Matteo Bassetti coordinatore scientifico Liguria, il ministero ha fatto delle richieste di nomina tra cui Bassetti  non una nomina ministeriale, ma della Regione Liguria per precisare dopo il nostro articolo. 

Matteo Bassetti coordinatore scientifico Liguria per il gruppo tecnico-sanitario regionale

Il professor Matteo Bassetti coordinatore scientifico Liguria è stato nominato alla guida del coordinamento scientifico del gruppo tecnico-sanitario regionale per l’aggiornamento del Piano pandemico della Regione Liguria. La nomina è stata ufficializzata nella giornata di ieri, sabato 2 agosto, dopo la riunione del 13 luglio in cui si è insediato il Gruppo tecnico-sanitario regionale e a seguito della costituzione del gruppo di lavoro. Una scelta che la Regione ha comunicato tramite una nota diffusa dall’Ansa.

Su richiesta del Ministero della Salute, che ha chiesto a tutte le Regioni e alle Province autonome di designare tre rappresentanti per il Coordinamento Interregionale dell’Area Prevenzione e Sanità Pubblica, la Regione Liguria ha proposto al Comitato Interregionale proprio il professor Matteo Bassetti come figura di riferimento scientifico. Una proposta che conferma il peso nazionale del noto infettivologo genovese.

La nomina arriva in un momento delicato per la sanità pubblica italiana. L’aggiornamento del Piano pandemico, fermo per anni e tornato al centro del dibattito dopo l’esperienza del Covid-19, è considerato dal Ministero una priorità assoluta. Ogni Regione è chiamata a dotarsi di un gruppo tecnico in grado di elaborare protocolli aggiornati, procedure operative e linee guida per affrontare eventuali future emergenze sanitarie.

In questo contesto la Liguria ha scelto di affidare il coordinamento scientifico a una delle figure più conosciute e discusse della medicina italiana. Direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti è da anni in prima linea nella comunicazione scientifica, nella ricerca e nella gestione delle malattie infettive.

Chi è Matteo Bassetti e perché la scelta della Liguria

Matteo Bassetti non ha bisogno di lunghe presentazioni. Medico infettivologo, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, professore ordinario all’Università di Genova, è uno dei volti più noti della medicina italiana. Durante la pandemia da Covid-19 è stato tra i clinici più presenti nel dibattito pubblico, con posizioni spesso nette che lo hanno reso un punto di riferimento per una parte dell’opinione pubblica e oggetto di critiche da un’altra.

La sua attività scientifica, tuttavia, va ben oltre la comunicazione televisiva. Bassetti è autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche internazionali, è stato presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva ed è attualmente impegnato in numerosi progetti di ricerca sulle resistenze antibiotiche, sulle infezioni ospedaliere e sulle nuove terapie antivirali. Un curriculum che la Regione Liguria ha ritenuto adatto per guidare il gruppo tecnico sul Piano pandemico.

La scelta di affidare a Matteo Bassetti coordinatore scientifico Liguria il ruolo di coordinatore risponde anche a una logica di continuità territoriale. Bassetti lavora a Genova, conosce a fondo la rete ospedaliera ligure, i suoi punti di forza e le sue criticità, e ha già collaborato in passato con la Regione durante la gestione dell’emergenza Covid.

Non è un caso che la Liguria lo abbia proposto anche come rappresentante al Coordinamento Interregionale dell’Area Prevenzione e Sanità Pubblica, l’organismo che dovrà armonizzare i piani pandemici regionali con le linee guida nazionali del Ministero della Salute. Un ruolo che richiederà capacità di mediazione, competenza tecnica e visione strategica.

Cos’è il gruppo tecnico-sanitario regionale per il Piano pandemico

Il gruppo tecnico-sanitario regionale per l’aggiornamento del Piano pandemico della Regione Liguria si è insediato ufficialmente il 13 luglio. Si tratta di un organismo multidisciplinare chiamato a riscrivere e aggiornare il piano che deve guidare la risposta della Regione in caso di nuova pandemia, sia essa influenzale, da coronavirus o da altro agente patogeno emergente.

Il vecchio Piano pandemico nazionale risaliva al 2006 e, come emerso durante il Covid-19, non era più adeguato ad affrontare una crisi sanitaria globale. Dopo la pandemia, il Ministero della Salute ha chiesto a tutte le Regioni di costituire gruppi di lavoro dedicati per elaborare nuovi piani regionali coerenti con il nuovo Piano pandemico nazionale 2024-2028.

Il gruppo ligure è composto da esperti di sanità pubblica, igiene, malattie infettive, microbiologia, medicina d’urgenza, anestesia e rianimazione, organizzazione sanitaria, prevenzione nei luoghi di lavoro, veterinaria e rappresentanti delle Aziende sanitarie locali. Un team allargato che dovrà lavorare su diversi capitoli: sorveglianza epidemiologica, scorte di dispositivi di protezione, organizzazione degli ospedali, potenziamento delle terapie intensive, comunicazione del rischio, vaccinazioni.

Il coordinamento scientifico affidato a Bassetti avrà il compito di indirizzare i lavori dal punto di vista scientifico, garantire l’omogeneità delle scelte con le evidenze internazionali e fare da raccordo con il livello nazionale. Non si tratta di un ruolo politico, ma tecnico-scientifico, con l’obiettivo di fornire alla Regione strumenti operativi concreti.

Cosa prevede il nuovo Piano pandemico nazionale

Per capire l’importanza della nomina di Matteo Bassetti coordinatore scientifico Liguria bisogna guardare a cosa prevede il nuovo Piano pandemico nazionale. Il documento, elaborato dal Ministero della Salute con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità, introduce una serie di novità rispetto al passato.

Prima di tutto la sorveglianza integrata. Non più solo sorveglianza virologica, ma sorveglianza epidemiologica, ambientale, veterinaria in ottica One Health. L’idea è che una futura pandemia possa nascere dall’interazione tra uomo, animali e ambiente, e quindi vada monitorata a 360 gradi. Un approccio che richiede il coinvolgimento di professionalità diverse, dagli infettivologi ai veterinari.

Secondo punto: la flessibilità. Il nuovo piano non prevede misure rigide uguali per tutti, ma livelli di allerta progressivi che le Regioni possono attivare in base alla situazione epidemiologica locale. Questo richiede però una capacità di lettura dei dati in tempo reale e una struttura decisionale rapida, che è proprio ciò che il gruppo tecnico ligure dovrà costruire.

Terzo punto: le scorte strategiche. Il piano nazionale chiede alle Regioni di mantenere scorte di dispositivi di protezione individuale, farmaci antivirali, vaccini e materiali per la diagnostica, con un sistema di rotazione che eviti sprechi. Un tema organizzativo ed economico di grande rilevanza, soprattutto per una Regione come la Liguria con un territorio stretto e una popolazione anziana.

Le reazioni alla nomina di Bassetti in Liguria

La nomina di Matteo Bassetti a coordinatore scientifico ha già suscitato reazioni diverse nel mondo politico e sanitario ligure. Da una parte c’è chi plaude alla scelta di una figura di alto profilo scientifico e mediatico, capace di dare visibilità e autorevolezza al lavoro della Regione. Dall’altra c’è chi, soprattutto tra le opposizioni, ricorda le posizioni controverse assunte da Bassetti durante la pandemia e teme una eccessiva esposizione mediatica del gruppo tecnico.

La Regione Liguria, nella nota diffusa tramite Ansa, ha rivendicato la scelta come una scelta di competenza. Il governatore e l’assessore alla Sanità hanno sottolineato che il coordinamento scientifico richiede una figura con esperienza internazionale, capacità di coordinamento e conoscenza diretta del territorio. Caratteristiche che, a loro avviso, Bassetti possiede pienamente.

Dal mondo accademico genovese sono arrivati messaggi di sostegno. L’Università di Genova ha ricordato il ruolo di Bassetti come docente e ricercatore e il suo impegno nella formazione delle nuove generazioni di infettivologi. Anche l’Ospedale San Martino ha espresso soddisfazione, evidenziando come la nomina valorizzi il lavoro dell’intera struttura.

Più caute le reazioni dei sindacati dei medici e degli operatori sanitari, che chiedono che il gruppo tecnico sia realmente inclusivo e che ascolti anche le voci di chi lavora ogni giorno nei reparti, nei pronto soccorso e nei servizi territoriali. Il rischio, secondo alcuni, è che il piano resti un documento teorico se non viene costruito con chi dovrà poi applicarlo sul campo.

Quali saranno i primi passi del gruppo tecnico ligure

Con la nomina di Matteo Bassetti coordinatore scientifico Liguria, il gruppo tecnico-sanitario regionale entra nella fase operativa. I primi passi sono già stati delineati durante la riunione del 13 luglio e prevedono una serie di incontri tematici nelle prossime settimane.

Il primo nodo da affrontare è la ricognizione dell’esistente: quante terapie intensive sono realmente attivabili in Liguria, quali sono le scorte attuali di dispositivi, qual è la capacità dei laboratori di microbiologia di processare tamponi in caso di emergenza, come funziona la sorveglianza epidemiologica nelle Asl liguri. Senza una fotografia precisa è impossibile pianificare.

Il secondo passo sarà la definizione dei protocolli operativi. Chi decide la chiusura di una scuola in caso di focolaio, chi gestisce la comunicazione alla popolazione, come si organizza la distribuzione dei vaccini, come si garantisce la continuità delle cure per i malati cronici durante una pandemia. Sono domande che richiedono risposte scritte e condivise prima che l’emergenza si presenti.

Infine, il tema della formazione. Uno dei punti deboli emersi durante il Covid-19 è stata la mancanza di formazione specifica per il personale sanitario e non sanitario. Il nuovo Piano pandemico ligure dovrà prevedere esercitazioni periodiche, corsi di aggiornamento e simulazioni, come già avviene per altri rischi come quello sismico o idrogeologico.

Un ruolo nazionale per la Liguria

La proposta di indicare Matteo Bassetti come rappresentante della Liguria al Coordinamento Interregionale dell’Area Prevenzione e Sanità Pubblica ha anche un significato politico. La Liguria vuole giocare un ruolo da protagonista nel ridisegno della sanità pubblica nazionale.

Essere presenti con una figura di alto profilo in un tavolo dove si decidono le linee guida che poi tutte le Regioni dovranno seguire significa poter portare l’esperienza di un territorio particolare, con una popolazione tra le più anziane d’Italia, con una forte pressione turistica stagionale e con un sistema ospedaliero concentrato in pochi grandi centri.

La scelta di Bassetti va letta anche in questa chiave: dare alla Liguria una voce autorevole a Roma, in un momento in cui il Ministero della Salute sta cercando di superare le divisioni tra Regioni e di costruire un sistema di prevenzione più omogeneo.

Resta da vedere come si svilupperà il lavoro nei prossimi mesi. Il Piano pandemico regionale dovrà essere pronto entro i tempi stabiliti dal Ministero e poi testato sul campo. La nomina di Matteo Bassetti coordinatore scientifico Liguria è solo il primo passo, ma è un passo che indica chiaramente la direzione che la Regione vuole seguire: puntare su competenze scientifiche forti, su una comunicazione chiara e su una preparazione concreta per non farsi trovare impreparati di fronte a una futura emergenza.


 

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