Nicolae Novacenco espulso dopo il video sulla Milano-Meda: il legale annuncia ricorso al Tar

Aveva contribuito a bloccare la Milano-Meda, a pochi chilometri da Milano, per girare un video musicale insieme a decine di giovani in scooter. Ora per Nicolae Novacenco, rapper moldavo di 31 anni conosciuto con il nome d’arte Bratan, è arrivata l’espulsione dall’Italia. Il provvedimento, come ricostruisce l’Ansa, è stato annunciato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il suo legale annuncia ricorso al Tar.

È questo l’ultimo sviluppo di una vicenda che ha fatto molto discutere e che ha riportato al centro il tema della sicurezza stradale, dell’uso dei social per azioni pericolose e dei provvedimenti di allontanamento per motivi di ordine pubblico.

Cosa è successo sulla Milano-Meda

Tutto nasce da un video diventato virale sui social. Un gruppo di giovani in scooter, decine di mezzi, blocca la carreggiata della Milano-Meda, una delle arterie più trafficate alle porte di Milano, per girare le scene di un video musicale.

Le immagini mostrano scooter che occupano le corsie, impennate, sorpassi pericolosi, traffico bloccato e automobilisti costretti a fermarsi. Un’azione organizzata, non un episodio isolato, realizzata per ottenere visibilità online.

Il video, attribuito al rapper moldavo Bratan, al secolo Nicolae Novacenco, 31 anni, ha immediatamente scatenato reazioni e segnalazioni. La Polizia Stradale e la Digos hanno avviato gli accertamenti per identificare i partecipanti.

Chi è Nicolae Novacenco, in arte Bratan

Nicolae Novacenco è un rapper di origine moldava di 31 anni, conosciuto sulla scena trap e sui social con il nome d’arte di Bratan. Residente in Italia da tempo, ha costruito la sua notorietà anche attraverso video e contenuti ad alto impatto visivo.

Proprio la ricerca di visibilità è al centro della contestazione. Secondo quanto ricostruito, il blocco della Milano-Meda sarebbe stato organizzato appositamente per girare il video musicale, mettendo a rischio l’incolumità di chi partecipava e di chi si trovava a transitare in quel momento sulla superstrada.

L’espulsione annunciata dal ministro Piantedosi

A dare notizia del provvedimento di espulsione è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Come riportato dall’Ansa, nei confronti di Novacenco è stato adottato un provvedimento di allontanamento dall’Italia per motivi di ordine e sicurezza pubblica.

Si tratta di una misura prevista dal Testo Unico sull’Immigrazione quando la presenza di un cittadino straniero viene ritenuta incompatibile con la sicurezza dello Stato e con la tutela dell’ordine pubblico, soprattutto in presenza di comportamenti che hanno creato grave allarme sociale.

L’espulsione è stata eseguita come conseguenza diretta dell’episodio della Milano-Meda, considerato particolarmente grave per le modalità e per il pericolo creato per la circolazione stradale.

Il legale annuncia ricorso al Tar: la difesa di Bratan

Immediata la replica della difesa. Il legale di Nicolae Novacenco ha annunciato ricorso al Tar contro il provvedimento di espulsione.

Secondo la linea difensiva, il provvedimento sarebbe sproporzionato rispetto ai fatti contestati e non terrebbe conto della situazione personale e del radicamento del suo assistito in Italia. Il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale punterà a ottenere la sospensione dell’efficacia dell’espulsione e il suo successivo annullamento.

Il Tar sarà quindi chiamato a valutare se il provvedimento sia legittimo, motivato e proporzionato, bilanciando da un lato l’interesse pubblico alla sicurezza e dall’altro i diritti individuali.

Blocco stradale per un video: cosa si rischia

L’episodio della Milano-Meda riapre un tema più ampio. Bloccare una strada per girare un video senza autorizzazioni non è una bravata, è un reato e una condotta che mette in pericolo la vita delle persone.

Il Codice della Strada punisce con sanzioni severe chi ostacola la circolazione, chi organizza manifestazioni non autorizzate su strada e chi pone in essere comportamenti pericolosi alla guida. A questo si aggiungono eventuali profili penali come l’interruzione di pubblico servizio e il pericolo per l’incolumità pubblica.

Quando poi il video viene diffuso sui social per ottenere visualizzazioni, si aggiunge un effetto emulativo che le forze dell’ordine guardano con grande attenzione. Negli ultimi mesi sono aumentati i casi di giovani che bloccano strade, piazze o gallerie per girare clip musicali o challenge.

Perché l’espulsione fa discutere

Il caso di Bratan divide l’opinione pubblica. Da una parte chi ritiene giusto un segnale forte dello Stato contro chi usa la strada come un set privato, mettendo a rischio gli altri. Dall’altra chi si interroga sulla proporzionalità dell’espulsione rispetto a un fatto, seppur grave, legato alla circolazione stradale.

È un dibattito che va oltre il singolo episodio e che riguarda il modo in cui l’Italia gestisce i comportamenti che creano allarme sociale e il confine tra sanzione penale, sanzione amministrativa e misura di prevenzione come l’espulsione.

Il ricorso al Tar sarà decisivo per capire se il provvedimento reggerà al vaglio giurisdizionale.

Cosa succede ora

Con il ricorso annunciato dal legale, la vicenda entra nella fase giudiziaria amministrativa. Il Tribunale Amministrativo Regionale dovrà decidere se sospendere in via cautelare l’espulsione in attesa della discussione di merito.

Nel frattempo restano aperte anche le posizioni degli altri giovani che hanno partecipato al blocco della Milano-Meda in scooter. Le identificazioni sono in corso e non si escludono ulteriori sanzioni e denunce.

La vicenda Bratan diventa così un caso simbolo. Un video per la musica, pochi minuti di blocco stradale, ma conseguenze molto pesanti che ora dovranno essere valutate da un giudice.

Condividi sui social