# Massoneria e legalità: il dibattito sulla trasparenza oltre i pregiudizi.

Negli ultimi anni, il dibattito pubblico intorno alla **Massoneria** ha spesso oscillato tra il fascino del mistero e la rigidità del pregiudizio. Troppo frequentemente, narrazioni superficiali o strumentali hanno teso a confondere la natura profonda di questa istituzione secolare con dinamiche che nulla hanno a che fare con i suoi reali scopi.

Per comprendere appieno il ruolo della Libera Muratoria nella società contemporanea, è necessario superare i cliché e osservare i fatti da una prospettiva di trasparenza, legalità e impegno civile.
Un’occasione cruciale per fare chiarezza è stata il recente convegno formativo per giornalisti svoltosi ad Aidone, in Sicilia, intitolato *”Giornalisti contro le mafie. Archeomafie in Sicilia: Chiesa, Massoneria, politica locale”*. All’incontro ha preso parte anche Alessandro Noto, Serenissimo Gran Maestro della **Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana (SGLNI)**. Il suo intervento ha offerto spunti di riflessione fondamentali per decostruire la logica del capro espiatorio e restituire una fotografia nitida di cosa sia, oggi, il percorso massonico.

Trasparenza e legalità: la responsabilità individuale
Uno dei nodi centrali del dibattito contemporaneo riguarda il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata all’interno delle istituzioni e delle associazioni. Di fronte a questa complessa realtà, la posizione della Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana è netta: le istituzioni, di qualsiasi natura esse siano, possono subire tentativi di infiltrazione, ma la responsabilità penale e morale resta sempre in capo al singolo individuo e al contesto sociale in cui vive.

Per prevenire qualsiasi deriva e garantire l’assoluta trasparenza, l’Obbedienza opera nel pieno e rigoroso rispetto delle leggi dello Stato, a partire dalla legge Anselmi-Spadolini.

> **Nota di trasparenza:** I processi di ammissione alla Loggia sono estremamente rigidi e selettivi. Inoltre, i registri degli iscritti sono da sempre a completa disposizione delle autorità competenti, a dimostrazione del fatto che la riservatezza massonica non è mai sinonimo di occultamento o di segretezza illecita.

Cos’è davvero la Massoneria: un cammino di costruzione interiore
Per comprendere l’essenza della Libera Muratoria, occorre innanzitutto chiarire cosa *non* è.

La Massoneria non è un centro di potere affaristico, né un club per sterili eruditi alla ricerca di titoli o riconoscimenti formali. Al contrario, si configura come un profondo cammino di trasmutazione interiore e di crescita spirituale.
L’obiettivo dell’iniziato è quello di lavorare su se stesso per smussare le proprie imperfezioni, superando l’individualismo e l’egoismo che spesso caratterizzano la società moderna. Attraverso il simbolismo e il confronto fraterno, chi accede alla Loggia impara a:

Superare l’orizzonte personale: Abbandonare le logiche del profitto singolo a favore del bene comune.

Coltivare l’Essere: In un’epoca drammaticamente focalizzata sull’apparire e sulla performance sociale, dare priorità alla dimensione interiore.

Diventare “pietra idonea”:

Lavorare per integrarsi positivamente nella società, contribuendo alla costruzione dell’unico tempio che valga davvero la pena edificare: quello dedicato all’uomo e all’umanità intera.

Le radici massoniche nella Costituzione Italiana.

Un aspetto spesso ignorato o dimenticato dalla storiografia di consumo è il legame indissolubile che unisce i principi massonici alla nascita della Repubblica Italiana.

Valori cardine come la libertà di coscienza, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la fratellanza e la laicità dello Stato rappresentano le fondamenta tanto della tradizione muratoria quanto della nostra Carta Costituzionale.

Grandi Padri Costituenti del calibro di **Giuseppe Saragat, Umberto Terracini, Meuccio Ruini, Carlo Sforza e Giovanni Preti** hanno saputo tradurre questa secolare tradizione di pensiero in pilastri giuridici e istituzionali.

La Costituzione italiana, dunque, respira in molti dei suoi articoli quegli stessi ideali di tolleranza, democrazia e rispetto della dignità umana che i massoni coltivano all’interno dei loro templi da secoli.

Riconoscere questo legame storico significa comprendere che l’impegno massonico non è isolato dal mondo, ma è storicamente orientato al progresso civile della nazione.

Il ruolo dell’informazione: l’appello ai giornalisti.

Un ruolo cruciale nel superamento dei pregiudizi è affidato ai professionisti dell’informazione. Durante il convegno di Aidone, il Gran Maestro ha lanciato un accorato appello al mondo del giornalismo, invitando cronisti e opinionisti a riscoprire la propria originaria funzione educativa e deontologica.

Troppo spesso, infatti, assistiamo a un’informazione superficiale, sensazionalistica e strutturata al solo scopo di suscitare una facile e immediata indignazione nel pubblico.

Questo approccio basato sulla logica dello scandalo a tutti i costi produce danni profondi e duraturi nel tessuto sociale, alimentando diffidenza e divisioni.

L’antidoto alla manipolazione e all’ignoranza è, invece, un’informazione responsabile. Un giornalismo che approfondisce, che verifica le fonti, che non si accontenta delle apparenze e che sa distinguere le responsabilità dei singoli dalle istituzioni sane.

Solo attraverso il rigore professionale è possibile offrire ai cittadini gli strumenti critici necessari per comprendere la complessità del presente.

Coltivare il bene comune in un mondo che cambia.

Viviamo in un periodo storico fluido, caratterizzato da rapidi mutamenti sociali, crisi d’identità e una diffusa perdita di punti di riferimento valoriali.

In questo scenario, la proposta della Massoneria conserva intatta la sua straordinaria attualità. Mentre il mondo esterno spinge verso la frammentazione e l’esibizionismo digitale, lo spazio della Loggia rimane un luogo di silenzio, ascolto, riflessione e costruzione.

L’impegno della Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana prosegue su questa strada: promuovere una legalità che non sia solo formale sottomissione alle regole, ma intima adesione a un principio di giustizia; favorire una trasparenza che sia specchio di un’onestà d’intenti; lavorare, giorno dopo giorno, per il progresso spirituale del singolo e, di riflesso, per il bene dell’intera collettività. Superare i pregiudizi, in fondo, è il primo passo per riscoprire il valore del dialogo e della verità.

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