15 Giugno 2026 20:13
Il Tesoro Sommerso di Kaulon: Archeologia Subacquea e Storia Antica a Monasterace
Monasterace (RC), 2 agosto 2025 – Nelle acque cristalline antistanti il Parco Archeologico di Kaulon, presso Punta Stilo, nel comune di Monasterace, si cela un patrimonio di inestimabile valore storico e archeologico: una vasta area sommersa che custodisce i segreti dell’antica colonia achea. Un vero e proprio museo subacqueo, reso accessibile a subacquei e appassionati di snorkeling grazie alla sua modesta profondità, che continua a svelare frammenti di una civiltà gloriosa. L’archeologia subacquea Kaulon è un tesoro da esplorare.
Nel corso dei secoli, fenomeni naturali come l’erosione costiera e il bradisismo hanno provocato un arretramento della linea di costa di circa 300 metri rispetto all’epoca d’oro della colonia achea. Ciò che un tempo era terra emersa, oggi riposa tra i 7,5 e i 3 metri di profondità, offrendo uno spettacolo unico per chi si avventura nelle sue acque. Questo sito rende l’antica Kaulon sommersa una meta affascinante.
Questa eccezionale area archeologica sommersa è caratterizzata dalla presenza di numerosi elementi architettonici, sia lavorati che semilavorati. Si possono ammirare rocchi e basi di colonne ioniche scanalate, blocchi squadrati di varie dimensioni, blocchi grezzi di cava e persino bitte di ormeggio, testimonianze concrete della fervente attività edilizia e portuale dell’antica Kaulon. Il sito archeologico Monasterace offre uno sguardo sul passato.
L’importante giacimento subacqueo, che conta oltre 200 reperti di epoca greca, è stato interpretato dagli archeologi come un’area di lavorazione di elementi architettonici, forse una vera e propria “cava” sommersa, oppure come i resti di un tempio in corso di costruzione, non ultimato per ragioni ancora non del tutto chiare. Le colonne, in base a confronti stilistici, sono databili probabilmente tra il 480 e il 470 a.C., fornendo una preziosa finestra sul periodo classico della Magna Grecia. La storia antica Calabria si rivela nelle sue acque.
Alcuni di questi preziosi materiali architettonici e altri reperti, tra cui due kadoi (contenitori in terracotta ancora pieni di pece, un prodotto che rese celebre la Calabria nell’antichità), sono stati recuperati e sono oggi visibili nella Sezione di Archeologia Subacquea del Museo di Monasterace. Tuttavia, la gran parte di questo inestimabile patrimonio giace ancora sott’acqua, immerso in un vivace ecosistema marino. L’antica Kaulon reperti sono una testimonianza unica.
Un Museo Sommerso: esplorare i reperti di Kaulon tra storia e vita marina
L’area archeologica sommersa dell’antica Kaulon a Monasterace è molto più di un semplice sito di rovine: è un vero e proprio museo subacqueo, dove la storia millenaria si fonde con la vibrante vita marina. La sua accessibilità è uno dei suoi punti di forza, permettendo a un vasto pubblico di ammirare le sue meraviglie.
Il giacimento, con oltre 200 reperti di epoca greca, offre uno spettacolo mozzafiato. Rocchi di colonne, basi ioniche scanalate e blocchi squadrati riposano sul fondale, avvolti dalla storia e circondati da un ecosistema marino ricco e colorato. Donzelle variopinte danzano tra le rovine, mentre piccole e diffidenti cernie si nascondono tra i blocchi. Ricci, nudibranchi, polpi, triglie e castagnole completano il quadro, rendendo ogni immersione un’esperienza unica che unisce archeologia e biologia marina. L’archeologia subacquea Calabria è un’attrazione di grande valore.
La bassissima profondità del sito, che varia tra i 7,5 e i 3 metri, è un fattore chiave che lo rende unico nel suo genere. Questa caratteristica permette l’esplorazione non solo ai subacquei con brevetto d’immersione, ma anche a chiunque voglia cimentarsi nello snorkeling o nell’apnea. Bastano maschera, boccaglio e pinne per immergersi in questo incredibile scenario e scoprire i segreti dell’antica Kaulon. Questa accessibilità rende l’antica Kaulon sommersa una destinazione per tutti.
L’interpretazione del sito come un’area di lavorazione di elementi architettonici o come un tempio incompiuto aggiunge un velo di mistero e fascino. Immaginare antichi artigiani al lavoro o un cantiere bloccato nel tempo, circondati da colonne che non hanno mai raggiunto la loro destinazione finale, è un’esperienza suggestiva. Le colonne, databili tra il 480 e il 470 a.C., testimoniano l’importanza di Kaulon nel periodo classico, un’epoca di grande splendore per la Magna Grecia. Il sito archeologico Monasterace è un luogo di grande fascino.
Alcuni dei materiali recuperati, tra cui i famosi kadoi pieni di pece, sono oggi esposti al Museo di Monasterace, nella Sezione di Archeologia Subacquea. Questo offre un’opportunità preziosa per approfondire la conoscenza del sito e per comprendere il contesto storico e produttivo di Kaulon, famosa anche per l’esportazione di pece. L’antica Kaulon reperti sono una risorsa preziosa per la ricerca.
L’area archeologica sommersa di Kaulon è, quindi, un luogo dove il passato e il presente si incontrano, offrendo un’esperienza immersiva (in tutti i sensi) nella storia e nella natura.
Misteri Marini: i cannoni del XVII secolo e la storia di Kaulon
Oltre ai resti dell’antica colonia greca, le acque di Monasterace custodiscono altri intriganti reperti: alcuni cannoni in ghisa risalenti al XVII secolo, adagiati sul fondale in due gruppi distinti. Questa scoperta, slegata da contesti di naufragio classici, aggiunge un ulteriore strato di mistero e storia all’area subacquea di Kaulon. Le scoperte subacquee Monasterace sono sempre sorprendenti.
Il ritrovamento di cannoni senza la presenza di un relitto o di segni evidenti di un naufragio è piuttosto raro. Gli archeologi e gli storici hanno avanzato diverse ipotesi per spiegare la loro presenza. Potrebbe trattarsi di un “alleggerimento d’urgenza” di un’imbarcazione in difficoltà, costretta a disfarsi del suo carico più pesante per evitare l’affondamento durante una tempesta o un’emergenza. Questa pratica era comune per salvare la nave e il suo equipaggio.
Un’altra possibilità è che i cannoni siano legati a “vicende storiche locali” meno documentate, come conflitti marittimi, strategie difensive o persino atti di pirateria. Il XVII secolo fu un’epoca di intense attività navali nel Mediterraneo, con rotte commerciali trafficate e incursioni di corsari. Questi cannoni potrebbero essere la testimonianza silenziosa di uno di questi eventi. Il tesoro sommerso Kaulon include anche relitti moderni.
Uno di questi cannoni è stato recuperato ed è ora esposto nel cortile del Museo Archeologico dell’antica Kaulon. Questo permette ai visitatori di ammirare da vicino un manufatto che racconta una storia diversa rispetto ai reperti greci, ma altrettanto affascinante, e di riflettere sulle complesse stratificazioni storiche del territorio. La presenza di manufatti di epoche diverse arricchisce il valore del sito archeologico Monasterace.
La ricerca e l’interpretazione di questi reperti di epoca moderna richiedono metodologie diverse rispetto all’archeologia classica, ma contribuiscono a comporre un quadro più completo della storia marittima e terrestre della Calabria. Il ritrovamento di questi cannoni evidenzia ancora una volta la ricchezza e la varietà del patrimonio culturale sommerso nelle acque di Monasterace, rendendo ogni immersione un’opportunità di scoperta. Le storie di mare Calabria si intrecciano con la storia del luogo.
Formazione e divulgazione: il campo scuola di archeologia subacquea a Monasterace
L’area archeologica sommersa di Kaulon non è solo un sito da esplorare, ma anche un laboratorio a cielo aperto per l’apprendimento e la ricerca. Ogni anno, il Megale Hellas Diving Center organizza un campo scuola di archeologia subacquea, svolgendo un ruolo cruciale nella formazione di nuove generazioni di archeologi e appassionati. La formazione archeologia subacquea è un elemento chiave per la tutela del patrimonio.
Lo scopo principale del campo scuola è insegnare le metodologie e le tecniche specifiche che vengono utilizzate per l’individuazione, lo scavo, il recupero e la conservazione dei reperti archeologici provenienti dal mare. Queste operazioni richiedono competenze specialistiche, data la complessità dell’ambiente subacqueo e la delicatezza dei manufatti antichi. I partecipanti imparano a utilizzare attrezzature subacquee e strumenti archeologici in un contesto reale, sotto la guida di esperti.
Le attività del campo scuola non si limitano alla pratica subacquea. Vengono affrontati anche aspetti teorici, come la storia e l’archeologia della Magna Grecia, le tecniche di rilevamento e documentazione subacquea, e i principi di conservazione dei reperti una volta recuperati. Questo approccio olistico garantisce una formazione completa e approfondita.
La presenza di un sito così accessibile e ricco di reperti come quello di Kaulon rende il campo scuola del Megale Hellas Diving Center un’opportunità unica per chiunque sia interessato all’archeologia subacquea, sia a livello professionale che amatoriale. È un modo per contribuire attivamente alla scoperta e alla protezione del patrimonio culturale sommerso. La didattica archeologica Monasterace offre un’esperienza pratica.
Inoltre, iniziative come questa sono fondamentali per la divulgazione e la sensibilizzazione del pubblico. Insegnando le tecniche e i principi dell’archeologia subacquea
fonte, https://www.facebook.com/associazionemisteryhunters







