13 Agosto 2026 21:23
Montebello Jonico si prepara al voto: riflessioni di don Giovanni Zampaglione sulle elezioni comunali del 24 e 25 maggio
Tra tre giorni anche Montebello Jonico si recherà alle urne per scegliere il nuovo sindaco e la nuova amministrazione comunale. L’appuntamento è fissato per domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026, in occasione delle elezioni comunali che coinvolgeranno 77 comuni della Calabria. In questo clima di attesa, le parole di don Giovanni Zampaglione, parroco di Masella e Montebello Jonico, offrono uno spunto di riflessione profonda sul senso dell’impegno politico e sul dovere di partecipazione dei cittadini.
Don Giovanni, che in questi anni si è fatto portavoce delle “grida”, delle esigenze e delle problematiche della gente, ha voluto condividere alcune considerazioni in vista della prossima tornata elettorale. Il suo intervento parte da una citazione di Giorgio La Pira che vale la pena ricordare: “Non si dica quella frase poco seria: la politica è una cosa brutta”. Un’affermazione che invita a restituire dignità all’impegno pubblico e a riconoscere il valore di chi sceglie di mettersi al servizio della comunità.
*Il valore dell’impegno politico secondo la tradizione cristiana*
Per don Zampaglione, l’impegno politico non può essere visto come un’attività secondaria o sporca. Al contrario, è un campo in cui si giocano scelte concrete che incidono sulla vita quotidiana delle persone. L’impegno politico, sottolinea il parroco, deve convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tessuta di preghiera e meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità.
Queste virtù, tipiche della dottrina sociale della Chiesa, diventano criterio di valutazione per chi si candida e per chi vota. Non si tratta di fare propaganda, ma di richiamare tutti alla responsabilità. I cristiani, afferma don Giovanni, non possono “giocare da Pilato” lavandosi le mani di fronte ai problemi del territorio. Coinvolgersi nella politica è un obbligo per chi crede che il bene comune si costruisca con la presenza, il dialogo e l’azione.
*Ascoltare la voce dei cittadini: la missione del sindaco*
Un passaggio centrale del messaggio riguarda il ruolo del futuro sindaco di Montebello Jonico. Fare il sindaco, secondo don Zampaglione, è una “missione” che richiede sacrificio, ascolto e dedizione. La prima richiesta che rivolge ai candidati è chiara: ascoltare la voce dei cittadini per la risoluzione dei loro problemi.
Montebello Jonico, come molti centri della provincia di Reggio Calabria, convive con questioni concrete che non possono essere rimandate. Tra queste, il parroco cita l’acqua, la gestione dei rifiuti, la pulizia dei cimiteri, la manutenzione delle strade e tante altre problematiche che pesano sulla vita quotidiana. Sono problemi che non conoscono bandiere politiche, ma richiedono risposte rapide, trasparenti e durature.
L’invito è a guardare oltre le promesse elettorali e a valutare i programmi sulla base della fattibilità e della vicinanza ai bisogni reali. Un’amministrazione comunale deve prendere coscienza dei problemi di tutto il territorio comunale, senza dimenticare i paesi interni che spesso rischiano di rimanere ai margini delle decisioni.
*Voto libero e consapevolezza: l’appello ai cittadini di Montebello Jonico*
Il messaggio di don Giovanni si rivolge anche direttamente agli elettori. In vista del voto del 24 e 25 maggio, l’invito è ad aprire gli occhi e a esprimere un voto libero, pensato per il bene della comunità.
Il rischio, ricorda il parroco, è farsi ingannare da facili promesse o da programmi che non verranno mai realizzati. La democrazia locale funziona solo se i cittadini partecipano con spirito critico e con la volontà di chiedere conto a chi viene eletto. Votare significa scegliere chi dovrà gestire la cosa pubblica con serietà, competenza e attenzione alla persona.
La provocazione lanciata da don Zampaglione colpisce nel segno: “Spesso tanti hanno detto questo: ma noi siamo figli di un Dio minore perché siamo dimenticati, o figli che amano il proprio paese e lo vorrebbero diverso e migliore?” Una domanda che mette in discussione l’atteggiamento di rassegnazione e rilancia la speranza di un cambiamento possibile, se costruito insieme.
*Le elezioni comunali in Calabria: un’occasione per tutto il territorio*
Le elezioni del 24 e 25 maggio non riguardano solo Montebello Jonico. In tutta la Calabria sono chiamati al voto 77 comuni, pari al 19,1% dei comuni calabresi. Di questi, 5 superano i 15.000 abitanti e voteranno con il sistema maggioritario a doppio turno, mentre 72 sono sotto quella soglia e voteranno in un turno unico.
Per i comuni più piccoli, come Montebello Jonico, il voto assume un significato ancora più diretto. Qui il rapporto tra amministratore e cittadino è quotidiano, fatto di incontri, richieste e risposte immediate. La scelta del sindaco e del consiglio comunale incide direttamente sulla qualità dei servizi, sulla cura del territorio e sulla capacità di attrarre progetti e risorse.
*Programma e concretezza: cosa chiedere alla futura amministrazione*
Guardando a Montebello Jonico, l’elenco delle priorità è noto a chi vive il territorio. La gestione dell’acqua resta una questione centrale, soprattutto nei mesi estivi. La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti richiedono un’organizzazione efficiente per evitare degrado e sanzioni. La pulizia dei cimiteri e delle strade pubbliche è segno di rispetto verso i cittadini e verso la memoria della comunità.
Ma non basta risolvere l’ordinario. La futura amministrazione dovrà lavorare per creare opportunità, sostenere le attività locali, valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico del territorio ionico. Servono progetti che guardino al medio e lungo periodo, senza dimenticare la manutenzione ordinaria che troppo spesso viene trascurata.
Don Giovanni insiste su un punto: collaborazione, rimboccarsi le maniche, lavoro fatto con passione. Solo così, dice, un piccolo sogno e una piccola vittoria possono diventare realtà. Non servono miracoli, ma amministrazione seria, dialogo costante con la popolazione e trasparenza nelle decisioni.
*La partecipazione come responsabilità condivisa*
Il messaggio che emerge dalle riflessioni del parroco di Masella e Montebello Jonico è un richiamo alla responsabilità condivisa. La politica locale non può essere lasciata ai pochi, né vissuta con disinteresse. Ogni cittadino ha il compito di informarsi, confrontare i programmi, incontrare i candidati e poi scegliere con libertà.
La comunità di Montebello Jonico ha l’occasione di rinnovare la propria rappresentanza e di dare un segnale chiaro su quale direzione vuole prendere. Il voto libero, consapevole e orientato al bene comune è lo strumento più forte che i cittadini hanno per incidere sul futuro del proprio paese.
*Uno sguardo al futuro di Montebello Jonico*
L’augurio finale di don Zampaglione è che la futura amministrazione dedichi la massima attenzione alle tante problematiche della gente. Ascoltare e risolvere i problemi non è uno slogan, ma un metodo di lavoro che mette al centro la persona e il bene comune.
Se ci sarà collaborazione tra amministrazione, parrocchia, associazioni e cittadini, Montebello Jonico potrà affrontare le sfide con maggiore forza. Il territorio ha risorse, identità e voglia di crescere. Serve una guida che sappia valorizzarle senza dimenticare nessuno, dalle frazioni ai quartieri più centrali.
Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio rappresentano quindi un momento decisivo. Non è solo una scadenza elettorale, ma un’occasione per ridare slancio alla partecipazione e per ribadire che la politica, quando è vissuta come servizio, è una delle forme più alte di carità.
Montebello Jonico si trova davanti a una scelta che va oltre i nomi in lista. Si tratta di decidere che tipo di comunità si vuole costruire nei prossimi anni. E questa scelta, come ricorda don Giovanni, non può essere delegata ad altri. Spetta a ogni elettore, con il proprio voto, contribuire a scriverla.



