Melito Porto Salvo, il consiglio comunale sulla sanità locale: una comunità che chiede risposte e un ospedale da difendere

Melito Porto Salvo vive settimane decisive per il futuro della sanità territoriale. La convocazione del consiglio comunale dedicato alla tutela dell’ospedale Tiberio Evoli arriva in un clima di forte mobilitazione popolare e crescente preoccupazione per la desertificazione dei servizi sanitari nell’Area Grecanica.

Melito Porto Salvo:  è il cuore pulsante di una battaglia civile che coinvolge cittadini, comitati, istituzioni e operatori sanitari.

Nei primi giorni di giugno, davanti all’ospedale, la comunità ha dato prova di una partecipazione straordinaria: in sole quattro ore sono state raccolte 8.000 firme per chiedere il potenziamento del presidio e lo stop allo smantellamento dei servizi ex INAM, trasferiti a Roghudi senza adeguati collegamenti pubblici. Un segnale forte, che ha spinto il Comune di Melito Porto Salvo a convocare un consiglio comunale straordinario per definire una linea politica chiara e condivisa.

Un territorio esasperato: la mobilitazione davanti al Tiberio Evoli.

La mobilitazione popolare è stata descritta dai comitati come “travolgente e immediata”. Il dato delle 1.000 firme raccolte in poche ore non è soltanto un numero: è la fotografia di un territorio che sente minacciato il proprio diritto alla salute.

Secondo il Comitato Cittadino per la Tutela della Sanità, la comunità non è più disposta ad accettare lo svuotamento dei servizi sanitari locali, né la chiusura di presidi fondamentali come la Guardia Medica di Roccaforte del Greco. La richiesta principale è chiara: elevare il Tiberio Evoli a ospedale Spoke, sul modello di Locri e Polistena, garantendo personale stabile, diagnostica potenziata e servizi di prossimità.

Il ruolo del consiglio comunale: un passaggio politico decisivo

Il consiglio comunale di Melito Porto Salvo, convocato per discutere la situazione sanitaria, rappresenta un momento cruciale. L’obiettivo è definire una strategia istituzionale capace di contrastare la progressiva desertificazione dei servizi sanitari nell’Area Grecanica.

L’Azienda Sanitaria Provinciale ha rassicurato che l’ospedale di Melito Porto Salvo è considerato un presidio strategico da rafforzare, ma la comunità attende fatti concreti. La discussione in aula dovrà affrontare temi urgenti: carenza di personale, trasferimento dei servizi specialistici, potenziamento della diagnostica, ristrutturazione del Pronto Soccorso e attivazione di nuove unità operative.

Le criticità: personale insufficiente e servizi trasferiti

Tra le principali criticità evidenziate dalle fonti locali emerge la carenza di personale medico, un problema che l’Asp sta cercando di affrontare con procedure di reclutamento già avviate.

Il trasferimento dei servizi ex INAM a Roghudi, senza trasporti pubblici adeguati, è stato definito dai comitati una “spoliazione” che penalizza soprattutto anziani e persone fragili. Il sindaco Annunziato Nastasi ha denunciato pubblicamente la decisione, dichiarando di essere pronto a “fare le barricate” e offrendo all’Asp locali comunali in comodato d’uso gratuito per mantenere i servizi a Melito Porto Salvo.

Gli investimenti annunciati: oncologia, radiologia e pronto soccorso

Nonostante le criticità, alcune notizie positive arrivano dalla Regione e dall’Asp.

Sono stati stanziati circa 486 mila euro per l’adeguamento dei locali destinati alla nuova Unità Operativa di Oncologia, un servizio fondamentale per l’intera area jonica meridionale. Inoltre, è stato predisposto il progetto di fattibilità per la ristrutturazione del Pronto Soccorso, accompagnato da una richiesta integrativa di risorse alla Regione Calabria.

La Radiologia è stata potenziata con nuove apparecchiature e l’inserimento di un medico radiologo, permettendo l’ampliamento delle sedute di Risonanza Magnetica, comprese prestazioni ad alta complessità.

La voce dei cittadini: dignità, rabbia e richiesta di unità

La mobilitazione non è solo una protesta, ma un appello alla politica locale affinché superi divisioni e campanilismi.

Il Comitato Cittadino ha criticato l’assenza di molti consiglieri comunali ai banchetti della raccolta firme, definendola “inaccettabile”. L’appello pubblico rivolto ai sindaci dell’Area Grecanica chiede un fronte unico per difendere il Tiberio Evoli e i servizi sanitari di prossimità.

Tra le richieste principali:
– presenza fisica dei rappresentanti istituzionali ai banchetti;
– consigli comunali aperti e delibere unitarie;
– un comitato unico dei sindaci per trattare con l’Asp;
– sostegno al ricorso al TAR contro lo spostamento dei servizi specialistici.

Il contesto politico: dieci anni di criticità e responsabilità diffuse

Le analisi pubblicate dai media locali ricordano che la crisi sanitaria dell’Area Grecanica non nasce oggi. Secondo alcune ricostruzioni, il declino dei servizi sarebbe il risultato di dieci anni di scelte politiche sbagliate, fondi svaniti e mancate programmazioni.

Il trasferimento dei servizi ex INAM è solo l’ultimo capitolo di una storia complessa, che ha visto alternarsi promesse, annunci e interventi insufficienti. L’attuale amministrazione, secondo le fonti, sta tentando di arginare un processo iniziato molto prima, cercando soluzioni immediate e dialogando con l’Asp per mantenere i servizi sul territorio.

Cosa può decidere il consiglio comunale: scenari e prospettive

Il consiglio comunale di Melito Porto Salvo ha davanti a sé diverse possibili linee di azione:
– approvare una delibera unitaria a sostegno del potenziamento dell’ospedale;
– chiedere formalmente alla Regione l’elevazione del Tiberio Evoli a ospedale Spoke;
– sostenere il ricorso al TAR contro il trasferimento dei servizi;
– avviare un tavolo permanente con l’Asp e i sindaci dell’Area Grecanica;
– promuovere una programmazione sanitaria che tenga conto delle reali esigenze del territorio.

Conclusione: Melito Porto Salvo chiede una sanità dignitosa

Il consiglio comunale dedicato alla sanità locale non è un semplice appuntamento istituzionale: è il punto di incontro tra la voce dei cittadini e la responsabilità della politica.

Melito Porto Salvo chiede risposte, chiede servizi, chiede dignità. L’ospedale Tiberio Evoli è il simbolo di una comunità che non vuole essere abbandonata e che, con forza e partecipazione, sta dimostrando di voler difendere il proprio diritto alla salute.

Da Bova Marina, tanti hanno firmato a Melito, e il sottoscritto ha, per ora, raccolto circa 50 firme, chi volesse, puo’ inviare la richiesta del modulo agli organizzatori, oppure a e direttamente via whatsapp 3473142298 Giuseppe Criseo


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