Sparatoria a Monreale, gli indagati cercano di scaricare la colpa, gli inquirenti cercano 2 pistole, ancora irreperibili

Gli indagati della sparatoria di Monreale, che causarono la morte di Salvatore Turdo 23 anni, Massimo Pirozzo e Andrea Miceli entrambi 26enni, e ferito un 33enne e un 16enne, (ricoverati al Policlinico di Palermo, non in pericolo di vita), cercano di scaricarsi la colpa, nello specifico sarebbe proprio Mattias Conti accusato in concorso con Salvatore Calvaruso e Samuel Acquisto ad asserire davanti al giudice Ivana Vassallo, di aver sparato “in aria e non sulla folla”, seppur l’avvocato che difende Calvaruso, ha affermato che i testimoni più accreditati, hanno visto sparare sulla folla, un giovane che indossava quella notte ( il 27 aprile scorso), un giubbotto bianco, per questo motivo le dichiarazioni di Conti vengono considerate come “premature considerato che ancora non c’è il risultato degli esami balistici compiuti dai carabinieri, non sappiamo la distanza dalla quale sono stati esplosi i colpi e le traiettorie precise”.

Ma sparare in aria può essere un’attenuante, ed inoltre qual era il reale scopo di questi spari ?

L’avvocato, Francesco Oddo, difensore di Conti ha evidenziato che le immagini di videosorveglianza, considerate “poco chiare”, non inquadrerebbero mai Conti.

Colpi esplosi da 2 pistole ben distinte, che non sono ancora state trovate dagli investigatori 

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