REGGIO CALABRIA – ‘Ndrangheta nelle Ferrovie, l’inchiesta Epicentro: «Massiccia penetrazione della cosca Tegano nelle assunzioni»

 

*REGGIO CALABRIA* – Una «massiccia penetrazione da parte della cosca Tegano nella gestione delle assunzioni dei nuovi dipendenti delle Ferrovie dello Stato e delle ditte satellite che svolgono lavori complementari, primo fra tutti il settore delle pulizie». E’ quanto tratteggiano gli atti d’indagine redatti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria confluiti nell’informativa dell’inchiesta *Epicentro* della Dda di Reggio Calabria.

 

Ndrangheta,  sembra che, una delle ultime operazioni, secondo quanto emerso nelle scorse ore, ha portato a 79 arresti – 73 in carcere e 6 ai domiciliari – colpendo le cosche del centro città: De Stefano, Tegano e Condello, considerate in collegamento operativo tra loro e subordinate al gruppo dirigente di Archi.

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Al centro delle investigazioni, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina e condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri insieme a Squadra Mobile e Sisco, c’è il polo ferroviario di Reggio Calabria, ritenuto dagli inquirenti un comparto strategico per gli interessi delle famiglie mafiose locali.

 

Secondo l’accusa, il condizionamento mafioso nel settore ferroviario si sarebbe manifestato attraverso ingerenze sistematiche:

 

– nei rapporti tra i sindacati e le imprese affidatarie dei servizi;

– nella gestione del personale, nelle assunzioni e nei licenziamenti;

– nel controllo degli appalti per la manutenzione e la pulizia dei treni e degli impianti industriali.

 

Le cosche avrebbero utilizzato proprio relazioni e dinamiche sindacali per conservare la propria influenza sul settore, imporre assunzioni gradite e ottenere vantaggi economici, trasformando di fatto le assunzioni in uno strumento di potere e di consenso sul territorio.

 

Un meccanismo già emerso in passato in altre inchieste sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti ferroviari, ma che con Epicentro troverebbe una conferma dettagliata: dalle intercettazioni e dai riscontri sul campo, i carabinieri avrebbero ricostruito come le famiglie Tegano e alleate fossero in grado di decidere chi dovesse entrare nelle ditte di pulizie e nei servizi collegati a Rfi e Trenitalia.

 

L’indagine ha delineato anche la mappatura delle cosche e delle loro articolazioni periferiche attive nell’area collinare della città, a Ortì, Archi, Oliveto e Croce Valanidi, confermando il radicamento capillare del gruppo.

 

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

 

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