10 Giugno 2026 02:07
Inchiesta “Mafia e appalti” saltano fuori nastri e brogliacci del Giudice Borsellino, accusati d’insabbiamento Natoli e Pignatone, “occultare ogni traccia del rilevante esito delle intercettazioni telefoniche” al fine di aiutare Cosa Nostra, in particolare la famiglia Buscemi di Passo di Rigano ?
A distanza di 33 anni, dopo la strage di via d’Amelio, avvenuta il 19 luglio 1992, dove furono uccisi il Giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, saltano fuori nastri, registrazione e brogliacci, sull’inchiesta “Mafia e appalti”.
La Gico della Guardia di Finanza, ha passato in rassegna tutte le registrazioni, ascoltandole tutte
L’indagine portava avanti proprio dal Giudice Borsellino, gli venne tolta dai suoi capi, per poi essere archiviata.
Dalle intercettazioni emergerebbe che il procuratore di Palermo Pietro Giammanco, con i suoi pm Roberto Scarpinato e Guido Lo Forte, asserivano fosse tutto materiale inutile, ma non la pensa così la Gico della Guardia di Finanza, che invece ha passato in rassegna tutte le registrazioni, ascoltandole tutte, una per una.
Nel frattempo però gli accusati d’insabbiamento ovvero il procuratore Giammanco, è deceduto 5 anni fa, mentre i pm che lavoravano con lui, Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli, sono sotto inchiesta, seppur non firmarono l’archiviazione, ma sono comunque accusati d’insabbiamento.
Con questa nuova indagine si stabilirà, se come ritiene la Procura di Caltanissetta, i due magistrati decisero di “occultare ogni traccia del rilevante esito delle intercettazioni telefoniche” al fine di aiutare Cosa Nostra, in particolare la famiglia Buscemi di Passo di Rigano
Dalle indagini risulta che Pignatone in quegli anni comprò 2 appartamenti, proprio da una società dei Buscemi, la Raffaello, inoltre risulterebbe che la Sirap, società in affari con i Buscemi era guidata proprio dal padre di Pignatone.
Pignatone diventò procuratore della Repubblica a Roma, e poi presidente del tribunale Vaticano.
Col passare degli anni, Natoli è diventato personaggio di spicco dell’associazione nazionale magistrati, eletto al Csm per il “Movimento per la giustizia”.
L’inchiesta contro di loro va avanti da oltre un anno.
Intanto i pm di Caltanissetta stanno scavando a fondo, tanto che 3 mesi fa, avevano intercettato anche l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, per cercare informazioni sui documenti di Borsellino, e sulla famosa agenda rossa, sparita dopo la strage.
Natoli che si era avvalso della facoltà di non rispondere, venerdì scorso è stato interrogato per 12 ore, nei prossimi giorni dovrebbe toccare a Pignatone
Su di loro grava l’accusa di non aver preso in considerazione le tracce eloquenti presenti nel dossier, che arrivò da Massa a Palermo, sull’inchiesta in merito ai rapporti che Cosa Nostra intratteneva con alcune grandi aziende del nord, come la Rizzani de Eccher di Udine, e soprattutto il gruppo Ferruzzi, quello di Raul Gardini.
La famiglia di Borsellino, sostiene da sempre, che c’erano elementi concreti per distruggere il legame tra il potere mafioso e il potere economico, e che l’estromissione del Giudice Paolo Borsellino dall’inchiesta, e in seguito l’attentato, impedirono che il legame tra mafia e appalti venisse reciso.
Non va dimenticato che l’inchiesta venne ripresa in mano dal pm Antonio Di Pietro, e si stoppò di nuovo dopo il suicidio di Gardini, è importante capire se la condanna a morte del Giudice Borsellino, fu orchestrata perché ci aveva visto giusto (fonte Il Giornale).
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