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16 Gennaio 2026 03:04

Il Quotidiano d'Italia
  • Redazione-SudRedazione-Sud
  • 18 Febbraio 2025
  • Palermo

Mafia a Camporeale: sei arresti per associazione a delinquere

 

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Monreale hanno arrestato sei persone a Camporeale, nel Palermitano.

Le accuse riguardano il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso.

L’operazione è stata coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia e ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

 

L’indagine ha colpito la famiglia mafiosa locale, il cui capo, pur detenuto, avrebbe continuato a gestire le attività illecite. Il controllo del territorio avveniva con il supporto di affiliati e familiari. Le attività illecite riguardavano vari settori, tra cui il commercio di bestiame e la gestione dei fondi agricoli.

 

Gli arrestati avrebbero imposto prezzi di vendita per bovini e ovini destinati al macello. Inoltre, la famiglia mafiosa avrebbe influenzato la compravendita di terreni, il recupero crediti e la risoluzione di controversie tra privati.

 

Il controllo dei fondi agricoli

 

L’inchiesta ha documentato un forte controllo della famiglia mafiosa sui terreni agricoli della zona. Gli indagati avrebbero deciso chi poteva utilizzare i fondi per il pascolo. Questo conferma il potere esercitato sul settore agricolo e sull’economia locale.

 

I cittadini, per acquistare terreni, avrebbero dovuto chiedere un’autorizzazione preventiva al clan. Senza il consenso della famiglia mafiosa, nessuna operazione immobiliare poteva avvenire liberamente. Questo dimostra come il gruppo criminale avesse un’influenza diretta sulle dinamiche economiche del territorio.

 

La complicità di un dipendente comunale

 

Durante le indagini è emerso un altro aspetto preoccupante: un dipendente comunale avrebbe fornito false attestazioni per due affiliati al clan. In particolare, avrebbe certificato falsamente il corretto svolgimento della “messa alla prova”, un provvedimento alternativo alla detenzione.

 

Questo episodio dimostra come il potere mafioso potesse contare su complicità interne alle istituzioni. La falsificazione di documenti pubblici rappresenta un ulteriore elemento dell’influenza del clan sulla vita amministrativa locale.

 

Un sistema mafioso radicato nel territorio

 

Il sistema mafioso emerso dalle indagini mostra un controllo capillare del territorio di Camporeale. Non si limitava solo alle attività criminali tradizionali, ma si estendeva anche alla regolamentazione di transazioni private.

 

Molti cittadini si sarebbero rivolti alla famiglia mafiosa per recuperare crediti o risolvere dispute. Questo dimostra come il clan fosse percepito come un’autorità superiore, in grado di imporre il proprio potere anche nei rapporti tra privati.

 

La presunzione di innocenza

 

Le sei persone arrestate sono attualmente indiziate di delitto. La loro posizione sarà esaminata dall’Autorità Giudiziaria, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza. Solo un’eventuale sentenza definitiva potrà confermare le accuse a loro carico.

 

L’operazione rappresenta un colpo significativo contro la criminalità organizzata a Camporeale. Il lavoro della Procura Distrettuale Antimafia e dei Carabinieri ha permesso di smantellare una rete mafiosa che condizionava la vita economica e sociale della zona.

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