10 Luglio 2026 14:01
Massoneria. Il tempo scorre, ma l’istante rimane immobile. Ci viene concesso una sola volta, come un frammento di luce sospeso in un abisso di ombre. Nella frenesia dell’esistenza, l’uomo comune gli passa accanto senza accorgersene, come se fosse soltanto una soglia tra ciò che è stato e ciò che sarà. L’iniziato, invece, l’uomo risvegliato, comprende che ogni istante è una finestra aperta sull’eterno, un altare silenzioso nel quale si manifesta il mistero dell’esistenza.
La filosofia antica e le tradizioni esoteriche convergono verso una medesima intuizione: il momento presente è l’unico autentico punto di contatto tra l’essere umano e l’Assoluto. Il passato appartiene alla memoria, il futuro alla proiezione mentale. Solo il presente è vivo. Nella tradizione ermetica si afferma che “ciò che è vivo è presente”, e ciò che è presente è già sacro, poiché custodisce in sé il seme dell’eternità.
Quando un istante viene vissuto nella sua autenticità, l’ego si dissolve e la coscienza diventa uno specchio limpido. Non giudica più, non anticipa, non rimpiange. Essa vede. E questa visione, semplice, diretta, priva di filtri, rappresenta l’inizio dell’illuminazione.
Nelle tradizioni iniziatiche, il presente viene spesso associato al fuoco, ma non al fuoco che distrugge, bensì a quello che rivela. È una fiamma che dissolve il velo della distrazione, del sonno interiore e dell’automatismo. Essere presenti significa essere pienamente vivi: corpo, mente e anima riuniti in un unico atto di consapevolezza.
Questa condizione non è una tecnica, ma un atteggiamento ontologico, una modalità dell’essere. La presenza non richiede perfezione, ma semplicità. È la scelta silenziosa di restare davanti alla vita con il cuore aperto, senza maschere. Ogni gesto compiuto in questo stato diventa rituale; ogni sguardo, una preghiera.
Nel simbolismo massonico, il lavoro in Loggia non si svolge nel tempo profano, ma nel tempo sacro. Ogni colpo di maglietto, ogni passo, ogni luce accesa non rappresenta soltanto un’azione, bensì un atto vissuto integralmente. Là non esiste la fretta del mondo, ma solo l’istante, inteso come spazio interiore nel quale il Fratello si riconnette al proprio archetipo.
La Massoneria insegna che il Tempio è edificato attraverso istanti, attraverso presenze successive. Nulla può essere costruito nell’assenza da sé stessi. Il vero costruttore è colui che vive ogni momento con una coscienza luciferica, ossia illuminante, portatrice di conoscenza.
Vivere il presente non significa indulgere nell’edonismo, ma praticare un’umiltà metafisica. Contemplare un filo d’erba, respirare consapevolmente, pronunciare una parola con intenzione: sono tutti gesti che, secondo l’antica sapienza, avvicinano l’uomo al divino. Perché il senso dell’esistenza non risiede in un compimento futuro, ma nella profondità dell’istante.
Kierkegaard sosteneva che “la vita si comprende guardando indietro, ma si vive andando avanti”. L’esoterismo aggiunge: la vita si illumina adesso. Senza la luce del presente, né il passato né il futuro possono essere realmente integrati. Il presente è la chiave del labirinto.
L’istante non è soltanto rivelazione mistica; è anche uno strumento di trasmutazione. Nel pensiero alchemico, la materia viene raffinata lentamente, attraverso un fuoco dolce e costante. Così anche la vita si trasforma non tramite grandi eventi, ma grazie alla presenza portata nei gesti più semplici: lavarsi le mani, uno sguardo colmo di calore, il silenzio scelto al posto della fretta. Sono le note discrete di una sinfonia interiore che conferisce all’esistenza senso e verticalità.
Vivi qui, vivi ora. La vita non è una successione di incombenze, ma un’opera aperta. Ogni istante è una nota sul pentagramma del destino. Non hai bisogno di più tempo, ma di una presenza più intensa. Non devi inseguire la realizzazione: devi portare profondità in ciò che è già qui.
Vivere veramente significa percepire che nulla è banale, che tutto è messaggio, vibrazione, chiamata. E quando gli istanti diventano sacri, la vita smette di essere una corsa cieca e si trasforma in un atto di creazione cosciente, una cattedrale vivente nella quale tu sei sacerdote, scultore e luce.
Un Fratello tra Fratelli
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