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Melanoma cuoio capelluto e unghie: 800 diagnosi l’anno in Italia, la Fondazione Melanoma chiama parrucchieri ed estetisti come sentinelle

Melanoma cuoio capelluto unghie parrucchieri estetisti sentinelle Fondazione Melanoma è l’allarme lanciato da Napoli. Sono all’incirca 800 ogni anno in Italia le diagnosi di melanoma che colpiscono due aree del corpo particolarmente insidiose e nascoste: il cuoio capelluto e l’apparato ungueale. Zone spesso escluse dall’auto-osservazione quotidiana o scambiate per semplici inestetismi. Un numero che fa paura perché arriva tardi, quando la lesione è già evoluta e più difficile da trattare.

Per intercettare queste lesioni prima che sia troppo tardi, la Fondazione Melanoma lancia un appello e promuove un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta a parrucchieri ed estetisti, chiamandoli a diventare vere e proprie sentinelle nella prevenzione dei tumori cutanei. Non medici, non diagnosti, ma occhi attenti che ogni giorno guardano proprio dove gli altri non guardano: tra i capelli e sotto le unghie. La proposta è stata lanciata in occasione dell’ottava edizione di We in Action, evento multidisciplinare dedicato all’importanza di fare squadra nella prevenzione e alle nuove frontiere nella lotta contro i tumori cutanei.

L’evento, in corso a Napoli, ha riunito oncologi, dermatologi, chirurghi, psicologi, infermieri, associazioni di pazienti e testimonial del mondo dello sport e dello spettacolo. Un confronto a più voci per ribadire un concetto semplice: contro il melanoma non basta il dermatologo da solo, serve una rete. E in questa rete entrano per la prima volta in modo ufficiale anche parrucchieri ed estetisti, professionisti che con il loro lavoro quotidiano possono notare un neo che cambia, una macchia scura sotto l’unghia, una lesione che sanguina sul cuoio capelluto e consigliare al cliente di fare subito un controllo specialistico.

Testimonial per il terzo anno consecutivo dell’iniziativa è il campione di calcio Giuseppe Bergomi, volto amato e credibile che ha scelto di mettere la sua immagine al servizio della prevenzione. La sua presenza a We in Action non è solo simbolica, serve a portare il messaggio fuori dagli ospedali, tra la gente, nei saloni, nei centri estetici, nei luoghi dove si parla e ci si confida. Perché il melanoma, se preso in tempo, si può sconfiggere, ma se trascurato nelle zone nascoste diventa uno dei più aggressivi.

Perché cuoio capelluto e unghie sono le zone più pericolose per il melanoma

Il melanoma del cuoio capelluto e quello dell’apparato ungueale rappresentano una piccola percentuale di tutti i melanomi, ma hanno un impatto sproporzionato sulla mortalità. Il motivo è semplice e drammatico: si vedono poco e si riconoscono tardi. Sul cuoio capelluto i capelli coprono la lesione, soprattutto nelle donne con chiome folte o negli uomini che non controllano la cute tra i capelli. Una crosticina che non guarisce, un neo che prude, una macchia che sanguina al pettine vengono spesso scambiati per un’irritazione da shampoo, una ferita da spazzola o una dermatite.

Discorso simile per il melanoma ungueale, che colpisce la matrice dell’unghia di mani e piedi. Si presenta come una striscia scura verticale sull’unghia, una macchia nera o marrone che si allarga, un’unghia che si spezza senza motivo. Molti pazienti lo confondono per mesi con un ematoma da trauma, un fungo o una micosi. Le donne lo coprono con lo smalto semipermanente, gli uomini lo ignorano. Così si perde tempo prezioso. Quando si arriva alla diagnosi, il melanoma è spesso già in fase avanzata e con una prognosi più complessa rispetto ai melanomi delle altre sedi.

800 diagnosi l’anno: il dato che la Fondazione Melanoma porta a Napoli

Il dato di circa 800 diagnosi l’anno in Italia per queste due sedi nascoste è stato diffuso dalla Fondazione Melanoma proprio durante We in Action a Napoli. Non è una stima teorica, ma il risultato di un lavoro di raccolta dei casi nei centri di riferimento nazionali. Ottocento persone che scoprono un melanoma dove non avrebbero mai pensato di cercarlo. Ottocento storie che spesso iniziano con una frase del tipo me l’ha notato la mia parrucchiera o la mia estetista mi ha detto di controllare quella riga nera.

Ed è proprio da queste frasi che nasce l’idea di trasformare parrucchieri ed estetisti in sentinelle. La Fondazione Melanoma, presieduta dal professor Paolo Ascierto, uno dei maggiori esperti al mondo di melanoma, sta lavorando a un percorso formativo semplice, pratico, non medicalizzante. Non si chiede a un parrucchiere di fare diagnosi, ma di sapere cosa guardare e come indirizzare. Una sorta di primo campanello d’allarme che può fare la differenza tra un intervento precoce e un ritardo pericoloso.

Parrucchieri ed estetisti sentinelle: cosa devono guardare davvero

L’appello della Fondazione Melanoma è chiaro: chi lavora ogni giorno a contatto con cuoio capelluto e unghie ha un punto di osservazione privilegiato. Il parrucchiere che lava, taglia, colora, vede la cute da vicino, sotto una luce forte, con i capelli separati. L’estetista che fa manicure e pedicure osserva ogni unghia, la sua forma, il suo colore, la presenza di striature anomale. Sono professionisti che instaurano un rapporto di fiducia, il cliente si fida e ascolta il consiglio.

Cosa devono guardare. Sul cuoio capelluto: un neo che cambia colore, che diventa più scuro, che ha bordi irregolari, che sanguina, che non guarisce, che prude o fa male. Una lesione che cresce velocemente. Sull’apparato ungueale: una banda scura verticale che si allarga, che non si sposta con la crescita dell’unghia, che coinvolge anche la pelle attorno all’unghia, il cosiddetto segno di Hutchinson, un’unghia che si spacca, che si solleva, che presenta un nodulo sotto. In tutti questi casi il consiglio è uno solo: vai subito dal dermatologo, fai vedere questa cosa, non aspettare.

Formazione e sensibilizzazione: il progetto di Fondazione Melanoma a We in Action

Durante l’ottava edizione di We in Action, la Fondazione Melanoma ha presentato le linee guida di questo progetto di sensibilizzazione. Non si tratta di un corso di laurea, ma di incontri brevi, video, schede illustrate, materiale informativo da tenere in salone. L’obiettivo è insegnare a riconoscere i segnali d’allarme senza creare allarmismo. La parola chiave è prevenzione di squadra. Dermatologi e oncologi non possono essere ovunque, ma una rete di sentinelle formate può intercettare prima il problema.

Il modello è già stato sperimentato in altri paesi. In Australia, paese con altissima incidenza di melanoma, i parrucchieri sono da anni coinvolti in campagne di prevenzione. In Italia è una novità, ma con 800 diagnosi l’anno in zone nascoste, è una novità necessaria. La Fondazione punta a coinvolgere le associazioni di categoria, le scuole di formazione per parrucchieri ed estetisti, i network dei saloni, per diffondere il messaggio in modo capillare da Napoli a Milano.

We in Action a Napoli: l’importanza di fare squadra contro i tumori cutanei

We in Action è arrivato all’ottava edizione ed è ormai un punto di riferimento per chi si occupa di tumori cutanei in Italia. L’evento multidisciplinare, in corso a Napoli, mette al centro l’importanza di fare squadra nella prevenzione e racconta le nuove frontiere nella lotta contro i tumori cutanei. Non solo farmaci e chirurgia, ma comunicazione, prevenzione, supporto psicologico, corretta informazione.

Il melanoma è un tumore che negli ultimi dieci anni ha cambiato volto grazie all’immunoterapia e alle terapie target, ma la diagnosi precoce resta l’arma più efficace. Un melanoma intercettato quando è sottile, meno di un millimetro, ha tassi di guarigione vicini al 95 per cento. Se arriva tardi, quando è spesso e ha già dato metastasi, la battaglia diventa molto più difficile. Per questo l’attenzione alle zone nascoste come cuoio capelluto e unghie è fondamentale.

Giuseppe Bergomi testimonial per il terzo anno: lo sport al fianco della prevenzione

Per il terzo anno consecutivo, testimonial di We in Action è Giuseppe Bergomi. L’ex campione dell’Inter e della Nazionale, oggi apprezzato opinionista, ha scelto di legare il suo nome alla lotta contro il melanoma. La sua presenza a Napoli ha dato forza mediatica all’appello della Fondazione Melanoma. Bergomi non è un medico, ma è un uomo che parla a milioni di italiani, a famiglie, a giovani. Il suo messaggio è semplice: non sottovalutate i nei, controllatevi, fate prevenzione, perché lo sport insegna che la partita più importante è quella della salute.

Il campione ha incontrato pazienti, medici, volontari, ha ascoltato storie di chi ha scoperto il melanoma tardi proprio perché era nascosto sotto i capelli o sotto l’unghia. Storie che hanno rafforzato la convinzione che servano sentinelle diffuse, persone formate che possano dire una frase semplice ma che salva la vita: hai mai fatto vedere questa macchia.

Come riconoscere un melanoma sospetto su cuoio capelluto e unghie: i segnali da non ignorare

Riconoscere un melanoma non è sempre facile, ma ci sono regole pratiche che tutti possono ricordare. Per i nei del cuoio capelluto vale la regola dell’ABCDE: Asimmetria, Bordi irregolari, Colore non uniforme, Diametro superiore a 6 millimetri, Evoluzione nel tempo. Se un neo cambia in fretta, se prude, se sanguina, se forma una crosta che non guarisce, va fatto vedere subito.

Per le unghie, attenzione a una linea scura verticale che non scompare, che si allarga, che è presente su una sola unghia, soprattutto pollice, alluce o indice. Attenzione se il colore si estende alla pelle attorno, se l’unghia si spacca o si deforma, se compare un nodulo rosato sotto l’unghia. Non copritelo con smalto, non aspettate che passi da solo. Un controllo dermatologico con dermatoscopia dura pochi minuti e può fare la differenza.

Prevenzione melanoma: cosa fare ogni giorno oltre ai controlli

La prevenzione del melanoma non è solo controllo dei nei, ma anche protezione dal sole, attenzione alle lampade abbronzanti, cura della pelle. Il cuoio capelluto va protetto con cappelli nelle ore più calde, soprattutto in chi ha capelli radi o rasati. Le unghie non vanno traumatizzate con ricostruzioni aggressive continue, e lo smalto semipermanente non deve essere usato per nascondere striature sospette.

L’appello finale della Fondazione Melanoma da Napoli è un invito alla collaborazione. Se sei un parrucchiere, un barbiere, un’estetista, puoi diventare sentinella. Se sei un cliente, chiedi al tuo professionista di fiducia di segnalarti se vede qualcosa di strano. È un gesto semplice, umano, che costa poco e può salvare una vita. Perché il melanoma nelle zone nascoste si sconfigge solo se qualcuno, oltre a te, impara a guardare dove di solito non si guarda.

Fonte Adnkronos

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