Giornata della Fierezza Massonica: tra Squadra e Compasso per il Bene dell’Umanità

LLa  Giornata della Fierezza Massonica rappresenta un momento di profonda riflessione e apertura, un’occasione in cui il silenzio del Tempio si trasforma in comunicazione verso il mondo. Celebrare questa ricorrenza il 1° marzo significa riaffermare l’impegno costante per l’elevazione dell’Uomo, un percorso che si snoda tra i simboli millenari della squadra e del compasso. Non si tratta di una semplice esibizione, ma di una testimonianza di vita vissuta al servizio della Luce.

In questa Giornata della Fierezza Massonica, l’ideale del “Cogito ergo sum” di Cartesio evolve naturalmente verso una dimensione più alta e spirituale: l’Amo ergo sum. È l’amore per la verità e per il prossimo a definire l’essenza della persona umana, un valore talmente sacro da essere protetto persino dalla Legge fondamentale dello Stato, come recita l’articolo 32 della nostra Costituzione. Liberare l’anima dai vincoli materiali e dai pregiudizi è l’obiettivo di chi sceglie di volare sulle ali della fierezza universale.

Un incontro di rigore e spiritualità a Sofia

L’evento celebratosi a Sofia, in Bulgaria, ha segnato una tappa fondamentale per l’Obbedienza. Sotto la guida autorevole del Sovrano Gran Commendatore Mimmo Leonetti, l’incontro ha saputo coniugare un rigoroso rispetto del rituale con una profondità dottrinale di rarissima intensità. Non è stato un semplice esercizio accademico, ma un’operazione di autentica incidenza iniziatica, capace di lasciare un segno duraturo nel cuore di tutti i Fratelli presenti.

I Lavori sono stati aperti secondo l’antica osservanza, accogliendo Fratelli giunti da ogni parte d’Italia e d’Europa, uniti dal desiderio comune di conoscenza e di elevazione spirituale. La presenza del Deputato Gran Maestro, dei Grandi Ufficiali Nazionali e dei Gran Maestri Regionali ha testimoniato la straordinaria coesione e la vitalità di un’Istituzione che guarda al futuro senza mai dimenticare le proprie radici tradizionali.

Massoneria,  il Rito Scozzese Antico e Accettato 1778: Storia e Simbologia

Il cuore pulsante della giornata è stato scandito dagli interventi di tre illustri Fratelli del 33° Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato 1778. Le loro orazioni hanno offerto un percorso organico attraverso i secoli, analizzando l’evoluzione storica del Rito e la stratificazione dei suoi simboli.

Massoneria:

* Le origini: Un’analisi rigorosa che ha riportato alla luce le fondamenta storiche del 1778.

* Il rituale: La spiegazione di come la forma diventi sostanza attraverso la disciplina interiore.

* La simbologia: I simboli non come semplici decorazioni, ma come strumenti vivi di trasformazione interiore per passare dalla pietra grezza alla pietra levigata.

È emerso un quadro coerente, capace di illuminare come il percorso iniziatico non sia un atto isolato, ma un cammino armonico che richiede studio, dedizione e, soprattutto, una profonda interiorizzazione dei valori trasmessi dalla Tradizione.

L’impegno di Mimmo Leonetti: Ricerca e Fedeltà

Le conclusioni dei Lavori sono state affidate a Mimmo Leonetti, SGC del RSAA 1778. Con la consueta chiarezza, Leonetti ha ricondotto a unità i vari contributi della giornata, lanciando un monito che è anche un incoraggiamento. La ricerca della Verità non è un diritto, ma un dovere massonico imprescindibile. Solo attraverso la fedeltà alla Tradizione è possibile garantire l’autenticità del proprio percorso, evitando le derive del modernismo vacuo.

“Alzate la voce e chiamate tutti i fratelli,” è l’appello che risuona in questa giornata. Non importa l’Obbedienza di appartenenza: ciò che conta è la condivisione della Luce. Leonetti ha ricordato che non è ciò che entra nell’uomo a renderlo impuro, ma ciò che ne esce. Per questo, la disciplina interiore rimane il fondamento di ogni reale progresso.

La Luce ritornerà a splendere

Essere “partigiani della giustizia” significa difendere il diritto dell’uomo all’elevazione spirituale in un mondo spesso dominato dal materialismo. La massoneria, oggi più che mai, si pone come custode di una Luce che non si è mai spenta, ma che attende solo di essere alimentata dal lavoro costante dei suoi membri.

L’incontro di Sofia si è concluso con la solenne promessa che la Luce continuerà a risplendere nei Templi e nel mondo, guidata dai principi di:

* Ad Gloriam Dei (Alla Gloria di Dio)

* Ad Lucem (Verso la Luce)

* Ad Humanitatem (Per l’Umanità)

Conclusione: un cammino verso il futuro della Massoneria.

La celebrazione del 1° marzo ci ricorda che il massone non lavora per sé stesso, ma per l’edificazione del Tempio Ideale dell’Umanità. La fierezza di appartenere a un Ordine secolare non è orgoglio profano, ma consapevolezza del peso e della bellezza della responsabilità che portiamo sulle spalle.

Massoneria. Il messaggio che parte da Sofia è chiaro: con fermezza e umiltà, continueremo a camminare sul Sentiero, certi che so lo lo studio e il lavoro su sé stessi possano rendere l’Ordine un faro di speranza e progresso.

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