Napoli, tolte le ceneri del boss Emanuele Sibillo dall'altare

arrestate 21 persone

Napoli, tolte le ceneri del boss Emanuele Sibillo dall'altare
un momento teso
chesini garden
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L'urna funeraria con le ceneri del baby boss Emanuele Sibillo era all'interno di un altare dedicato alla Madonna al civico 26 di via Santissimi Filippo e Giacomo, nel cuore di Napoli, dove risiede la famiglia Sibillo. I carabinieri hanno anche fatto rimuovere dall'altare i simboli dedicati al baby boss, ucciso all'età di 19 anni, in un agguato scattato a ridosso di Castel Capuano, in un vicolo soprannominato "vicolo della morte", roccaforte della famiglia Buonerba, rivale dei Sibillo. (ANSA)

Momenti di grande tensione per la rimozione dei simboli  del baby boss, all'interno della chiesa.

fotogramma di adnkronos

Come mai si è arrivato a tanto verrebbe da dire e come mai la venerazione del boss?

Si tratta del baby boss Emanuele Sibillo, il capo della cosiddetta paranza dei bambini di Forcella

foto tratta da Dire.it

 Emanuele Sibillo faceva parte di un clan importante nell’area dei Decumani ed a Forcella, personalità di peso nel suo quartiere, tanto da riuscire ad avere l’urna funeraria all’interno di un altare, questo è il punto fondamentale, la visibilità e importanza di un clan che riusciva ad essere presente in una chiesa coi suoi simboli.

 I carabinieri hanno anche fatto rimuovere dall'altare i simboli dedicati al baby boss, ucciso all'età di 19 anni, in un agguato scattato a ridosso di Castel Capuano, in un vicolo soprannominato "vicolo della morte", roccaforte della famiglia Buonerba, rivale dei Sibillo.

Un'operazione quella dei carabinieri, che ha fatto scalpore negli ambienti criminali, una prova forte dell'esistenza e supremazia dello Stato e della legalità contro la Camorra napoletana.

Ricordiamo che  clan "Sibillo", è uno dei gruppi camorristici del centro di Napoli, retto tra il 2013 e il 2015 dai fratelli Pasquale ed Emanuele Sibillo, facente parte della cosiddetta "paranza dei bambini", giovanissimi diventati, a tempo di record, baby killer e baby boss: arrestate 21 persone accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco con le aggravanti delle finalità mafiose.

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