Melito

Da domani a Melito parte la raccolta firme per elevare l’Ospedale Tiberio Evoli a Spoke, bloccare lo smantellamento dell’ex INAM e chiedere navetta per Roghudi. Orari e luoghi dei banchetti.

Ospedale Tiberio Evoli: da domani a Melito parte la raccolta firme per difendere la sanità dell’Area Grecanica

Ospedale Tiberio Evolie, ex INAM, navetta per Roghudi e ricorso al TAR. Sono queste le tre richieste al centro della mobilitazione che da domani lunedì parte a Melito di Porto Salvo. L’Area Grecanica si prepara a una raccolta firme popolare per chiedere il rilancio dell’ospedale cittadino e per fermare lo smantellamento dei servizi sanitari locali.

Il messaggio è chiaro e diretto: *ORA BASTA RAPINE SANITARIE!* I cittadini vogliono che il “Tiberio Evoli” a Melito venga elevato a Ospedale Spoke, sullo stesso livello di Locri e Polistena. Solo così, dicono i promotori, si può garantire il diritto alla salute a chi vive nell’entroterra e alleggerire il GOM di Reggio Calabria, ormai al collasso.

 

 Ospedale Tiberio Evoli: la comunità dell’Area Grecanica dice basta dopo lo scippo a Melito

Domani, lunedì, Melito di Porto Salvo si mobilita. Parte la raccolta firme per chiedere il rilancio dell’*Ospedale Tiberio Evoli* e per opporsi allo smantellamento dell’ex sede INAM. Un’iniziativa nata dal basso, senza bandiere di partito, che unisce cittadini, associazioni e comitati. L’obiettivo è uno solo: difendere il diritto alla salute nell’Area Grecanica, una zona già penalizzata da anni di tagli e declassamenti.

La parola d’ordine è “elevarlo a Ospedale Spoke”. Melito chiede di essere messa sullo stesso piano di Locri e Polistena. Non una richiesta di privilegio, ma di equità. Perché quando un territorio resta senza servizi essenziali, a pagarne le conseguenze sono sempre i più fragili: anziani, malati cronici, famiglie senza auto.

 Ex INAM: addio ai servizi, odissea per i pazienti

Il nodo più caldo riguarda la chiusura dei servizi dell’ex INAM. Da quando quei locali hanno smesso di funzionare, chi ha bisogno di visite, analisi o terapie è costretto a spostarsi verso Roghudi e Annà. Il problema? Non esiste una linea di autobus pubblico che colleghi Melito a quei centri.

Il risultato è un’odissea quotidiana. Chi non ha un’auto deve chiedere passaggi, spendere per taxi privati o rinunciare alle cure. Per una persona anziana, con difficoltà motorie, significa trasformare una semplice visita in un’impresa. La Calabria è già prima in Italia per “fuga per curarsi”. Se togliamo anche l’ultimo presidio territoriale, rischiamo di far morire l’Area Grecanica, non solo dal punto di vista sanitario.

Le 3 richieste ai cittadini: Spoke, TAR e navetta

I promotori della raccolta firme hanno messo nero su bianco tre richieste precise da portare al Sindaco, all’ASP di Reggio Calabria e alla Regione:

1. Il “Tiberio Evoli” Ospedale Spoke*
Elevare l’ospedale a struttura Spoke significa dotarlo di reparti potenziati, pronto soccorso attivo H24 e capacità di ricovero adeguata. Una scelta che decongestionerebbe il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove i reparti scoppiano e i tempi d’attesa diventano biblici. Locri e Polistena hanno già questo status. Melito chiede lo stesso trattamento, perché l’entroterra grecanico merita gli stessi diritti della costa.

2. Ricorso al TAR subito
La seconda battaglia è legale. Si chiede al Comune di presentare immediatamente ricorso al TAR per bloccare lo “scippo” dell’ex INAM. I locali ci sono, sono gratuiti e messi a disposizione dal Comune stesso. Lasciarli vuoti mentre i cittadini migrano verso altri ospedali è una scelta che nessuno riesce a spiegare. Il ricorso servirebbe a congelare la situazione e aprire un tavolo di confronto vero con la Regione.

3. Navetta e punto di accoglienza
Nel frattempo, serve una soluzione tampone ma urgente. Un punto di assistenza nei vecchi locali dell’INAM per le prime necessità e un bus navetta immediato per Roghudi, sincronizzato con gli arrivi del treno. Un servizio minimo, che costerebbe poco ma cambierebbe la vita a decine di persone ogni giorno.

 Dove firmare da domani: date, orari e luoghi

La raccolta firme popolare parte domani lunedì. I banchetti saranno attivi tutti i giorni dalle 16:00 alle 20:00 in due punti strategici di Melito:

*📍 Viale Garibaldi – Davanti all’Ospedale Tiberio Evoli*
Qui troverai i volontari del comitato. Firmare davanti all’ospedale ha un valore simbolico forte: è il luogo che vogliamo salvare.

*📍 Via T. Minicuci – Ex sede INAM*
Proprio dove fino a poco tempo fa funzionavano i servizi. Firmare qui significa ricordare cosa abbiamo perso e cosa vogliamo riavere.

*⚠️ Attenzione: porta con te un documento d’identità valido*. Senza documento la firma non può essere registrata. È una regola imposta per la validità legale della raccolta firme, quindi non dimenticarlo.

 Perché questa battaglia riguarda tutti noi

Difendere l’*Ospedale Tiberio Evoli* non è una questione “di Melito”. È una questione dell’intera Area Grecanica: Roghudi, Condofuri, Bova, Bova Marina, Montebello Jonico. Tutti i paesi che gravitano attorno a Melito usano quell’ospedale come punto di riferimento.

Quando un ospedale viene declassato, non perde solo posti letto. Perde medici, infermieri, specialisti. Perde attrattività. E un territorio senza sanità perde abitanti. I giovani vanno via, le famiglie scelgono di trasferirsi più vicino ai grandi centri. Restano solo gli anziani, quelli che meno di tutti possono permettersi di viaggiare per ore.

La Calabria ha già il record negativo della mobilità sanitaria passiva. Ogni anno milioni di euro escono dalla regione perché i cittadini vanno a curarsi al Nord. Tenere aperto e potenziare il Tiberio Evoli significa invertire questa rotta. Significa dire che anche qui, nell’angolo più a sud d’Italia, la salute è un diritto e non un lusso.

“Uniti si vince, divisi abbiamo già perso”

Questo è lo slogan che i volontari ripeteranno nei prossimi giorni davanti ai banchetti. Perché la storia ci insegna una cosa semplice: quando le comunità si dividono, le decisioni calano dall’alto senza confronto. Quando le comunità si uniscono, le istituzioni sono costrette ad ascoltare.

La raccolta firme è solo il primo passo. Servirà a dimostrare, con numeri alla mano, che i cittadini non accettano il ridimensionamento della sanità locale. Servirà a dare forza al Sindaco quando andrà a trattare con ASP e Regione. Servirà a dire che l’Area Grecanica esiste, resiste e pretende rispetto.

 Come puoi aiutare da subito

Non puoi andare a firmare? Puoi comunque fare la differenza.

1. *Condividi questo post* su WhatsApp, Facebook, Instagram. Più persone sanno della raccolta, più firme si raccoglieranno.
2. *Tagga amici e parenti dell’Area Grecanica* nei commenti. Spesso basta un tag per ricordare a qualcuno di passare al banchetto.
3. *Parlane con il tuo medico di base*. Lui conosce meglio di chiunque le difficoltà dei pazienti senza mezzi.
4. *Vieni a firmare anche se sei di un paese vicino*. Questa battaglia ci riguarda tutti.

 Il Tiberio Evoli merita di più

L’Ospedale Tiberio Evoli ha una storia lunga. Ha assistito generazioni di grecanici. Ha retto durante le emergenze, quando il GOM era intasato. Declassarlo oggi, dopo anni di sacrifici del personale sanitario, sarebbe un errore che pagheremo tutti.

Elevare Melito a Ospedale Spoke non è utopia. È una scelta politica. Costa meno che costruire nuove strutture da zero. Sfrutta edifici già esistenti. E soprattutto, risponde a un bisogno reale di migliaia di persone.

Da domani si firma. Da domani si alza la voce. Perché la salute non si contratta, non si smantella, non si riduce a un numero su un bilancio regionale.

Uniti si vince. Corri a firmare.

Condividi sui social