17 Maggio 2026 08:01
# Niscemi: 35 Arresti per Mafia, Illecita Concorrenza e Traffico di Droga
A Niscemi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta hanno eseguito un’operazione contro la mafia locale, arrestando 35 persone per associazione mafiosa, illecita concorrenza e traffico di droga.
L’indagine, parte dell’operazione “Mondo Opposto”, ha colpito la famiglia mafiosa dei fratelli Musto, sequestrando aziende coinvolte nel business degli oli esausti.[1]
Operazione dei Carabinieri a Niscemi
**L’operazione ha coinvolto 35 arresti, di cui 32 in carcere e 3 ai domiciliari.** I reati contestati includono associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, traffico illecito di rifiuti e spaccio di stupefacenti. I Carabinieri di Gela, supportati da unità cinofile, Cacciatori di Sicilia e elicotteri, hanno agito su ordine del GIP del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della DDA locale.[1]
Questa è un’ulteriore fase dell’inchiesta “Mondo Opposto” del 2023, che aveva già portato all’arresto di Alberto Musto, boss della famiglia di Niscemi. Le indagini, basate su intercettazioni e testimonianze di commercianti, hanno rivelato il controllo mafioso su settori economici e droga.[1]
Infiltrazioni Mafiosa nel Settore Oli Esausti
I fratelli Musto monopolizzavano la raccolta di oli vegetali esausti a Niscemi.
Senza autorizzazioni, si inserivano nel business usando ditte di Favara e Catania, imponendo contratti ai commercianti locali con minacce. In cambio, ricevevano 40 euro per contratto e 600 euro ogni 1000 litri.
Alberto Musto, non iscritto all’Albo Gestori Ambientali, aveva imparato il racket in carcere. La mafia garantiva vantaggi alle aziende colluse, eliminando concorrenza, mentre i mafiosi guadagnavano e rafforzavano il potere territoriale. Due dipendenti delle ditte sono accusati di favoreggiamento per false dichiarazioni.[1]
Le imprese sono accusate di concorso esterno in associazione mafiosa, per il patto mutualmente vantaggioso con Cosa Nostra niscemese.
Controllo del Traffico di Droga
**La famiglia Musto gestiva lo spaccio con “autorizzazioni” mafiose.** Concedevano permessi in cambio di soldi o “messa a disposizione”, bloccando chi non pagava. Un gruppo dedicato trafficava cocaina da Catania, stoccandola a Niscemi.[1]
Intercettazioni mostrano il boss affermare: “La malavita a Niscemi la gestisco solo io”. L’indagine ha documentato 200 cessioni, 1,5 kg di cocaina, 3 kg di marijuana e 35.000 euro di flussi finanziari. Episodi violenti includevano recuperi crediti in bar pubblici.
Sequestri e Impatto Economico
Sequestrate due aziende per oltre 6 milioni di euro. Le ditte di Favara e Catania erano centrali nel traffico illecito di rifiuti. Il GIP ha condiviso le prove indiziarie della DDA, emettendo le misure cautelari.
Contesto della Famiglia Mafiosa Musto
Alberto e Sergio Musto dirigevano il mandamento mafioso. Dal 2023, emerge il loro ruolo direttivo in Cosa Nostra, con potere intimidatorio su Niscemi. L’interesse per i rifiuti nacque in carcere a Voghera, contaminando l’economia legale.[1]
La “notorietà mafiosa” bastava a piegare imprenditori, annullando la loro libertà. L’operazione dimostra il controllo capillare su economia e illegalità.
Metodo Investigativo
**Intercettazioni e sommarie informazioni chiave.** Testimonianze di esercenti niscemesi hanno fornito gravi indizi. Supporto aereo e cinofilo ha garantito l’esecuzione impeccabile.[1]
Significato per la Lotta alla Mafia
**Colpo al cuore di Cosa Nostra niscemese.** L’operazione riduce introiti mafiosi da rifiuti e droga, proteggendo commercianti e legalità. Ricorda il principio di presunzione d’innocenza fino a condanna definitiva.
Niscemi torna a respirare, con le forze dell’ordine che continuano a monitorare il territorio contro mafia, illecita concorrenza e traffico di droga.
Altre news su http://www.varesepress.info



