10 Luglio 2026 13:59

Intervista al Gran Maestro Luigi Pruneti – Ordine Massonico Tradizionale
Il percorso massonico di Luigi Pruneti
Professore, iniziamo con una domanda introduttiva: quale è stato il suo percorso massonico?
Venni iniziato in un’officina della Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M., a Firenze, il 10 dicembre del 1974. Sono stato prima oratore poi maestro venerabile di quella loggia che si chiamava “Aristotele”;
in seguito, sono divenuto consigliere dell’ordine, membro della giunta esecutiva, ispettore di Firenze, delegato magistrale della Toscana e della Lombardia, grande oratore, Luogotenente sovrano gran commendatore – gran maestro aggiunto vicario, sovrano gran commendatore – gran maestro.
Nel rito scozzese ho raggiunto il 33° grado e ho ricoperto vari incarichi nel supremo consiglio fino a raggiungere il vertice.
Nel 2017 sono uscito dalla Gran Loggia d’Italia e con altri fratelli e sorelle; insieme abbiamo fondato l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano, di cui sono tuttora gran maestro.
È sicuramente un curriculum notevole che pochi altri possono vantare; ha avuto esperienze massoniche pure all’estero?
Certamente, ho compiuto numerosi viaggi massonici in paesi stranieri, sono stato un po’ ovunque: Francia, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna, Polonia, Albania, Montenegro, Libano, Canada, Ecuador e in altri che ora non sto ad elencare.
Ho firmato numerosi trattati di amicizia con varie comunioni massoniche, sono stato nominato membro onorario di molteplici Comunioni e di diversi supremi consigli, ho ricevuto onorificenze di ogni tipo. In Francia ho ottenuto il Grado più elevato del rito di Memphis, di quello di Memphis e Misraïm e sono stato cooptato nel Rito Francese.
Libri e pubblicazioni sulla Massoneria
Lei è un saggista e uno scrittore molto prolifico, fra le sue pubblicazioni vi sono anche molti libri di carattere massonico.
Il primo mio libro sulla massoneria risale al 1992, s’intitolava “Oh setta scellerata ed empia, appunti su oltre due secoli di pubblicistica antimassonica”,
l’ultimo è uscito quest’anno, si tratta dell’opera “La chiesa e i figli della vedova. Appunti, note e documenti inediti su un’annosa vicenda”.
In tutto ho scritto una quindicina di testi riguardanti la libera muratoria, un numero che copre circa un quarto della mia intera produzione letteraria. Devo aggiungere che un paio di questi volumi sono stati tradotti e pubblicati all’estero.
Che cos’è l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano
Parliamo dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano, di cui lei ne è il fondatore, quali sono le caratteristiche salienti di questa Comunione? In cosa si distingue dalle altre?
Gli aspetti distinguenti dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano sono diversi, anche se non hanno niente di rivoluzionario, anzi propongono un ritorno all’antico, nel porre la loggia al centro del progetto massonico.
l’Officina gode, infatti, da noi di una consistente autonomia, pur essendo vincolata dalle “Costituzioni” e dal “Regolamento generale dell’ordine”, norme che è tenuta a rispettare scrupolosamente.
La Comunione sostiene il lavoro delle logge e agisce soprattutto sul piano esterno, promuovendo l’aspetto culturale, come recita l’articolo 28 delle Costituzioni:
“La Comunione affianca, sostiene, sviluppa l’opera delle Logge e agisce nel mondo esterno, nell’ottica della trasparenza e del confronto.
In particolare promuove la cultura, ritenendo che questa sia l’arma migliore per combattere i mali sociali quali l’ignoranza, il pregiudizio, la discriminazione, la tirannide;
promuove la solidarietà sia interna che esterna, ritenendola la trasposizione sul piano operativo della Fratellanza; promuove i valori della Massoneria”.
Inoltre, l’O.M.T.I. ha ridotto al massimo l’apparato burocratico, combatte ogni forma di autoreferenzialità, tiene ben distinti i tre poteri: il legislativo, l’esecutivo, il giudiziario.
Infine, è un ordine e considera concluso il percorso massonico con il terzo grado; pur riconoscendo l’importanza dei riti con i quali può stipulare dei protocolli di reciproco riconoscimento.

Il modello di massone secondo l’OMTI
Che peculiarità dovrebbero detenere i membri dell’OMTI?
Uso le stesse frasi che adoperai alcuni anni fa su un libro intervista, condotto da Francesco Guida:
“Il modello di uomo per l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano, è quello di un soggetto che sappia ascoltare, aperto al dialogo e al confronto, tollerante e rispettoso delle diversità,
capace di riflettere, refrattario al narcisismo, nemico del pregiudizio, disposto a riconoscere i propri limiti e ad apprezzare i meriti altrui, ostile a tutte le discriminazioni di razza, di cultura, di genere, di fede, di pensiero;
di un uomo che sia razionale senza essere arido, di un individuo coraggioso ma non temerario, innamorato della libertà ma non solo della propria, equilibrato, comprensivo ma non arrendevole,
riottoso a giudicare ma pronto ad assumersi ogni responsabilità, modesto ma non rinunciatario, adepto della conoscenza,
fiducioso nell’umanità, tollerante e caso mai capace di passare da una tolleranza di convivenza a una di apprezzamento del diverso,
desideroso di risalire alle origini di ogni fenomeno e di coglierne il senso, disposto a istaurare un rapporto di fratellanza che non sia solo a parole;
di una persona laica, pur essendo credente nella propria fede; di un apostolo della democrazia e della giustizia, esperto nel metodo iniziatico e capace di applicarlo”.
La Massoneria contemporanea
La massoneria contemporanea è in crisi.
Certamente e lo è quasi ovunque, perché è in difficoltà l’occidente collettivo, afflitto da una crisi identitaria e valoriale;
la globalizzazione selvaggia con le proprie false promesse, l’edonismo e il conseguente selvaggio individualismo hanno procurato diversi danni. La crisi massonica è un effetto indotto, un “danno collaterale”.
A proposito di crisi, sembra che l’Italia sia, per quanto concerne i problemi massonici, all’avanguardia; escono continuamenti su giornali, periodici e sulla rete notizie poco incoraggianti; anche voi, se non erro, non siete immuni da ciò.
Lei si riferisce a un box, ben evidenziato da un fondo giallo, uscito sul settimanale “L’Espresso”. In questo pezzo si sono coniugate due argomenti disomogenei: bilanci e derive naziste.
Per quanto riguarda gli aspetti economici i soci sono stati informati su ogni aspetto e dettaglio;
in questa sede posso solo rilevare che all’ultima assemblea del 13 maggio 2026 i bilanci sono stati approvati all’unanimità, peraltro con un attivo patrimoniale più che solido.

Il che dimostra la piena fiducia della base associativa ai neoeletti organi direttivi in carica dal dicembre 2025.
Quanto al tentativo di gettare l’ombra oscura del nazismo sull’O.M.T.I. è palesemente frutto di un fraintendimento a fini sensazionalistici.
La cosa è generata dal fatto che un nostro stimato associato, intervistato nel 2025 quale editore, affermò di essere stato in corrispondenza, una cinquantina di anni fa, con Karl Donitz e Albert Speer, condannati a dieci e a venti anni di reclusione a Norimberga.
Il primo fu comandante in capo della Kriegsmarine e firmatario della resa incondizionata della Germania; il secondo ministro per gli armamenti del Reich, una volta liberato, suscitò molto interesse anche per aver pubblicato i best seller: Memorie del Terzo Reich e Diari segreti di Spandau.
Fu oggetto di interviste, trasmissioni, articoli, non a caso morì a Londra nel 1981 dove si era recato per partecipare a una trasmissione della BBC.
Non credo che alcuni storici e la celeberrima emittente britannica possano essere accusate di filonazismo.
Chi fa ricerca, chi vuol ricostruire la storia, chi desidera sapere, legge ogni fonte sente tutte le voci, nessuna esclusa.
Ora l’articolo viaggia sul web ed è oggetto di discussione sui social, ove alcuni infangano a ruota libera, la cosa non mi preoccupa, chi getta fango nel fango della propria pochezza prima o poi sparisce.
Le possibilità di una rinascita massonica
Secondo lei, ci sono possibilità per una rinascita massonica.
Ritengo che la massoneria sia capace di facilitare l’uomo a ritrovare sé stesso e la propria dignità.
Può educare al confronto pacato e costruttivo, a una riflessione vigile, a un coraggio non temerario, a decidere senza sentenziare, a comprendere che l’unica cosa inacquistabile è la conoscenza, ad avere per compagno di strada il dubbio, a non fermarsi mai all’apparenza, ma ad andare oltre.
Chi entra in massoneria, per di più, è tenuto a far tesoro del metodo iniziatico, che agisce per livelli e usa il simbolo e la metafora;
è un sistema che funziona benissimo, giacché offre un’ottima memoria collettiva e individuale, sollecita la ricerca, incentiva alla libertà, esalta l’umanità, ma per usufruirne bisogna conoscerlo.
Che poi all’interno della massoneria vi siano materialisti e spiritualisti, tradizionalisti e innovatori, razionalisti e sognatori, marxisti ed esistenzialisti ben venga, più varietà di vedute sussistono, più vi è dialogo e confronto e più si cresce.
Giovani e Massoneria: il futuro della tradizione iniziatica
I giovani possono fare la differenza in questo processo di rinnovamento della massoneria e cosa li può attrarre oggi in questo percorso secolare?
L’ingresso di molti giovani potrebbe giocare un ruolo fondamentale, rappresentare un apporto di entusiasmo, di progetti, di idee innovative;
le nuove generazioni potrebbero essere, in altre parole, degli innesti salutari sull’antico ceppo della tradizione latomistica e rivitalizzare l’intera pianta.
I giovani sono attratti dalla massoneria, sono affascinati dal metodo iniziatico, dal simbolismo, dai mitologemi, dai valori.
Spesso, inoltre, nel caos attuale cercano un ordine, una via, un percorso e la massoneria lo è.
L’importante è che la stessa sia capace di rispondere, almeno in parte, alle loro richieste, perché un giovane si entusiasma velocemente ma altrettanto velocemente può provare cocente delusione.
Se la massoneria vuol aprirsi realmente ai giovani, deve per prima cosa abbandonare retorica, autoreferenzialità, stereotipi; deve poi mantenere ciò che promette:
contenuti concreti e importanti, itinerari di ricerca, capacità di approfondire tematiche spesso solo sfiorate, educare alla tolleranza, al rispetto, all’uguaglianza nei diritti e nei doveri.
Deve promuovere cultura viva, calarsi nelle problematiche attuale,
“respirare il mondo e la società”;
deve essere una famiglia ove tutti rispettano le stesse regole, tutti godono di assoluta libertà di pensiero, tutti imparano a dialogare, a confrontarsi e, pur dissentendo, rimangono amici fraterni. L’O.M.T.I. ci sta provando, il tempo dirà se è riuscito a raggiungere lo scopo prefisso.

https://ordinemassonicotradizionale.it/
https://ordinemassonicotradizionale.it/massoneria-trasparenza-pruneti-omti-criminalita-mafie/
https://ilquotidianoditalia.it/bioetica-sabrina-conti/
https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pruneti
https://www.youtube.com/watch?v=biItIK1gxXA&themeRefresh=1



