Nas oscurati 92 siti adibiti alla vendita di medicinali pericolosi.

Intervento dei Nas per l'oscuramento di siti adibiti alla vendita di medicinali on-line, dannosi per l'organismo.

Nas oscurati 92 siti adibiti alla vendita di medicinali pericolosi.
chesini garden
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ttps://youtu.be/VQy8cljQYkE

Nas oscurati 92 siti adibiti alla vendita di medicinali pericolosi.


24 Aprile, continua incessante l’attività dei NAS, volta al monitoraggio dei medicinali venduti sul web.
Nell’ambito di una mirata operazione di vigilanza telematica contro il cybercrime farmaceutico, condotta in collaborazione con il Ministero della Salute, i militari del Reparto Operativo hanno dato esecuzione a 92 provvedimenti, emessi dalla Direzione Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Dicastero, per l'oscuramento di alcuni siti web, collocati su server esteri, contenenti riferimenti di gestori non individuabili, sui quali veniva effettuata la pubblicità e la vendita, anche in lingua italiana, di svariate tipologie di medicinali, molti dei quali connessi anche all’emergenza pandemica COVID-19.
Oltre ad una serie di farmaci impiegati per varie indicazioni terapeutiche, e comunque soggetti a obbligo di prescrizione, (pertanto vendibili solo in farmacia, da parte di farmacista abilitato), i Carabinieri del NAS hanno individuato medicinali di tipo antimalarici, nello specifico la clorochina e l'idrossiclorochina, di cui l’AIFA nel dicembre 2020, pubblicò scheda aggiornata contenente elementi utili ad orientarne la prescrizione, ed a definire un rapporto tra benefici e rischi sul singolo paziente.

Tra i farmaci presenti in questi siti web c'erano anche gli antivirali lopinavir/ritonavir, di cui la medesima Agenzia regolatoria ne ha sospeso l’utilizzo, afatta esclusione per gli studi sperimentali clinici.
Nei siti incriminati sono stati individuati anche l’antivirale ribavirina, per la quale è stato autorizzato l’uso 
compassionevole limitatamente a pazienti ospedalizzati, con difficoltà respiratorie legate al COVID-19, e  l’antibiotico azitromicina, rispetto al quale l’AIFA diramò una scheda relativa alla regolamentazione, affinchè fosse assunto solo previo prescrizione, al fine di valutarne il rapporto tra benefici e rischi sul paziente.

Non mancavano inoltre nemmeno farmaci antinfiammatori, come la colchicina, (utilizzata per alleviare il dolore da attacchi acuti di gotta), per la quale l’AIFA ha autorizzato uno studio clinico che mira a valutare l’efficacia e la sicurezza del principio attivo, nel ridurre il tasso di ospedalizzazione di pazienti domiciliari con infezione sintomatica (oggetto di uno studio sperimentale), nel trattamento del COVID-19, e l'indometacina la cui assunzione fuori stretto controllo medico può cagionare gravissimi effetti collaterali.
Tra i prodotti presenti nelle “vetrine virtuali” di alcuni dei siti oscurati, sono stati individuati farmaci a 
base di umifenovir, un principio attivo antivirale per il quale l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha già da tempo precisato l’assenza di autorizzazione nella U.E. e la mancanza di evidenze scientifiche sull’efficacia nel trattamento per la prevenzione del COVID-19.

Da menzionare, infine, l’inibizione all’accesso di due ulteriori siti, che presentavano non solo medicinali a base di salbutamolo, broncodilatatore utilizzato nel trattamento dell’asma, e di anabolizzanti vietati per doping.

Inoltre sono stati individuati anche farmaci a base di dinitrofenolo, sostanza chimica non destinata al consumo umano che, se assunta, altera le funzioni delle cellule inducendole a disperdere energia, determinando un effetto “brucia grassi” che comporta una rapida perdita di peso, con risvolti altamente imprevedibili e gravemente dannosi per l’organismo, in quanto causa d'innalzamento della temperatura corporea, sudorazione profusa, e aumento della frequenza cardiaca e respiratoria.
Con quelli odierni, salgono a 121 i provvedimenti sinora eseguiti nel corso del 2021 dai NAS, che, 
nel mantenere alta l’attenzione sul delicato e pericoloso fenomeno, ricordando che la vendita on line
di farmaci soggetti a obbligo di prescrizione è assolutamente vietata, ribadendo ai cittadini di diffidare dalla vendita in rete di medicinali non autorizzati o di dubbia provenienza, e a verificare sempre che si tratti di medicinali senza obbligo di prescrizione” (SOP/OTC), tramite la presenza del logo identificativo nazionale, che una volta cliccanto rimanda alla pagina web del sito internet del Ministero della Salute, contenente i dati relativi alla regolametazione degli stessi.