoria storica legata alla gestione e alla logistica delle scorse stagioni operative della scuderia Team Daba Drift, solleva riflessioni che oggi meriterebbero risposte oggettive. Offrire un riscontro tecnico ed ambientale su quei terreni non farebbe che dare forza alla linea di trasparenza e legalità che il consigliere Bannò dimostra di voler promuovere sul piano politico e di cui siamo certi che abbia assoluta attenzione data la sua specchiata carriera. Siamo d’accordo con lui. Al di lì di Roggero, anche l’ambiente è una materia seria da dover tenere in alta considerazione.
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