Napoli, associazione per delinquere in danno del Servizio Sanitario Nazionale, misure cautelari nei confronti di 69 indagati.

Napoli 11 Marzo 2025, al termine di una complessa indagine coordinar dalla Seconda sezione della Procura della Repubblica di Napoli, ha portato i militari N.A.S. di Napoli ad una esecuzione di ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere e arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le indagini preliminari, nei confronti di 69 persone di cui :

  • 18 in carcere;
  • 51 agli arresti domiciliari.

Tra gli indagati destinatari del provvedimento odierno, ci sono :

  • medici;
  • dipendenti dell’ASL Napoli 1 centro;
  • titolari di imprese funebri;
  • impiegati.

Corruzione truffa ai danni dei Servizio Sanitario Nazionale, falso materiale e ideologico commessi da pubblici ufficiali in atti pubblico, in certificati o autorizzazioni falsità ideologica commessa dal privato, peculato, concussione.

Le indagini hanno consentito infatti di accertare la sussistenza di tutta una serie di elementi, che delineano un grave quadro indiziario in ordine all’esistenza di un vincolo di natura associativa tra i vari indagati, stabile e duraturo nel tempo.

Identificati numerosi associati nel corso delle indagini, ed individuato il modus operandi nella realizzazione delle condotte criminose che si concretizzavano sempre con le medesime modalità.

Numero indeterminato di reati in materia di pubblica amministrazione

Gli associati si sarebbero ripartiti i compiti, con integrazioni ed alternanza dei ruoli.

L’organizzazione criminale diretta ed organizzata dai dirigenti medici, avrebbe osservato attività e compiti ben collaudati, volti a creare una vera e propria rete, ovvero :

  • referenti di varie imprese funebri operanti sul territorio cittadino;
  • procacciatori gravitanti nel mondo dell’invalidità civile, appartenenti a patronati CAF, e agenzi private
  • dipendenti pubblici in particolare soggetti in servizio presso l’Ufficio Cimiteriale e l’ufficio Anagrafe del Comune di Napoli.

I dirigenti medici al fine di garantirsi un notevole guadagno, avrebbero emesso, a fronte del pagamento di una somma di denaro, stabilita in base ad uno specifico tariffario i seguenti atti pubblici:

  • certificati necroscopici nei quali attestato falsamente che il medico legale ha constatato il decesso presso il domicilio del defunto, mentre in realtà l’intera documentazione viene redatta sottoscritta e consegnata agli impresari funebri dal medico legale, direttamente negli uffici del D.S. 24 di Napoli via Chiatamone 33, previo il pagamento di una somma di denaro, stabilita in base alla tipologia di certificazione da redigere.
  • Tale illecita procedura avrebbe consentito agli impresari funebri, di avviare celermente tutte le procedure funerarie, comprese le cremazioni del defunto, talvolta senza rispettare le competetene giurisdizionali del D.S. 24.
  • Certificazioni mediche attestanti false patologie che consentono ai singoli cittadini di ottenere indebitamente il beneficio del contrassegno per il parcheggio dei veicoli destinati al trasporto invalidi,
  • Le attività investigativa hanno consentito infatti di acquisire gravi indizi in merito alle condotte degli imprenditori operanti nel settore delle pompe funebri, i quali, a seguito del versamento di somme di denaro e titolo di tangente, denaro che poi successivamente viene  addebitato al privato sotto forma di costo del servizio funerario fornito, ottengano per i propri clienti il rilascio da parte dei medici legali del Distretto Sanitario 24 del certificato necroscopico, senza che venga effettuata la visita di DNA richiesti dalla normativa in materia.

Dalle attività di intercettazione ambientale effettuata all’interno degli Uffici del Distretto Sanitario 24, è emerso, infatti che il funzionario medico provvede alla redazione della certificazione necroscopica direttamente nel suo ufficio, dove si recano i referenti della diverse pompe funebri con tutta la documentazione necessaria, referenti nelle cui mani vengono poi consegnate le certificazioni false, dopo essere state sottoscritte dal medico.

Gli accertamenti compiuti dai CC Comando Nas di Napoli, hanno fatto emergere gravi indizi anche in relazione alle condotte dei dipendenti comunali, i quali svolgerebbero un ruolo cruciale all’interno dell’organizzazione criminale.

Gli stessi in qualità di ufficiali di “Stato Civile” previo il pagamento di una somma in denaro o la ricezione di altri benefici, avrebbero violato in modo sistematico le normative vigenti.

Avrebbero rilasciato irregolarmente autorizzazioni, (in particolare quotizzazioni al trasporti e alla cremazione di salma), senza un’effettiva verifica del decesso, presso il domicilio del defunto.

Omessa ogni forma di controllo in particolare in svariate occasioni non hanno verificato la genuinità delle firme apposte dai congiunti sulle autorizzazioni alla cremazione, in quanto la stessa non avveniva alla loro presenza consentendo così la falsificazione di tali documenti.

Tra i reati contestati ci sarebbe anche :

  • la divulgazioni di informazioni riservate in particolare spessissimo avrebbero informata gli impresari funebri, in merito all’esistenza di indagini a loro carico, consentendo loro di adottare misure, per ostacolare l’attività investigativa:
  • Numerosi gli accorgimenti tesi ad inquinare le prove e a consentire la reiterazione dei reati in particolare in più occasioni, hanno adottato condotte volte ad inquinare le prove, attraverso la falsificazione dei documenti relativi alle dichiarazione fornite dai congiunti dei defunti, nonché comportamento volti ad ostacolare l’attività investigativa, come mancata collaborazione e le informazioni false fornite alla polizia giudiziaria, delegata alle indagini;
  • gravi indizi sono ancora emersi a carico di diversi soggetti che attraverso false certificazioni emesse da uno dei medici indagati, avrebbero ottenuto dal comune di Napoli l’emissione del contrassegno per il parcheggio disabili, a favore di persone prive di problemi di deambulazione.

Ai 5 medici indagati è stato altresì contesto il reato di truffa aggravata in quanto gli stessi si sarebbero assentato ingiustificatamente dal posto di lavoro, attestando falsamente la propria presenza in sevizio.

Nel corso del esecuzione cautelare, di questa mattina sono stati rinvenuti e sequestrati :

  • 50mila euro nella disponibilità dei medici dell’ASL;
  • circa 10mila euro nella disponibilità dei dipendenti dell’Ufficio Cimiteriale di Napoli;
  • 3 autovetture sequestrate per equivalente, ai medici indagati per il delitto di corruzione;
  • certificati necroscopici e kit per il prelievo del Dna, nella disponibilità dei dipendenti delle imprese di pompe funebri.

Va evidenziato che il provvedimento è in fase d’indagine preliminare, pertanto vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva e irrevocabile.

Padova Bergamin

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