21 Luglio 2026 06:49
Manfredonia, il problema dei parcheggi tra residenti e viabilità urbana, la pubblica denuncia arriva da Giuseppe Marasco, paladino della legalità.
Una città di mare bellissima, Manfredonia, ma chi ci vive lo sa bene: trovare parcheggio può trasformarsi in una piccola odissea quotidiana. Basta farsi un giro nei quartieri centrali per capire di cosa parliamo. Le auto sono ovunque. Sui marciapiedi, in doppia fila, negli angoli più stretti delle vie. La foto qui sopra, scattata proprio in una strada di Manfredonia, racconta meglio di mille parole la situazione.
Chi abita a Manfredonia conosce quella sensazione di girare a vuoto per 20 minuti cercando un posto. Magari sei appena tornato da lavoro, sei stanco, e l’unico spazio libero è a 500 metri da casa. È un problema che tocca tutti: residenti, commercianti, turisti che arrivano in estate. E con il tempo la situazione non sembra migliorare.
<strong>Come si è arrivati a questa situazione a Manfredonia</strong>
Il centro di Manfredonia ha una struttura urbana antica. Le strade sono strette, nate quando le auto non esistevano nemmeno. Palazzi costruiti uno accanto all’altro, spesso senza garage o posti auto privati. Negli ultimi 30 anni il numero di auto per famiglia è aumentato. Se prima bastava un’auto, ora in casa ce ne sono due o tre.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Le vie come quella nella foto diventano corridoi stretti dove passano a malapena le auto, figuriamoci i mezzi di soccorso. I marciapiedi spariscono, occupati dalle ruote delle utilitarie. I pedoni sono costretti a camminare in strada, con tutti i rischi del caso.
A Manfredonia il rapporto tra abitanti e auto è alto. Secondo gli ultimi dati ACI, nella provincia di Foggia ci sono circa 65 auto ogni 100 abitanti. A Manfredonia la media è simile. Significa migliaia di veicoli che ogni sera cercano un posto dove stare. I parcheggi pubblici ci sono, ma non bastano. E quelli gratuiti sono sempre pieni.
La vita quotidiana tra doppia fila e multe
Parliamo di cose pratiche. A Manfredonia chi lavora in centro spesso arriva alle 8 del mattino solo per parcheggiare. Chi abita in zona Corso Manfredi o vicino al porto lo sa. Se sposti l’auto dopo le 9, quando torni non trovi più nulla.
Poi c’è il tema delle multe. La polizia locale fa i controlli, ed è giusto. La doppia fila blocca il traffico, l’auto sul marciapiede impedisce il passaggio a carrozzine e passeggini. Però dall’altra parte c’è il cittadino che si chiede: dove la metto? Non tutti hanno un box. Non tutti possono permettersi un garage a 80 euro al mese.
Molti residenti di Manfredonia raccontano lo stesso episodio. Esci 5 minuti per comprare il pane e al ritorno il tuo posto è stato preso. Così lasci l’auto in un angolo, con le quattro frecce, sperando di non prendere la multa. È stress, ed è un costo. Tra verbali e tempo perso, il parcheggio selvaggio pesa sul portafoglio e sull’umore.
I quartieri più colpiti di Manfredonia
Non tutta Manfredonia vive la stessa situazione. Le zone nuove, come i quartieri a sud della città, hanno strade più larghe e qualche parcheggio in più. Il vero nodo è il centro storico e la zona del porto.
Via Tribuna, Via delle Cisterne, le strade intorno a Piazza del Popolo. Qui ogni centimetro è conteso. I palazzi sono alti, le famiglie numerose, i garage pochissimi. In estate poi la situazione peggiora. Arrivano i turisti diretti a Siponto e al Gargano, e Manfredonia diventa un parcheggio a cielo aperto.
Anche la zona del mercato settimanale soffre. Il mercoledì mattina trovare posto vicino al Lungomare Nazario Sauro è quasi impossibile. I residenti si organizzano: c’è chi lascia l’auto fuori la sera prima, chi fa i turni con il vicino. Soluzioni di fortuna che però non risolvono il problema alla radice.
Le conseguenze sulla sicurezza e sul commercio
Il parcheggio selvaggio a Manfredonia non è solo una questione di comodità. È anche sicurezza. Un’ambulanza che deve passare in una via stretta occupata dalle auto rischia di perdere minuti preziosi. I Vigili del Fuoco hanno già segnalato più volte le difficoltà in alcune strade del centro.
Poi ci sono i commercianti. Molti negozianti di Manfredonia lamentano che i clienti non si fermano perché non trovano dove lasciare l’auto. Preferiscono andare nei centri commerciali fuori città, dove il parcheggio è grande e gratis. Questo svuota il centro e penalizza le piccole attività. Un circolo vizioso: meno clienti, meno negozi, meno vita in strada.
Anche il turismo ne risente. Chi arriva a Manfredonia per visitare il Castello Svevo Angioino o la Cattedrale spesso si innervosisce prima ancora di iniziare il giro. Girare 15 minuti per parcheggiare non è il miglior biglietto da visita per una città che punta sul mare e sulla cultura.
Cosa stanno facendo le amministrazioni a Manfredonia
Il Comune di Manfredonia è consapevole del problema. Negli anni si è parlato di parcheggi interrati, di aree di sosta in periferia con bus navetta, di strisce blu per regolamentare la rotazione. Alcune soluzioni sono state provate.
Le strisce blu in centro aiutano a evitare le auto lasciate ferme tutto il giorno. Però per i residenti sono un costo in più. Per questo sono stati introdotti i pass a tariffa agevolata per chi abita nella zona. Funziona, ma non basta. I posti restano pochi.
Si è discusso anche di un parcheggio multipiano vicino al porto. Un’opera che potrebbe liberare molte strade. Il progetto c’è, ma tra fondi, burocrazia e ricorsi i tempi si allungano. Intanto i cittadini di Manfredonia aspettano.
Un’altra idea è quella dei parcheggi di scambio. Lasci l’auto fuori dal centro e prendi un autobus per arrivare in zona. A Foggia funziona in alcune aree. A Manfredonia però il trasporto pubblico andrebbe potenziato. Oggi gli autobus non hanno corse così frequenti da convincere la gente a lasciare l’auto a casa.
Soluzioni pratiche per chi vive a Manfredonia
Aspettando le grandi opere, cosa può fare oggi chi vive a Manfredonia? Qualche piccolo trucco aiuta.
Primo: conoscere gli orari. Tra le 13 e le 15 e dopo le 20 è più facile trovare posto, perché molti si spostano. Se puoi, evita di cercare parcheggio tra le 9 e le 11 del mattino. È l’orario peggiore.
Secondo: car sharing e bici. Manfredonia è piatta, e per spostamenti brevi la bici è imbattibile. Non risolvi il problema dell’auto, ma almeno per le commissioni in centro eviti di usarla. Il bike sharing comunale è un primo passo, anche se andrebbe esteso.
Terzo: parlare con i vicini. In molte palazzine di Manfredonia ci si organizza con turni. Se tu esci alle 7, il vicino che rientra dal turno di notte occupa il tuo posto. Sembra banale, ma funziona.
Quarto: segnalare. Se una strada è sempre bloccata, se un’auto è abbandonata da mesi, chiamare la polizia locale serve. Libera posti e migliora la sicurezza.
Un cambio di mentalità per il futuro di Manfredonia, ma anche nel resto del Sud, purtroppo, ci sono situazioni simili.
Il punto vero è questo: a Manfredonia, come in tante città italiane, serve un cambio di passo. Non possiamo pensare che ogni famiglia abbia 3 auto e che il Comune trovi un posto per tutte sotto casa. Lo spazio non c’è.
Servono più parcheggi, certo. Ma servono anche alternative credibili. Piste ciclabili sicure, autobus puntuali, servizi di navetta dal porto alla zona mare. Servono incentivi per chi rinuncia alla seconda auto. Serve coraggio nelle scelte urbanistiche.
Manfredonia ha tutte le carte per essere una città vivibile. Ha il mare, ha la storia, ha gente che la ama. Risolvere il problema dei parcheggi significa restituire le strade ai pedoni, l’aria pulita ai bambini, la tranquillità a chi torna a casa la sera.
La foto da cui siamo partiti non deve essere il futuro. Quell’auto parcheggiata a filo di marciapiede è il simbolo di un problema, ma anche di una città che vuole cambiare. I residenti lo chiedono da anni. Ora tocca alla politica dare risposte concrete e tocca a noi cittadini fare la nostra parte, un parcheggio alla volta.
Manfredonia può farcela. Con meno auto in doppia fila e più spazi condivisi, la qualità della vita migliora per tutti. E forse, tra qualche anno, girare per il centro non sarà più una caccia al tesoro, ma una semplice passeggiata.



