Niscemi e il rischio idrogeologico: documenti ignorati, fondi non spesi e una storia di frane annunciate

Il rischio idrogeologico a Niscemi è un problema noto da decenni, documentato da piani ufficiali e segnalazioni tecniche rimaste senza seguito. Il rischio idrogeologico a Niscemi è stato più volte evidenziato dal Comune e dagli strumenti regionali, ma gli interventi strutturali non sono mai arrivati. Il rischio idrogeologico a Niscemi emerge oggi con forza dopo la frana del 25 gennaio 2026, ma affonda le radici in una lunga storia di allarmi inascoltati e fondi mai utilizzati.

Le fonti ufficiali confermano che la situazione era nota, mappata e classificata come ad altissima pericolosità già da anni, mentre milioni di euro destinati alla messa in sicurezza non sono mai stati spesi.


Documenti che dimostrano che il Comune aveva avvisato la Regione

Esistono diversi atti e riferimenti tecnici che certificano come il rischio fosse stato segnalato:

  • Il Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) aggiornato nel 2022, presentato in Aula dall’on. La Vardera, indicava chiaramente le aree più pericolose del territorio di Niscemi e denunciava la necessità di interventi urgenti. L’allarme, però, rimase inascoltato. Il Giornale d’Italia
  • La classificazione R4 (rischio molto elevato) è in vigore dal 2007, con divieto assoluto di costruzione. Questo vincolo è un atto formale che certifica la consapevolezza istituzionale del pericolo. Gente d’Italia
  • Le mappe della Protezione Civile regionale, aggiornate quattro anni fa, indicavano Niscemi come “sito di attenzione” per rischio idrogeologico, confermando che la Regione era perfettamente informata. LiveSicilia
  • L’Inventario dei Fenomeni Franosi (IFFI) riportava da anni la presenza di dissesti attivi e storici nel territorio comunale. StrettoWeb

Nonostante ciò, la Struttura Commissariale regionale ha dichiarato che dal 2018 non ha ricevuto alcuna richiesta formale dal Comune di Niscemi per attivare interventi di messa in sicurezza. Commissario di Governo


Gli episodi di dissesto idrogeologico degli ultimi decenni

La storia delle frane a Niscemi è lunga e documentata:

  • 1890–1900: documenti storici già segnalavano movimenti franosi sul versante occidentale. Tiscali Notizie
  • 1997: una frana di vaste proporzioni provocò evacuazioni, danni diffusi e centinaia di sfollati. È considerata l’origine dell’attuale crisi. Tiscali Notizie
  • 2006: l’area venne dichiarata ad alto rischio idrogeologico. Gente d’Italia
  • 2019: nuova frana, chiusura della SP12 e finanziamento regionale per la stabilizzazione del versante ovest. LiveSicilia
  • 16 gennaio 2026: primi segnali della frana attuale, con evacuazioni preventive. DDay.it
  • 25 gennaio 2026: la frana di 4 km che ha costretto allo sfollamento oltre 1.500 persone e ha inghiottito strade e abitazioni. StrettoWeb

Questi eventi dimostrano che il dissesto non è un fenomeno improvviso, ma un processo noto e monitorato da decenni.


Fondi stanziati, fondi non spesi e fondi mai richiesti

25 milioni mai utilizzati in 30 anni

Secondo un’inchiesta giornalistica, 25 milioni di euro stanziati per la messa in sicurezza dal 1997 non sono mai stati spesi.
Le risorse erano destinate alla demolizione di case pericolanti e al consolidamento del versante, ma sono rimaste ferme per decenni. Gente d’Italia

1,2 milioni stanziati nel 2019

La Regione Siciliana aveva finanziato 1,2 milioni di euro per la stabilizzazione del versante ovest dopo la frana del 2019.
Non risulta che l’intervento sia stato completato. LiveSicilia

Fondi della Protezione Civile nazionale

Sono stati spesi solo per espropri e demolizioni, non per interventi strutturali di consolidamento. LiveSicilia

PNRR: Niscemi completamente esclusa

Nonostante il rischio conclamato, Niscemi non figura tra i 46 interventi finanziati in Sicilia con i fondi PNRR per il dissesto idrogeologico (115,8 milioni totali).
Nessun progetto riguarda l’area niscemese. La Sicilia

Il Codacons ha chiesto chiarimenti alla Regione per questa esclusione, definita “incomprensibile”. canalesicilia.it

Perché i fondi non sono stati spesi?

Le cause principali emerse dalle fonti:

  • assenza di progettazione valida caricata sulla piattaforma RENDIS, requisito indispensabile per attivare la Struttura Commissariale; Commissario di Governo
  • progetti avviati e poi abbandonati, come quelli successivi alla frana del 1997; TGCOM24
  • mancanza di cartografia geologica aggiornata, che ha rallentato la pianificazione; RaiNews
  • ritardi amministrativi e assenza di richieste formali, come dichiarato dalla Regione; Commissario di Governo
  • priorità regionali orientate altrove, come denunciato da più fonti giornalistiche. lespresso.it

La situazione attuale: un territorio fragile e senza interventi strutturali

La frana del 2026 ha mostrato la vulnerabilità estrema del territorio:

  • fronte di scivolamento lungo 4 km
  • abbassamento del terreno di decine di metri
  • quartiere Sante Croci gravemente colpito
  • SP10 e SP12 interrotte
  • oltre 1.500 sfollati

Gli esperti confermano che la frana è la riattivazione di un dissesto storico, aggravato dall’urbanizzazione e dall’assenza di interventi strutturali. Tiscali Notizie


Conclusioni: una tragedia annunciata

La vicenda di Niscemi è l’esempio emblematico di come il rischio idrogeologico in Italia sia spesso noto, documentato e previsto, ma non affrontato.

I documenti c’erano.
Gli allarmi c’erano.
I fondi, in parte, c’erano.
Le richieste formali e i progetti esecutivi, invece, no.

Il risultato è una comunità colpita da una frana devastante che, secondo gli esperti, era prevedibile e prevenibile.

 

Condividi sui social