Massoneria e funerali negati in Liguria:
Bufera dopo il i funerali negati a un appartenente alla Massoneria in Liguria. Il Gran Maestro: “Davanti alla morte gli steccati dovrebbero cadere”. Riapre lo scontro tra Chiesa e Massoneria.
Altre news sulla massoneria nel Quotidiano d’Italia, basta cliccare sulla lente della ricerca interna.
Massoneria e funerali negati: il caso in Liguria riaccende lo scontro con la Chiesa
Funerali negati a un massone in Liguria. Il Gran Maestro interviene: “Davanti alla morte gli steccati dovrebbero cadere”. Il rapporto tra Massoneria e Chiesa torna al centro del dibattito.
Massoneria e funerali negati in Liguria: cosa è successo
Un nuovo caso che riguarda la Massoneria sta facendo discutere in Liguria e in tutta Italia. A un uomo apertamente appartenente alla Massoneria sarebbero stati negati i funerali religiosi in chiesa. Una decisione che ha riaperto una ferita antica e mai davvero rimarginata tra la Chiesa cattolica e le logge massoniche.
Secondo quanto riportato, la parrocchia avrebbe rifiutato di celebrare le esequie dopo aver appreso dell’appartenenza del defunto alla Massoneria. La famiglia si è ritrovata così a dover organizzare una cerimonia laica, tra dolore e sgomento.
Il caso, avvenuto in Liguria, ha subito fatto il giro delle cronache locali e ha provocato la reazione ferma dei vertici massonici. A intervenire è stato direttamente il Gran Maestro, che ha commentato con parole destinate a far discutere: “Davanti alla morte, gli steccati dovrebbero cadere”.
Una frase semplice ma potente, che mette al centro il tema della pietà, del rispetto umano e del confine tra dottrina e misericordia.
Perché la Chiesa nega i funerali a chi appartiene alla Massoneria
Per capire questo episodio bisogna comprendere perché per la Chiesa cattolica la Massoneria rimane un nodo irrisolto.
La posizione ufficiale non è mai cambiata. La Chiesa considera i principi massonici inconciliabili con la dottrina cattolica. Lo ribadisce una dichiarazione storica ancora valida: “Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita”.
Negli ultimi anni la Congregazione per la Dottrina della Fede ha confermato che l’iscrizione a un’associazione massonica rimane proibita e che i fedeli che appartengono alla Massoneria sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione.
Da qui deriva anche il rifiuto delle esequie ecclesiastiche in alcuni casi. Il Codice di Diritto Canonico prevede che possano essere negati i funerali a chi è considerato peccatore manifesto. In questa categoria, secondo l’interpretazione più rigorosa di alcuni parroci, rientrerebbe anche chi ha fatto parte della Massoneria senza mai rinnegarla.
È una linea dura, che però non viene applicata ovunque allo stesso modo. In molte diocesi italiane i funerali vengono celebrati lo stesso, in nome della misericordia pastorale.
La risposta della Massoneria: “Davanti alla morte gli steccati dovrebbero cadere”
La reazione della Massoneria italiana è stata immediata e composta, ma molto chiara.
Il Gran Maestro ha voluto sottolineare come la morte dovrebbe essere il momento in cui le divisioni ideologiche, teologiche e culturali lasciano spazio all’umanità. “Davanti alla morte gli steccati dovrebbero cadere” non è solo una frase di circostanza, è una visione del mondo.
Per la Massoneria, infatti, la morte non cancella l’uomo. Dal punto di vista iniziatico, una volta superato il rito di iniziazione il massone rimane tale per sempre, anche dopo la morte, tanto che si parla di passaggio all’Oriente Eterno.
Negare l’ultimo saluto religioso viene percepito non come un atto dovuto alla dottrina, ma come una mancanza di carità cristiana. Le logge ricordano che molti massoni sono credenti, battezzati, persone che hanno vissuto una fede personale profonda, pur aderendo a un percorso iniziatico parallelo che per loro non è in contraddizione con Dio.
Il Gran Maestro ha ricordato che la Massoneria moderna non è un’organizzazione segreta che cospira contro la Chiesa, ma un’associazione perfettamente lecita, inquadrata giuridicamente come associazione non riconosciuta, dalla quale peraltro è possibile uscire chiedendo lo “stato di sonno”.
Massoneria e Chiesa: una storia lunga tre secoli
Lo scontro tra Chiesa e Massoneria non nasce oggi. È una storia lunga quasi trecento anni.
Tutto inizia nel 1738 con la bolla In Eminenti di Papa Clemente XII, che per primo scomunica i massoni. Da allora una lunga serie di documenti papali ha condannato la Massoneria.
Tra i più duri c’è l’enciclica Humanum Genus di Leone XIII del 20 aprile 1884, che condanna esplicitamente la Massoneria, seguita da altre due encicliche dello stesso pontefice sulla Massoneria in Italia.
Al centro del conflitto ci sono sempre state visioni diverse dell’uomo, della società e del potere. La Chiesa ha visto nella Massoneria una concezione laica e relativista, mentre la Massoneria ha rivendicato la libertà di coscienza e laicità dello Stato.
Nel 1983, con il nuovo Codice di Diritto Canonico, la scomunica esplicita è scomparsa, ma è rimasta la dichiarazione firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger che ha ribadito l’incompatibilità totale.
Il tema più sensibile: funerali, cremazione e ceneri
Il caso ligure dei funerali negati si inserisce in un dibattito più ampio sul diritto al funerale religioso.
Negli ultimi anni la Chiesa è diventata molto rigorosa anche su altri temi legati alla morte, come la cremazione e la dispersione delle ceneri. Un esempio è la nota dell’arcivescovo di Udine che dal 2026 vieta la celebrazione dei funerali in chiesa per chi sceglie la dispersione delle ceneri.
Per la Massoneria, invece, la cremazione è stata storicamente una battaglia di libertà. Nell’Ottocento i paladini della cremazione erano di trasparente affiliazione massonica, perché vedevano in quel rito una scelta laica e moderna.
Una questione di umanità prima che di dottrina
Al di là delle norme canoniche, il caso dei funerali negati in Liguria pone una domanda che riguarda tutti: cosa significa accompagnare una persona nel suo ultimo viaggio?
Per la famiglia del defunto, vedersi negare la chiesa dove magari quell’uomo era stato battezzato e si era sposato, è un dolore nel dolore. È la sensazione di un rifiuto totale della sua persona, non solo di una sua scelta associativa.
La frase del Gran Maestro “davanti alla morte gli steccati dovrebbero cadere” coglie proprio questo punto. La morte è l’unico momento davvero universale, che non fa distinzioni tra massoni e cattolici.
Molti teologi, anche all’interno della Chiesa, sostengono che la misericordia dovrebbe prevalere sulla disciplina. Che negare il funerale non converta nessuno, ma allontani le persone dalla fede.
Conclusione: cosa ci insegna il caso ligure sulla Massoneria
Il caso ligure difficilmente rimarrà isolato. Come spesso accade quando si parla di Massoneria, la vicenda è destinata a dividersi in due narrazioni opposte.
Da un lato chi difende la libertà della Chiesa di decidere a chi concedere i sacramenti. Dall’altro chi vede in questo rifiuto un atto di discriminazione anacronistico, che non tiene conto di una società ormai pluralista.
La Massoneria italiana ha scelto una linea di grande dignità: non attaccare, ma chiedere rispetto.
Resta il fatto che, mentre le istituzioni discutono di dottrina e di principi, una famiglia ha dovuto salutare un proprio caro senza poter entrare nella chiesa del proprio paese. E forse, proprio in quel momento, come ha detto il Gran Maestro, gli steccati avrebbero davvero dovuto cadere.



